vladimir putin hillary clinton

AMERICA FATTA A MAGLIE - PENSATE CHE COLPO SE L'INFORMATORE DELL'FBI SUL CASO URANIUM ONE-ROSATOM DIRÀ AL CONGRESSO CHE NEL 2010 SI DOVEVA FERMARE IN NOME DELLA SICUREZZA NAZIONALE LA VENDITA DELL'URANIO AMERICANO ALLA RUSSIA, E CHE QUELL'OPERAZIONE ANDÒ AVANTI PER INTERVENTO DI OBAMA E DELLA CLINTON (LA CUI FONDAZIONE RICEVETTE 150 MILIONI DAI RUSSI) E CHE I FEDERALI LO HANNO MINACCIATO PER NON PARLARE. CHI SAREBBERO I TRADITORI ALLORA?

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

Pensate che colpo se l'informatore dell' FBI sul caso UraniumOne-Rosatom finalmente libero di parlare dirà al Congresso che già nel 2010 c'erano informazioni sufficienti per fermare la vendita di un quinto dell'uranio americano alla Russia in nome della sicurezza nazionale, e che quell'operazione non si fermo’ per intervento di Obama e della Clinton, per un sacco di soldi, e che come beffa finale a lui e’ stato imposto il silenzio, e che è stato a lungo minacciato proprio dai federali. Chi sarebbero i traditori allora?

le donazioni alla fondazione clinton dal business dell uranio

 

Pare che metà degli americani abbiano già deciso che eviteranno accuratamente di parlare di politica quando tra qualche giorno si siederanno insieme alla famiglia allargata per il pranzo di Thanksgiving, l'appuntamento tradizionale al quale è molto difficile rinunciare negli Stati Uniti.

 

Eppure da ringraziare ci sarebbe, visto che l'economia marcia a meraviglia, disoccupazione al 4,1%, la più bassa in 17 anni, nell’ultimo anno un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, stock market più alto di sempre, a 5,4 trilioni, e anche se è tutta da vedere al Senato, la Camera ha approvato una gran riforma delle tasse che dovrebbe dare un'ulteriore spinta. Di ritorno dalla Cina Donald Trump ha pure riportato a casa tre giocatori di basket dell'Ucla arrestati e in attesa di processo per furto in un negozio.

 

Ma gli americani sono disuniti e arrabbiati, ed è tutto un raccontare di imbrogli elettorali, trame occulte con la Russia e il Terribile Putin, mentre lo scandalo delle denunce per molestie sessuali a vip, che da Hollywood sono arrivate ora a Washington, rischia di diventare un autentico fenomeno di isteria collettiva, alla fine della quale si saranno tutti quanti arrestati tra di loro o saranno tutti ricoverati in una clinica per riabilitazione.

 

frank giustra ha donato 31 milioni alla fondazione clinton

Certo, che la parte del maiale, quasi paragonabile ad Harvey Weinstein, tocchi anche all’ex comico televisivo di Saturday Night Live, ora senatore del Minnesota, sempre liberal, difensore delle donne e castigatore di Trump e dei repubblicani sessisti e razzisti, Al Franken, è un colpo al cuore per i democratici.

 

Succedono cose strane, succede che femministe ed esponenti liberal si ricordino ora che vent’anni fa Bill Clinton avrebbe dovuto dimettersi. È un segno preciso che la Dynasty è in disgrazia, ma Hillary Clinton non sembra darsene per inteso e anche ieri, per chi sia ancora disposto ad ascoltarla, ha sostenuto che le elezioni del 2016 dovrebbero essere annullate perché non sono state un processo legale. Bisogna però vedere chi ha tentato di renderlo illegale, per il momento su Trump non esce alcuna accusa, anche se un Procuratore speciale indaga sul presidente da mesi.

 

HILLARY PUTIN

Il quale Procuratore speciale ha citato una decina di uomini della campagna Trump e chiede loro di consegnare documenti e email proprio nel giorno in cui un ex collaboratore sotto copertura dell'FBI e’ stato finalmente liberato dall'obbligo del segreto, e potrà raccontare al Congresso come andò la famosa vendita dell'uranio ai russi, e perché per tanti anni l’Fbi quelle cose non le abbia rivelate e abbia proibito a lui di farlo.

 

Ci sono un paio di Commissioni del Congresso che indagano sul gran casino russo elettorale, tornando indietro fino a UraniumOne, e passando per il dossier ritenuto fasullo dal quale parte l'indagine del Russiagate.

 

CLINTON BLAIR PUTIN

Sarebbe proprio perché è in competizione con le Commissioni che il Procuratore speciale Mueller chiede ora altri documenti alla campagna Trump, a quanto dicono il Wall Street Journal e anche Fox News. Vuol essere sicuro di aver avuto accesso allo stesso materiale di deputati e senatori. Che poi è un ulteriore indizio dell'inutilità di nominare Procuratori speciali.

 

Robert Mueller era stato nominato a furor di stampa e tv, e per grande e persino sospetta debolezza dei repubblicani vincitori. Doveva trovare i famosi hacker russi colpevoli del furto di mail del Comitato Nazionale Democratico nell'estate del 2016, poi diffuse e rivelatesi imbarazzanti perché dimostravano che il comitato non si comportava in modo obiettivo, ma favoriva la Clinton.

