LODO MONDADORI, SOLO DOLORI - IL PG CHIEDE ALLA CASSAZIONE DI RIGETTARE I RICORSI FININVEST MA PROPONE LO SCONTICINO-BEFFA (85 MLN SU 564)

Luigi Ferrarella per il "Corriere della Sera"

La corruzione - nel 1991 - di uno dei giudici romani del lodo arbitrale sulla Mondadori tra la Fininvest di Silvio Berlusconi e la Cir di Carlo De Benedetti fu una «vicenda complessa nella quale l'avvocato Cesare Previti agì in favore di Fininvest con lo stesso rapporto che lega un promotore finanziario alla banca: per questo, dalla sua responsabilità penale nella corruzione del giudice Vittorio Metta discende la responsabilità civile di Fininvest nel giudizio di risarcimento in favore di Cir», e per questo «è logico e regge il percorso seguito dalla Corte di appello di Milano» quando nel 2011 ha condannato Fininvest a risarcire a Cir 564 milioni di euro.

È la convinzione espressa ieri a Roma dal sostituto procuratore generale Pasquale Fimiani, che alla terza sezione civile della Cassazione ha sollecitato il rigetto di 14 dei 15 motivi d'impugnazione della Fininvest e la riconsiderazione invece di uno solo di essi: l'insufficiente motivazione in Appello della quantificazione di un paio delle voci che componevano il danno, e cioè la minusvalenza da successiva rivendita delle opzioni «l'Espresso» (cifra non significativa) e l'identificazione nel 15% dell'aumento equitativo rispetto agli interessi.

Qualora la Cassazione accogliesse questa lettura, la conseguenza sul risarcimento sarebbe uno sconto di circa 85 milioni meno dei 564 stabiliti in Appello, che a loro volta erano peraltro già una corposa decurtazione degli iniziali 750 fissati nel 2009 dal Tribunale.

Ma certo essere condannata a pagare un po' meno non è prospettiva che soddisfi la Fininvest, secondo la quale la condanna in Appello «è prodotto miserabile» di «una giustizia intrinseca»: a dire del professore ed ex giudice costituzionale Romano Vaccarella, «la difesa di Cir usa argomenti suicidi perché non ha mai chiesto la revocatoria della sentenza frutto di corruzione ma ha scelto la strada della richiesta del risarcimento del danno, il che significa aver fatto a pezzi i codici civili».

Anzi, «dove cavolo stava l'aggressione che avrebbe subito Cir in un momento in cui era intervenuta la legge Mammì che danneggiava Fininvest mentre consentiva a Cir di tenersi le sue testate?». E l'avvocato Giorgio De Nova, altro difensore Fininvest insieme a Giuseppe Lombardi, Fabio Lepri e Achille Saletti, taccia l'Appello milanese di aver «sparso veleno nelle aule di giustizia», perché, «se si confermasse quel verdetto, ne risentirebbero tante battaglie societarie».

Vista la riduzione in Appello di oltre 200 milioni, «suona davvero pretestuosa e un po' vittimistica la tesi dei legali Fininvest in base alla quale i giudici di Milano avrebbero, per pregiudizio avverso, liquidato alla Cir un risarcimento eccessivo», ribatte per la Cir l'avvocato Vincenzo Roppo con Nicolò Lipari e Elisabetta Rubini, la quale rimarca come la società di De Benedetti «non avesse una conoscenza giuridicamente qualificata (e l'ha scritto anche la Corte d'appello) del fatto che stava concludendo una transazione con una parte (Fininvest, ndr) che aveva commesso un illecito così grave (la corruzione di un giudice, ndr) da cui trae origine il danno».

La Cassazione (presidente Vincenzo Trifone, relatore Giacomo Travaglino, consiglieri Maria Margherita Chiarini, Angelo Spirito e Maurizio Massera) potrebbe depositare la decisione entro un mese.

La disputa civile consegue alla corruzione accertata in sede penale dalle condanne definitive nel 2007 di Previti e Metta, attestanti che il controllo della casa editrice Mondadori è oggi in mano a chi 20 anni fa si avvantaggiò di un verdetto compravenduto con 400 milioni di lire: i contanti arrivati al giudice dai 2 milioni e 732.868 dollari che appena 20 giorni dopo la sua sentenza i conti esteri Fininvest «All Iberian» e «Ferrido» avevano bonificato il 14 febbraio 1991 al conto svizzero «Mercier» di Previti.

Quei soldi, per la giustizia penale, comprarono l'annullamento in Corte d'appello civile a Roma il 24 gennaio 1991 del «lodo Mondadori», cioè della decisione favorevole a De Benedetti di un collegio arbitrale di tre giuristi scelti dalle parti per dirimere l'interpretazione (controversa nella contesa con Berlusconi, che nel 2001 usufruì della prescrizione grazie alle attenuanti) degli accordi con la famiglia Formenton, erede delle quote del genero di Arnoldo Mondadori.

 

 

 

Silvio Berlusconi - copyright PizziSilvio BerlusconiCarlo De Benedetti BERLUSCONI CARLO DE BENEDETTIBERLU DE BENEDETTI resizer jspCesare Previti - Copyright Pizzi

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI ERA MILENA GABANELLI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”