DOTTOR LUSI E MISTER HYDE - CHI È DAVVERO IL SENATORE PD LUIGI LUSI? L’EX CAPO DEI BOYSCOUT VOTA CONTRO LO SCUDO FISCALE (“FAVORISCE I REATI”), POI LO USA PER CONDONARE I CAPITALI RAPINATI ED ESPORTATI IN CANADA - UNA COSA DI PERSONALITA’ PSICO-DIVISA CHE, SECONDO GLI “ADDETTI AI LIVORI” ROMANI, AVREBBE ORIGINE CON LE NOZZE CON LA CHIROPRATICA ITALO-CANADESE PINA PETRICONE…

Fabrizio Roncone per il "Corriere della Sera"

Chi è davvero il senatore Luigi Lusi?
A Palazzo Madama e in Transatlantico sono giorni che se la cavano ricorrendo allo scrittore Robert Louis Stevenson. E a uno dei suoi libri più celebri: «Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde».

(Trama: Jekyll, dottore/scienziato con idee un po' eccentriche, a causa dei suoi esperimenti lascia emergere Hyde, la sua parte malvagia).
Al Corriere, il deputato Roberto Giachetti ancora ieri ripeteva: «Sì, io ho conosciuto Jekyll, il Lusi buono».

Il Lusi avvocato penalista, esperto in transazioni immobiliari, senatore del Pd, 51 anni portati su un corpo massiccio e tonico, da ex boyscout, da ex segretario generale Agesci, con il pizzetto curato e gli abiti grigi di buon taglio, l'aria severa che deve avere il tesoriere di un partito, quindi molto nella parte, molto nel ruolo che gli conferisce (2001) Francesco Rutelli, perché di lui si fida, si fida completamente: tra i due la fiducia è un miscuglio di amicizia e complicità, che nasce lontano, negli anni in cui Rutelli è sindaco di Roma; si capiscono con mezzo sguardo.

E lo sguardo di Lusi è sempre rigido, da uomo meticoloso, puntiglioso, integerrimo, incorruttibile.
Il Lusi buono.
Capace, però, di sdoppiarsi.
Solo che questo non è un racconto di Stevenson.
Sentite.
Pomeriggio del 16 settembre 2009, Senato, le commissioni Bilancio e Finanza riunite per esaminare uno dei decreti anticrisi del governo Berlusconi. In votazione, l'emendamento sullo scudo fiscale.
Lusi annuncia voto contrario.

Argomenta così: «Dalla lettura combinata delle disposizioni dell'articolo 13 e 13 bis del decreto legge numero 78, come si intende modificare, si evince un effetto paradossale di favorire condotte penalmente gravi... inoltre sembra innegabile che con la nuova formulazione dell'emendamento si estende l'efficacia dello scudo fiscale a fattispecie di reati quali, ad esempio, il falso in bilancio...».
Proprio così.
Dice questo, Lusi.
Poi però si comporta in modo assai diverso.

Prima decide che, per i suoi loschi affari, la strada più semplice è quella di trasferire in Canada gran parte dei soldi accumulati sul conto corrente intestato a «Democrazia e libertà» e poi finiti nella disponibilità della «TTT srl», la società della quale risulta unico proprietario. Complessivamente, 13 milioni di euro utilizzati per acquistare, come sappiamo, immobili di prestigio e rimpinguare il suo patrimonio personale.
Quindi, si convince che sia opportuno far rientrare, almeno in parte, il denaro in Italia: e, così, decidere di accedere allo scudo fiscale.

Un comportamento impressionante. Pubblicamente dice una cosa, di nascosto ne fa un'altra.
Da solo?
O, a volte, agisce anche per conto di qualcuno?
Su questo indagano i magistrati. Che, pure, hanno comunque già avuto modo di incontrare il Lusi «buono» e il Lusi «cattivo».
Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Stefano Pesci interrogano il senatore, gli chiedono che fine hanno fatto quei 13 milioni.

E Lusi (tranquillo, collaborativo): «In gran parte, erano pagamenti per mie consulenze».
I pm: «Può fornirci le ricevute?».
Lusi (cortese): «No, mi spiace».
(A questo punto, i magistrati invitano Lusi a qualche minuto di riflessione; ma quando lo vedono rientrare nel loro ufficio, scorgono uno sguardo diverso. Duro, incattivito. E diversi sono anche i toni, le sue parole).
Lusi: «Mi assumo la responsabilità di tutto, e per tutto».

I pm ascoltano.
Lusi prosegue: «Propongo un patteggiamento a 1 anno e 5 milioni di euro di risarcimento. Vi va bene?» (proposte che ieri la Procura ha respinto).
Il personaggio, ecco, è questo.
Ottimo padre di famiglia: una prima moglie da cui ha avuto due figli, e la seconda, Giovanna Petricone (che pure compare nell'inchiesta) di origine canadese; il matrimonio nella primavera del 2009, una bambina di due anni.

A Palazzo Madama, eccellente compagno di banco - preparato, presente, forse solo un po' troppo musone - della senatrice Mariangela Bastico e di Nicola Latorre (e Latorre, politico esperto, scaltro, attento osservatore delle psicologie umane, mai ha sospettato qualcosa).
Inflessibile nella quotidianità (ai tempi della Margherita nessun parlamentare osava chiedergli il rimborso per i taxi).
Poi la sera però Lusi tornava nella sua magnifica villa di Genzano (comprata come si sa).
Poi andava a godersi la vista dalla terrazza dell'attico di via Monserrato (comprato come si sa).

Mister Hyde ha un fratello, Antonino, sindaco di Capistrello (L'Aquila). «Ho cercato Luigi, ma non sono riuscito a parlarci... Volete sapere se metterei la mano sul fuoco per l'onestà di mio fratello? Io dico: ma è possibile che uno che voglia rubare 13 milioni si fa 90 bonifici ad personam? Non c'era un gruppo dirigente nella Margherita?».
Davvero uno strano caso.
Forse però è arrivato il momento di cominciare a citare un altro libro di Robert Louis Stevenson: «L'isola del tesoro».

 

luigi lusiluigi lusiluigi lusi lapFRANCESCO RUTELLI Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. HydeLo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hydedottor Jekyll e Mr. Hyde

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