richard grenell angela merkel

AMERICA FATTA A MAGLIE - LA GERMANIA VORREBBE CACCIARE A PEDATE L'AMBASCIATORE AMERICANO, CHE IL VICEPRESIDENTE DEL BUNDESTAG VUOLE DICHIARARE PERSONA NON GRATA - DIPLOMATICO ASSAI POCO DIPLOMATICO, VICINO A TRUMP E ALLA FAMIGLIA, TUTTA LA VERVE DI UN EX GIORNALISTA, TUTTA LA DETERMINAZIONE DI UN OMOSESSUALE MILITANTE CHE È ANCHE UN REPUBBLICANO E CONSERVATORE. LASCIATO A BAGNOMARIA PER UN ANNO, HA TRATTATO CON GLI INDUSTRIALI, PROVOCATO I POLITICI E INCORAGGIATO I SOVRANISTI. E ORA…

 

 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

richard grenell ex portavoce di john bolton

Persona non grata, avaria diplomatica, commissario di una potenza di occupazione, termine quest'ultimo che in bocca in tedesco suona sempre sinistro. La Germania è ai ferri corti con un ambasciatore. Chi è il cattivo? E' Richard Grenell, ambasciatore degli Stati Uniti a Berlino,  diplomatico assai poco diplomatico, abilissimo e attivissimo sia negli affari che nella polemica politica,  vicino a Donald Trump e all'intera famiglia del presidente, tutta la verve di un ex giornalista  convertito alla politica e alla diplomazia, tutta  la determinazione di un omosessuale militante  che è anche un repubblicano e conservatore.

 

Trump lo ha mandato a trattare direttamente con gli industriali tedeschi, a provocare i politici, ad incoraggiare i sovranisti.

 

I tedeschi lo avevano capito per tempo, tanto è vero che prima di accettarne le credenziali lo hanno fatto aspettare un anno giocandosi anche la carta dell'omosessualità, loro che fanno pratiche di politically correct tutti i giorni, pur di evitare la iattura.

richard grenell

 

Da quando è arrivato, a differenza per esempio del discretissimo ambasciatore americano a Roma, Grenell esterna direttamente, e indirettamente sui social network.

 

 Scrive Bloomberg che lo scontro con l'Europa sulla Cina, Trump non è destinato a vincerlo. Però si battaglia niente male e specialmente con alcuni Paesi, la Germania segnatamente, le relazioni non sono mai state a un livello così critico.

 

Se Grenell è stato mandato a provocare, il suo scopo è raggiunto, da quel che  sta accadendo in questi giorni nella capitale tedesca. Il vicepresidente del Bundestag, il liberale Wolfgang Kubicki,  ha chiesto addirittura di considerare l’ambasciatore Usa “persona non grata”.

 

Kubicki ha utilizzato termini che vanno ben al di là dei semplici canoni della diplomazia: “Chi, da diplomatico americano, si comporta come commissario di una potenza d’occupazione,  deve sapere che la nostra tolleranza conosce anche dei limiti”. E a Focus Online ha dichiarato: “Noi siamo un Paese sovrano e non dobbiamo dare l’impressione che gli ambasciatori di altri Paesi possano determinare la nostra politica interna”.

 

RICHARD GRENELL ANGELA MERKEL

 Carsten Schneider, esponente del Spd, ha chiosato definendo  Grenell “un caso di avaria diplomatica totale”.

Ma che ha fatto questa volta  l'ambasciatore americano? Ha accusato il governo tedesco di non perseguire gli stessi obiettivi finanziari dell’Alleanza atlantica, ovvero ha ribadito lo sconto sul finanziamento della NATO tenuto altissimo dell'Amministrazione Trump.

 

 L’obiettivo del 2% del Pil da destinare alle spese per la difesa, è ben lontano dal piano proposto dal ministro delle Finanze Olaf Scholz. “I membri dell’Alleanza avevano concordato di avvicinarsi al 2% entro il 2024 e non di allontanarsene”, ha detto Grenell “Che il governo federale pensi invece di ridurre il suo contributo, già di per sé inaccettabile, all’efficienza operativa militare è un segnale preoccupante”.  Nel bilancio previsto dal ministro, la quota di prodotto interno lordo per la difesa aumenta in questi  anni solo  all’1,37% per poi ridursi all’1,25% entro il 2023.

 

L’ambasciatore americano ha ritenuto quindi di avere tutto il diritto  di risentirsi e dichiarare. Poi è passato a criticare  i contatti con la Cina comunista e in particolare l'annosa questione delle telecomunicazioni e dei rapporti con Huawei che dovrebbe entrare nel 5G tedesco.

 

RICHARD GRENELL ANGELA MERKEL

Ha detto esplicitamente che la posizione tedesca di non escludere Huawei dalla costruzione della rete 5G in Germania avrebbe potuto mettere a rischio la collaborazione tra i servizi d'intelligence dei due

 

Non e’ piaciuta al cancelliere Angela Merkel, che detesta Grenell da ancor prima  che diventasse ambasciatore  per le sue inchieste da giornalista e dichiarazioni da politico esordiente sugli errori micidiali della campagna migratoria tedesca..

 

merkel xi jinping

La Cancelliera, riprendendo le frasi del rappresentante Usa contro la possibilità che Huawei entri nel 5G tedesco, ha detto: “Ci sono due cose di cui non ho nessuna considerazione: la prima, che si discuta pubblicamente di questioni sensibili legate alla sicurezza; la seconda, di escludere un partecipante solo perché viene da un certo Paese”.

il certo paese sarebbe la Cina, Vale la pena di ricordare che in Italia sta per arrivare il presidente cinese e che dopo una lunga serie di polemiche, dal piano di accordi con il governo italiano è stato cancellato tutto il settore legato alle telecomunicazioni.

 

angela merkel xi jinping

Non basta, anche  sul tema del budget per la difesa, il capo del governo tedesco ha detto: “La fetta di Pil destinata alla Difesa negli ultimi 10 anni è sempre cresciuta, e continuerà a crescere anche l’anno prossimo, all’1,37%. Ma la pianificazione finanziaria a medio termine non può essere presa come parametro. Decisiva è invece la spesa di anno in anno, e questa viene corretta ogni volta verso l'alto”.

 

Però "sarebbe un errore puntare sulle spese per la difesa in senso strettamente militare, bisogna ragionare anche in termine di prevenzione delle crisi e di sviluppo”.

 

 

trump e merkel 4

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?