MARCIO SU ROMA – E ORA CHE FAMO, COMMISSARIAMO IL PREFETTO? – PECORARO DIEDE IL VIA LIBERA ALLE COOPERATIVE DI BUZZI DOPO UN INTERVENTO DI GIANNI LETTA – PECCATO CHE IN ANTIMAFIA L’AVESSE NEGATO

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera

 

La prefettura di Roma diede il via libera alla stipula di una convenzione con la cooperativa di Salvatore Buzzi per la gestione dell’emergenza legata all’arrivo dei profughi a Castelnuovo di Porto, paesino alle porte della capitale.

MASSIMO CARMINATI MASSIMO CARMINATI

 

Un documento datato 18 marzo 2014 — allegato agli atti dell’inchiesta sull’organizzazione mafiosa guidata, secondo i magistrati, dallo stesso Buzzi e dall’ex estremista dei Nar Massimo Carminati — sembra smentire la versione ufficiale fornita dal prefetto Giuseppe Pecoraro che aveva detto subito, e poi ribadito di fronte alla commissione parlamentare Antimafia, di aver rifiutato la proposta di Buzzi. E dimostra che subito dopo l’incontro avvenuto a Palazzo Valentini fu avviata la procedura per inviare i migranti nella struttura di accoglienza situata a Borgo del Grillo. 
 

La lettera al Comune per la stipula
Si tratta di una missiva firmata dal dirigente Roberto Leone, spedita «al sindaco di Castelnuovo di Porto e al questore» che ha come oggetto «l’afflusso di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale e l’individuazione delle strutture di accoglienza». Il testo è breve ma fornisce tutte le informazioni: «Facendo seguito alla circolare del ministero dell’Interno dell’8 gennaio scorso e alla luce delle manifestazioni di disponibilità ricevute, si chiede se sussistano motivi ostativi alla stipula di una convenzione con il soggetto sottoindicato: Eriches 29 consorzio di Cooperative Sociali.

giuseppe pecorarogiuseppe pecoraro

 

La sede proposta per l’accoglienza si trova in Borgo del Grillo. Si allega la documentazione relativa alla manifestazione di disponibilità ricevuta e si resta in attesa di cortesi urgenti notizie, rappresentando che in mancanza di elementi ostativi si procederà alla stipula della convenzione». La lettera risulta protocollata in uscita il 19 marzo 2014 e arrivata il giorno dopo al Comune di Castelnuovo. 
 

Il doppio incontro di Buzzi
Proprio il 18 marzo, alle ore 18, Buzzi, aveva incontrato Pecoraro. Sono le carte dell’inchiesta a ricostruire che cosa accadde in quei giorni. In una conversazione del 17 marzo Buzzi racconta a Carminati di aver perso il ricorso al Tar contro l’affidamento della gestione del Centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto a una società concorrente. Si capisce che sta cercando di concludere nuovi affari, di ottenere la gestione di altre strutture. Gli spiega che «domani c’ho appuntamento co’ Gianni Letta».

 

Di questa riunione Buzzi parla anche con Luca Odevaine, all’epoca componente del Tavolo del Viminale che si occupava proprio dell’emergenza legata all’arrivo dei profughi e ora in carcere con l’accusa di aver fatto parte dell’associazione mafiosa.

 

salvatore buzzi con il quarto stato alle spallesalvatore buzzi con il quarto stato alle spalle

Vuole avere un consiglio su quali siano i temi da affrontare e Odevaine suggerisce: «Gli si può chiedere perché Pecoraro c’ha ferma un sacco de roba, c’ha fermo Castelnuovo di Porto, 100 appartamenti». 
Il 18 marzo alle 10.30 i carabinieri del Ros vedono Buzzi entrare con uno dei suoi collaboratori nell’ufficio di Gianni Letta. Quando esce chiama Odevaine e annuncia: «È andata bene, alle 6 vedo il prefetto». Il pedinamento conferma che effettivamente alle 17.45 di quello stesso giorno Buzzi entra alla prefettura di Roma e rimane fino alle 18.35. Appena esce chiama nuovamente Odevaine: «Col prefetto è andata molto bene, gli abbiamo parlato di questo Cara di Castelnuovo di Porto... no del Cara, gli abbiamo parlato di questo immobile che c’è e lui m’ha detto: “Basta che il sindaco me dice di sì io non c’ho il minimo problema, anzi la cosa è interessante, lasciatemi tutto”». 
 

maddalena e gianni lettamaddalena e gianni letta

L’audizione  all’Antimafia
Quando gli atti processuali diventano pubblici e infuria la polemica sugli appalti concessi dal Campidoglio alle Cooperative di Buzzi, la commissione Antimafia avvia una verifica e convoca tra gli altri proprio Pecoraro. In quella sede il prefetto dichiara: «È vero, ho ricevuto Salvatore Buzzi ma non sapevo nemmeno chi fosse: il problema vero è la facilità con cui si può arrivare alle istituzioni e l’assoluta mancanza di controlli. Buzzi è venuto da me dopo che il dottor Letta mi aveva chiamato, io l’ho ricevuto e ho detto di no alla sua proposta che consisteva nella disponibilità di cento appartamenti per gli immigrati a Castelnuovo di Porto. Gli ho spiegato che lì ho già il Cara, che gli immigrati in una città così piccola sarebbero stati troppi». In realtà la lettera spedita il 19 marzo scorso sembra raccontare una verità completamente diversa. Pecoraro adesso ammette che effettivamente ci fu un tentativo, ma spiega: «È un tipo di missiva che abbiamo mandato a tutti i sindaci della provincia chiedendo se c’era disponibilità di posti». 

 

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