lotti m5s

CYBERFANGO E CYBERFESSI - ESPLODE IL CASO LOTTI-M5S: IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DENUNCIA UNA UTENTE TWITTER DIETRO LA QUALE POTREBBE NASCONDERSI UNA CENTRALE DI PROPAGANDA A 5 STELLE - E' L’IMPORTAZIONE DEI MODELLI DI POLITICA ONLINE SFRUTTATI PURE DA TRUMP

Giuliano Santoro per la Repubblica

Una storia di insulti online, profili Internet eterodiretti e cricche di mestatori. Una storia di quelle che ormai da anni caratterizza le campagne politiche in rete, è oggetto di un fascicolo giudiziario.

 

RENZI LOTTIRENZI LOTTI

La notizia che il sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti ha denunciato alla Procura di Firenze una utente Twitter, Beatrice Di Maio - dietro la quale potrebbe nascondersi non una persona fisica ma una “centrale” di propaganda a 5 stelle - ha riacceso l’attenzione sul web come terreno di scontro di eserciti non convenzionali.

 

Se negli anni scorsi le elezioni erano state influenzate dal modello Facebook, coi sostenitori dei diversi schieramenti che si incontravano scambiandosi contenuti, o dallo stile Twitter, e quindi era possibile interagire direttamente coi candidati come mai era accaduto prima, il voto che ha incoronato Donald Trump negli Stati Uniti insegna che la campagna elettorale non è caratterizzata da una particolare piattaforma ma dal contenuto virale, vero o falso che sia, e dalla sua capacità di diffondersi e irrompere nella realtà.

 

Ecco perché, dicono i grafici che vengono dall’America, i fake sui social media hanno sorpassato le notizie tradizionali. E Mike Cernovich, animatore del sito alt-right «Danger and Play» può dire al New Yorker: «Su Twitter noi possiamo controllare la narrazione».

 

E in Italia? Gianroberto Casaleggio, negli anni in cui la sua creatura M5S muoveva i suoi primi passi, la metteva così: si tratta di tirare la volata al «sentimento collettivo» (esatto, sentimento: questa storia si nutre di paura, di rabbia a volte di entusiasmo, di sicuro emozioni più che fattori razionali). L’obiettivo è costruire e incanalare a fini politici l’emozione connettiva. «Online il 90 per cento dei contenuti è creato dal 10 per cento degli utenti - diceva Casaleggio - Queste persone sono gli influencer».

RENZI LOTTIRENZI LOTTI

 

Antonio Casilli insegna Digital Humanities al Paris Institute of Technology e coordina diversi progetti di ricerca internazionali sui social media. Per cominciare, gli abbiamo sottoposto la Twitter analytics di Beatrice Di Maio. «Non bisogna farsi suggestionare da tecnicismi – spiega Casilli – Al di là dei contenuti, qui vedo soltanto un gruppo di utenti che si aggrega attorno a un ‘hub’, che è semplicemente un nodo che ha più connessioni con altri nodi della rete. Può impressionare qualche profano, ma è così che funziona, sia nella vita normale che sui social network».

 

Ciò non toglie che nel contesto polarizzato del dibattito online una battuta ficcante, una vignetta azzeccata o una bufala ben studiata hanno lo stesso effetto di una scintilla in un campo di erba secca: basta una fiammella a incendiare la prateria.

 

M5SM5S

Lo sanno i grillini, ma lo sanno anche i sostenitori di Matteo Renzi, che ha affidatola sua campagna a Jim Messina, noto per la capacità di spremere consensi dai «big data». Lo stesso Renzi, ha cercato la disintermediazione attraverso i caminetti 2.0 di «Matteo Risponde » e ha affidato ai suoi divulgatori in rete la missione di diffondere il messaggio che il Sì al referendum fosse la vera scelta anti- establishment. Anche alla Casaleggio Associati possono contare sull’effetto traino dei loro uomini più in vista.

 

BEATRICE DI MAIOBEATRICE DI MAIO

Basti pensare ai due golden boy Alessandro Di Battista (la cui pagina Facebook raccoglie un 1 milione 264 mila like) e Luigi Di Maio (che «piace» a 953 mila persone). La propaganda 2.0 all’italiana viene dopo quella dell’era di Berlusconi, per questo i post e le dirette richiamano esplicitamente al linguaggio neotelevisivo. Gli interventi in aula vengono concepiti come clip video in una location suggestiva, a uso e consumo dei clic su YouTube (ma anche Matteo Renzi approfittò di un suo intervento alla Camera per salutare «gli amici a casa»).

 

Si dirà che una cosa non esclude l’altra: accanto ai big serve ancora il lavoro di base, serve che qualcuno faccia il lavoro sporco, di retroguardia, che gli attacchi più personali possano essere diffusi senza impegno. Lo scopo, rivelano nel loro «Supernova» i transfughi della comunicazione grillina Nicola Biondo e Marco Canestrari, è abbassare il livello del dibattito. Gli slogan in campagna elettorale, che promettano il taglio dei costi della politica come fanno gli animatori della campagna per il Sì o che paventino rischi per la democrazia come fanno i sostenitori del No, sono fatti proprio per adagiarsi sulle opinioni correnti.

 

RENZI LOTTIRENZI LOTTI

È la vittoria del troll, del provocatore digitale? «In questo momento negli Stati Uniti si dice troll invece di dire fascista – dice ancora Casilli - Ma nel caso dei suprematisti bianchi preferirei si usasse la giusta definizione, senza girarci attorno. Da noi in Italia, quando diciamo troll pensiamo a una specie di manipolatore occulto prezzolato. Perché il troll è sempre l’altro da sé. Meglio concentrarsi sui contenuti che sull’etichetta».

account grillino beatrice di maioaccount grillino beatrice di maio

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…