hillary clinton donald trump

PRESIDENZIALI FATTE A MAGLIE - STASERA L'ULTIMO DIBATTITO, TRUMP PORTA IL FRATELLASTRO DI OBAMA TRA I SUOI SUPPORTER. COME VOTANO I CATTOLICI BIANCHI, CHE IN FLORIDA, OHIO E PENNSYLVANIA SONO OLTRE IL 20%? E GLI ISPANICI? STORICAMENTE NON VANNO A VOTARE MA STAVOLTA LA CLINTON CONTA SULL'EQUAZIONE TRUMP=MURO

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

Lasciate stare l'alcol, ricorrete allo yoga per mantenere la calma durante l'ultimo dibattito tra i candidati presidenti questa sera a Las Vegas. Che siate repubblicani o democratici, il primo e il secondo dibattito sono stati deleteri per lo stomaco. Il declino di discorsi civili, il basso tasso di popolarità di tutti e due candidati, la sensazione generale di tristezza per la democrazia degli Stati Uniti, percepiti nei salotti delle case, nei bar e nei commenti di Facebook, suggeriscono di ricorrere a un'alternativa salutista per questa sera, ovvero allo yoga.

HILLARY CLINTON TRUMPHILLARY CLINTON TRUMP

 

Riuscirete così a sopportare interruzioni, accuse e rivelazioni; prendetevela comoda e non dimenticate di respirare profondamente. Così suggerisce il Wall Street Journal in un articolo inconfutabile e molto raffinato. Ma qui la coscienza pulita non ce l'ha nessuno, a contribuire alla bassezza e alla bruttezza di una campagna elettorale pur appassionante, ci si sono messi tutti, anche il WSJ, sia pur elegantemente, che rappresenta interessi molto strettamente legati alla candidata Hillary Clinton.

 

A quanto pare, questo pensa la buona parte degli elettori, che in un sondaggio Rasmussen reports, dicono che non se la sono bevuta  la storia della Russia che tenta di manipolare le elezioni per far vincere Donald Trump, e piuttosto pensano che il processo sia stato alterato dalla faziosità dei media. Per l'esattezza, il 56% dei probabili elettori dice che la cosa di cui è certo è che i media si siano impegnati per far eleggere la Clinton. Solo il 26% non è d'accordo e ritiene più probabile che il governo russo abbia tramato e stia tramando per far eleggere Donald Trump. Non è una bella cosa.

 

il secondo confronto tv tra trump e hillary clinton 5il secondo confronto tv tra trump e hillary clinton 5

Si va al dibattito con una parte  preponderante della stampa e dell'opinione pubblica convinta che Hillary Clinton abbia già vinto e che il distacco tra i due concorrenti sia di 9 punti, quindi incolmabile. Non tutti la pensano così. Sempre Rasmussen reports dice che arrivati a questo punto, meno di 3 settimane al giorno delle elezioni, con ancora 1 su 10 elettori incerto su chi votare, è un testa a testa, 42% a lei e 42% a lui.

 

Un 7% di stravaganti, visto il sistema americano corrente, insiste che voterà per il candidato del partito libertario, Gary Johnson, appena l’ 1%, si dichiara a favore della nominata del Green Party, Jill Stein. Ieri la Clinton era al 42 e Trump al 41, il giorno prima era il contrario. Viene più o meno giudicato alla pari il danno procurato a lui dalla conversazione fuori onda piena di porcate sulle donne, a lei dalle rivelazioni sulle famose mail e le informazioni di quando era segretario di Stato. Incredibile, ma vero.

 

L’84% degli elettori ha deciso come voterà, e anche qui Clinton e Trump stanno alla pari, al 47%. Tra gli elettori che ancora si stanno schiarendo le idee, lei al 35, lui al 34, Johnson niente meno che al 27. La stessa cosa con metodi diversi sostiene il Los Angeles Times., che nei sondaggi di queste presidenziali ha investito molto in denaro e credibilità.

hillary clinton e john podestahillary clinton e john podesta

 

Ma chi sono i gruppi sociali che potrebbero decidere le elezioni presidenziali più confuse che si ricordino? Per esempio i cattolici bianchi, quelli insultati dal capo dello staff della Clinton, John Podesta, e da altri collaboratori nelle mail rese note da Julian Assange prima che l'Ecuador lo mettesse a tacere tagliandogli i fili almeno per ora.

 

Donald Trump non è mai stato la scelta preferita dai cattolici repubblicani, per lo meno non all'inizio, e anche oggi non c'è un documento ufficiale, perché se un'associazione forte come Catholic Vote, dichiara che molte delle cose che dice Trump piacciono e tanto, il famoso video sulle donne che ci stanno se sei potente ha bloccato l’appoggio ufficiale.