 

Mueller avrebbe dovuto anche trovare gli eventuali legami tra costoro, mandati e pagati da Putin, e gli uomini di Donald Trump. Il tutto sulla base di un dossier commissionato a una spia inglese ormai ritiratasì, Christopher Steele, pagato dalla campagna di Hillary Clinton un sacco di soldi alla GPS fusion, ma finito anche nelle mani dell'FBI che cominciò a indagare da li’, nonostante si fosse rivelato malfatto, inaccurato e pieno di imprecisioni.

christopher steele

 

Di hacker russi, dopo mesi di inchiesta, e nonostante tutto il polverone sollevato dai media, non c'è traccia, non una parola o un contatto con il presidente nelle incriminazioni di Paul Manafort e Rick Gates. Ma dal lobbista Paul Manafort, che per Trump ha lavorato per pochi mesi, poi è stato licenziato, si è arrivati al gruppo Podesta, titolare Tony Podesta, fratello del più famoso John, capo della campagna di Hillary Clinton.

 

 L'intreccio e’ complicato. Il gruppo di Podesta non si è mai registrato come lobbista di interessi esteri, anche se rappresentava un think Tank ucraino, il Centro europeo per l'Ucraina moderna, vicino a Putin, e poi Uranium One, di proprietà del governo russo, a cui arrivo’ su indicazione di Paul Manafort e socio.

 

JOHN E TONY PODESTA

 Il gruppo Podesta adesso chiude, un po' travolto dallo scandalo tutto ancora da verificare, un po' perché con la nuova Amministrazione forse gli affari non saranno più così rosei. Fatto sta che hanno lavorato dal 2011 al 2013 per 180mila dollari per Uranium One, il cui rappresentante, Vadim Mikerin, nel 2015 è stato condannato a 4 anni di prigione, perché è stato dimostrato che confluiva nella società denaro frutto di estorsioni e riciclaggio. Ma la società era sotto inchiesta dell'FBI già dal 2010, e sulle sue malefatte e crimini il dipartimento di Giustizia a cui i Federali riferivano, aveva deciso di tacere dal 2010 al 2015, evidentemente per non bloccare l'affare.

 

Queste rivelazioni le hanno scritte il New York Times, il Washington Post, the Hill, che però ora si affrettano a smentire se’ stessi, sostenendo che niente di tutto ciò riguarda Hillary Clinton o l'amministrazione Obama. Vedremo. Intanto il procuratore speciale non potrà che incriminare Tony Podesta, e dovrà verificare quali fossero i legami tra la società della famiglia Podesta, il Partito Democratico, i Clinton, e il Cremlino del Terribile Putin. Dettaglio: il procuratore speciale Robert Mueller era direttore dell'FBI all'epoca dei fatti di Uranium One.

john podesta hillary clinton

 

Si chiama William Campbell l'informatore confidenziale dell'FBI che sotto copertura lavoro’ all'epoca della cessione dell'uranio americano. Testimonierà davanti a una Commissione del Congresso su quello che ha visto mentre era un informatore sotto copertura.

 

Il suo compito era ottenere informazioni sugli sforzi dei russi per aumentare il volume di affari di energia atomica. Facendo questo lavoro avrebbe trovato le prove che la filiale, d'Intesa con alti funzionari russi, era gestita come un centro di malavita, ed anche informazioni precise e dettagliate sugli interessi della fondazione Clinton e dell’allora Segretario di Stato. La cifra per la Fondazione di cui si è sempre parlato e’ di 145 milioni di dollari, mentre per una sola conferenza di Bill Clinton a Mosca fu pagato mezzo milione di dollari.

 

Era il 2009, ben prima che l'affare fosse concluso; non c'era ragione di indagare per altri quattro anni lasciando all'oscuro di tutto il Congresso o la Commissione per gli investimenti esteri, era chiaro già il tentativo dei russi di guadagnare potere nucleare su territorio americano.

ROBERT MUELLER JAMES COMEY

 

Mettiamo per un attimo da parte la famiglia Clinton e i suoi lucrosi affari. Una indagine sulla Fondazione porterebbe a scoperte straordinariamente gravi. Del 2009 Obama e la Clinton erano impegnati in in un'operazione chiamata “reset”, mettere a punto le relazioni con Mosca e cooperare strettamente nel campo dell'energia nucleare. Per questo verosimilmente fu approvata l'acquisizione di Uranium One.

 

 Il presidente Premio Nobel per la Pace è un campione di queste cose, qualche anno dopo ha fatto la stessa cosa con l'Iran e ha finto di credere che gli ayatollah stessero all'accordo, non lavorassero alla destabilizzazione di Iraq e Siria, non pompassero il programma di missili balistici.

 

Ci vorrà l'annessione della Crimea e lo scontro violento sull'Ucraina per far decidere l'amministrazione Obama a mettere in galera l'uomo del Cremlino in Usa. Ma l'arresto avvenne quasi in sordina, mai accaduto in situazioni del genere, e lui ottenne il patteggiamento. All'informatore fu imposto il silenzio. Il tutto per evitare uno scandalo enorme alla vigilia dell'inizio della campagna elettorale di Hillary Clinton.

 

hillary e obama

Che cosa mi ricorda? Ma certo, la strage di Bengasi a settembre 2012, quando l'ambasciatore Stevens e i suoi uomini furono abbandonati al massacro da parte dei terroristi, l'intero caso insabbiato e coperto di menzogne,perché si era alla vigilia delle elezioni di Barack Obama.

 

È tutta roba che sta nelle famose mail fatte sparire da Hillary Clinton. Quando era ancora in corso quell'indagine, all'inizio dell'estate del 2016, Barack Obama dichiarò che sicuramente non c'era alcuna ragione di incriminazione, cioè detto’ la linea all’Fbi. Si capisce perché la chiamino swamp, palude.

 

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