lorenzo fioramonti luigi di maio

TUTTE LE IDEE DI LORENZO FIORAMONTI, IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO NEL PECTORE DI DI MAIO CHE HA BOICOTTATO LO STATO DI ISRAELE - MICHELE ARNESE SU 'STARTMAG' SPULCIA NEL SUO PASSATO: ‘BISOGNA USARE LO STATO PER FARE IL MERCATO’ - ‘UN SISTEMA MONOLITICO COME QUELLO DELL’EURO È ANACRONISTICO, MENTRE LE CRIPTOMONETE…’ - CONTRARIO ALL’USO DEL PIL, E ALLE 'MULTINAZIONALI CONTROLLATE DAI PAPERONI DEL MONDO'

 

 Michele Arnese per www.startmag.it

lorenzo fioramonti luigi di maio

 

 

Avanti tutta con le rinnovabili, strizzatina d’occhio alle criptovalute, abbasso il Fiscal Compact, critiche serrate all’euro e una visione anti Israele. Sono alcune delle tesi che si rintracciano sul web espresse negli ultimi anni da Lorenzo Fioramonti che il candidato premier M5S, Luigi Di Maio, vorrebbe al ministero dello Sviluppo economico.

 

CHI E’ FIORAMONTI

Lorenzo Fioramonti, classe 1977, professore di Economia politica all’Università sudafricana di Pretoria, sarà il ministro dello Sviluppo economico in un eventuale governo a Cinque Stelle dopo le elezioni del 4 marzo. Ad anticiparlo è stato il candidato premier Luigi Di Maio dalle pagine del Corriere della Sera, dopo l’annuncio, negli scorsi giorni, del generale Sergio Costa al ministero dell’Ambiente.

 

LA CARRIERA

Fioramonti ha ottenuto la cattedra di ordinario di Economia Politica in Sudafrica a 35 anni, dopo essere andato via dall’Italia. “Mi fu spiegato che nel mondo accademico italiano esistono delle regole non scritte ma che tutti conoscono – aveva raccontato al Fatto Quotidiano nell’ottobre del 2016 -.

 

 La prima è che bisogna aspettare il ‘proprio’ concorso’. Ovvero, salvo eccezioni, i concorsi sono banditi per qualcuno in particolare. La seconda, è che non ci si presenta a un concorso a meno che non si sia stati invitati a farlo”. Dopo l’assegnazione della cattedra, Fioramonti ha fondato il Centro per lo studio dell’innovazione nella governance, una collaborazione scientifica tra il governo francese e quello sudafricano, ha pubblicato 10 libri, tra cui “Presi per il Pil” (con prefazione di Enrico Giovannini, già presidente dell’Istat e ministro del Lavoro nel governo Letta).

 

COME E’ NATO IL RAPPORTO

lorenzo fioramonti luigi di maio

L’avvicinamento fra il professore ordinario di Politica economica all’università di Pretoria, in Sudafrica, e il Movimento è avvenuto nell’ultimo anno: “Ad aprile 2017, il deputato pentastellato Giorgio Sorial organizza alla sala della regina di Montecitorio un convegno sullo sviluppo economico e il benessere sociale. Guest star dell’evento è appunto Fioramonti, che in un quarto d’ora con le sue idee conquista la platea a 5 stelle”, ha raccontato Gianni Del Vecchio, condirettore di Huffington Post Italia.

 

LE TESI DEL PROF.

Ma che cosa pensa Fioramonti delle maggiori questioni economiche? Ecco alcune sue recenti tesi, che si appuntano soprattutto su politica economica e poco di energia, politica industriale, tlc e innovazione, ossia materie di competenza del dicastero dello Sviluppo economico ora guidato dall’onnipresente Carlo Calenda, che pur non essendo candidato alle elezioni interviene, commenta e bacchetta da giorni, anzi da settimane.

 

RINNOVABILI, EURO E FISCAL COMPACT

In un recente scritto sul Blog delle Stelle, Fioramonti si è occupato di digital divide e Fiscal compact, tra l’altro, con accenni alle rinnovabili su cui puntare: “Il digital divide interno non consente all’Italia di essere competitiva nel mondo, la mobilità sostenibile è al palo, la conversione verso le rinnovabili stenta a decollare?”.

luigi di maio lorenzo fioramonti emilio carelli

 

“Il primo passo per smontare il Fiscal compact – secondo l’economista pentastellato – è portare avanti, in Ue, una seria battaglia per scorporare gli investimenti produttivi dalle gabbie del pareggio di bilancio e dell’agghiacciante regola del debito. Parliamo di quella spesa in conto capitale nei comparti del futuro che garantirà non tanto e non solo un mero aumento della domanda o dei consumi, ma quel ribaltamento del paradigma tale da rendere la crescita veramente sostenibile e di qualità”.