 

Per i repubblicani abituati negli ultimi anni a contare sul voto dei cattolici è un problema. All'inizio di ottobre Trump tra i bianchi cattolici era al 56% contro il 31 della Clinton, dopo le rivelazioni e le accuse di donne è salita lei al 46 e lui sceso il 42. Tutto molto volatile, soprattutto se tenete conto del fatto che nel 2012 il candidato repubblicano Mitt Romney aveva ottenuto il 59% del voto di cattolici bianchi ,ben diverso dal 37% di George Bush junior. Però Romney ha perso e Bush ha vinto.

ASSANGEASSANGE

 

I tre Stati nei quali il voto di cattolici bianchi potrebbe essere decisivo sono Florida, Ohio, Pennsylvania, dove i cattolici sono il 20% e un numero molto alto di loro non ha votato nel 2012. Per strano che possa sembrare agli europei, la maggior parte dei cattolici americani, liberali o conservatori che siano, non ritengono l'aborto una questione importante. Il presunto disprezzo per le donne li infastidisce invece. O almeno li obbliga a dichiararsi indignati. La loro scelta è dunque fondamentale.

 

 Steven Krueger, presidente dei cattolici democratici del Nevada,è certo ci sarà una grande defezione dai repubblicani ai democratici, mentre Steven Wagner, della QEV Analytics, una società di pubblica opinione che lavora per conto  delle organizzazioni di cattolici conservatori, è certo che alla fine Trump avrà il 10% di più dell'avversaria.

 L'altra categoria sociale alla quale si guarda con grande attenzione e quella degli ispanoamericani; i democratici ci contano.

 

ASSANGE HILLARYASSANGE HILLARY

Storicamente gli ispanici non vanno a votare in alta percentuale ma questa volta la campagna della Clinton ci ha lavorato molto e conta sulla avversione per Donald Trump causata dalla storia del muro col Messico. Nel 2012  a questo punto della campagna il 17% degli ispanici rispose in un sondaggio di Latino Decisions di sentire che il partito repubblicano ce l'aveva con loro, oggi è il 44%.

 

Nel 2008 e nel 2012 su 27 milioni di aventi diritto si presentò meno della metà, e la percentuale a favore di Barack Obama fu 71% contro il 27 di Romney. Hillary Clinton non li attrae allo stesso modo, siamo al 58%, però ha un buon vantaggio su Donald Trump.

ISPANICHE PER OBAMA ISPANICHE PER OBAMA

 

Solo in Florida si sono registrati in più quest'anno circa 450.000 Spanish, gli Stati nei quali potrebbero fare la differenza perché sono numero significativo sono il Colorado, il Nevada, Arizona e Virginia, ma anche in Stati come North Carolina, dove sono solo il 2%, quella percentuale è la stessa con la quale Obama ha perso ilo Stato  nel 2012. Swing States, swing States, è tutto lì e niente è detto.

 

Tra un’accusa e l'altra di possibili brogli che incomberebbero  sul voto, ora viene fuori che una società legata a George Soros, grande nemico di Trump e grande amico della Clinton e di Obama, gestisce le macchine del voto in numerosi Stati.

 

Tonight is forever, questa sera il dibattito è quello definitivo, come scrive Drudge report, grande sponsor di Donald Trump e ormai sito principe nell'orientare gli internauti conservatori. Darà al repubblicano la possibilità di farti sentire in Stati chiave com'è il Nevada, alla democratica la possibilità di consolidare il suo probabile vantaggio. Il moderatore è di Fox News, grande novità di quest'anno, si chiama Chris Wallace, ed è un democratico iscritto anche se lavora per Murdoch.

 

LA FAMIGLIA KENYOTA DI OBAMALA FAMIGLIA KENYOTA DI OBAMA

Il presidente del Partito Repubblicano del Nevada, Michael McDonald, dice che il suo candidato si è preparato a lungo e che spera di poter parlare di issues come la sicurezza nazionale e i posti di lavoro, piuttosto che dei gossip dei tabloid. Roberta Lange, presidente del Partito Democratico del Nevada, sostiene che la Clinton parlerà della sua grande esperienza politica, del piano per creare posti di lavoro, e della riforma dell'immigrazione. Tutti promettono insomma dibattito alto e non da National Enquirer. Ci credete voi? In prima fila si siede il fratello di Barak Obama, che ce l’ha col fratello per una storia di politica e soldi in Kenia, e che tifa per Trump.

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...