 

LO STATO FA IL MERCATO

Poi una tesi tutt’altro che liberistica: “Non si tratta di riportare in auge lo Stato contro il mercato. Ma di usare lo Stato per fare mercato”. Tutto questo – secondo Fioramonti – “si può fare soltanto se ci si mette testa e cuore. E soprattutto se si hanno le mani libere e si costruisce la politica economica senza i condizionamenti di lobby e gruppi di interesse. Solamente il M5S può garantire piena libertà, perché i nostri unici lobbisti di riferimento sono i cittadini italiani”.

 

MENO PIL PER TUTTI

Ma il chiodo fisso dell’economista che Di Maio vuole allo Sviluppo economico è il Pil, ovvero la fallacità del Pil: “Oggi sappiamo che il Pil non è più come ottant’anni fa un indicatore relativamente idoneo per misurare la performance economica di un paese –ha scritto sempre sul Blog delle Stelle – ma è sempre più anacronistico, le nostre economie diventano sempre più digitali, il modello di industrializzazione sta cambiando, l’investimento nel capitale umano sta diventando sempre più significativo, tutte dimensioni che il Pil non riesce a misurare in maniere coerente ed efficiente. E poi sappiamo benissimo che, anche qui, non è tanto la quantità di Pil ma la qualità di Pil”.

roma manifesti boicotta israele

 

TRA EURO E CRIPTOMONETE

Nell’intervento sul Blog delle Stelle, anche una bordata all’euro che stride con l’approccio morbido sul tema voluto da Di Maio: “Un sistema monolitico come quello dell’euro è anacronistico nel XXI secolo”, secondo Fioramonti. Strizzatina d’occhio, invece, alle criptomonete: “Oggi le tecnologie consentono la creazione di valute locali, di cripto valute che diventano valute globali e sfidano le valute stampate dagli stati nazione

 

CONTRO LE MULTINAZIONALI

Andando a ritroso negli anni, si trova uno scritto di Fioramonti del 2010 con stilemi anticapitalistici: “Sfruttando al massimo il potenziale cinico della globalizzazione, le multinazionali controllate dai paperoni del mondo non hanno esitato a spostare interi settori di produzione in paesi dove la manodopera costa meno (e lo sfruttamento è diffuso), provocando una perdita di migliaia di posti di lavoro nei propri paesi d’origine e ricattando i sindacati.

 

ENERGIE DRASTICHE

Infine, sempre nel 2010, un accenno vago a politiche energetiche: “Il clima che cambia, con inverni più freddi ed estati più calde, richiederà un maggiore approvvigionamento di energia. E l’Europa, la cui crescita economica dipende dall’energia che proviene da altri paesi, dovrà ricorrere a misure estreme”. Misure estreme? Quali?”.

 

POSIZIONE ANTI ISRAELE

In ambienti accademici si ricordano posizioni anti israeliane. I ricordi trovano traccia sul web: “Secondo il prof Fioramonti, economista politico all’Università di Pretoria e direttore del Centro per lo studio dell’innovazione Governance, la sua decisione di ritirarsi era a sostegno del “boicottaggio accademico internazionale contro Israele”. Nel 2015, oltre 200 accademici sudafricani è uscito a sostegno del boicottaggio accademico e culturale di Israele”.

criptovalute

 

L’articolo, datato 16 febbraio 2016, dava conto di una “conferenza sull’acqua in Sud Africa annullata in seguito all’opposizione del movimento di solidarietà palestinese alla partecipazione dell’ambasciatore israeliano Arthur Lenk. La conferenza organizzata da Mail & Guardian si sarebbe tenuta il 26 febbraio e avrebbe dovuto ospitare una serie di esperti che discutevano dell’attuale crisi idrica del paese. Ma un ritiro del professore accademico di Pretoria, Lorenzo Fioramonti, sull’inclusione di Lenk ha invece messo in luce le atroci politiche israeliane in materia di acque che negano principalmente ai palestinesi il loro diritto all’acqua”.

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