trump migranti gabbia melania

AMERICA FATTA A MAGLIE – LA PICCOLA YALENA, SULLA COPERTINA DI ''TIME'', È IL SIMBOLO DEI BAMBINI SEPARATI DALLE MADRI: PICCOLA, INDIFESA, PIANGENTE. PECCATO CHE LEI È SEMPRE STATA CON LA MAMMA. MA L’OPERAZIONE DI INDIGNAZIONE MEDIATICA È PARTITA, CHI VOLETE CHE LA FERMI. VA DI PARI PASSO CON QUELLA SUL PARKA DI MELANIA – SOTTO OBAMA SONO STATI ARRESTATI E SEPARATI DAI FIGLI MEZZO MILIONE DI ILLEGALI. ORA I DEMOCRATICI USANO L’OSTRUZIONISMO, MA HANNO UNA SOLA IMPOSSIBILE CONTROPROPOSTA ALLA RIFORMA DI TRUMP: FRONTIERE APERTE

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

TIME TRUMP BAMBINA MIGRANTE

Piccola, indifesa, piangente davanti a un Donald Trump incombente su di lei che le ghigna “Benvenuta in America”, la piccola Yanela è la protagonista inconsapevole a 2 anni non ancora compiuti della copertina di Time di questa settimana, ed è il simbolo dei bambini separati dalla madre nel reportage destinato a farci riflettere sulla terribile situazione del confine con il Messico.

 

Solo che il padre della bambina, Denis Javier Varela Hernandez, comandante di una capitaneria di porto in Honduras, manda a dire attraverso il Daily Mail che la bambina sta con la mamma, Sandra, la quale è stata arrestata il 3 giugno mentre tentava di attraversare illegalmente il Rio Grande che non sono mai state separate, che sua moglie è fuggita circa un mese fa di casa perché è fissata con il sogno americano anche se vivono dignitosamente e senza problemi di sopravvivenza, che se n'è andata senza salutarlo e contro la sua approvazione lasciando gli altri tre figli, e che lui ha poi saputo che ha pagato un Coyote, di quelli che organizzano i trasporti illegali, 6000 dollari, infine che ora è assistita da funzionari dell'ambasciata honduregna che sono gli stessi che gli hanno dato tutte le informazioni sul fatto che madre e figlia sono insieme, mai state separate, e che stanno bene.

texas migranti gabbia 9

 

Ma l'operazione di indignazione mediatica è partita, chi volete che la fermi. Va di pari passo con quella sul parka in stile militare di Zara che Melania Trump indossa per andare a visitare proprio un centro che ospita bambini che hanno passato il confine illegalmente senza accompagnatori maggiorenni o che da questi sono stati separati e sono in attesa di verifiche sull'identità per essere poi riuniti.

 

melania trump giacca i really don't care 7

Il viaggio della first lady viene annunciato come una missione per dare una mano e accelerare le procedure di riunificazione, ma sulla schiena del parka c'è scritto “I Don’t care, do you?”,non me ne frega niente e a te? Ecco che molti hanno messo in dubbio la spontaneità del gesto, parlando di propaganda e di uso strumentale dei sentimenti, pensa te che notizia, e tutti hanno gridato allo scandalo perché quella scritta sulla giacca significa che alla signora non importa niente dei bambini e degli immigrati. Lei ha ritenuto di non rispondere, Trump invece ha twittato che un messaggio subliminale c'è, "si riferisce ai Fake News Media. Melania ha imparato quanto sono disonesti e davvero non le importa più".

melania trump giacca i really don't care 5

 

Durante la trasmissione della CNN di Anderson Cooper, noto anchor liberal, per descrivere lo stato d'animo e l'atteggiamento della first lady ricca e spietata è stato usato il paragone con Maria Antonietta e le brioches.

 

Paragone doloroso, anche se inflazionato e utilizzato pure a sproposito, trasmissione impegnata contro i ricchi egoisti, doveroso ricordare che Anderson Cooper è il figlio di Gloria Vanderbilt, una delle donne più ricche del mondo. Ci siamo già detti che dietro la propaganda mediatica che con una serie di video finora rivelatisi falsi, e questa copertina di Time altrettanto farlocca, usa l'arma di suscitare indignazione, c'è una questione eminentemente politica.

gloria vanderbilt e il figlio anderson cooper

 

I democratici usano lo strumento dell'ostruzionismo per evitare che una riforma dell'immigrazione complessiva venga approvata, tra i repubblicani che andranno a elezioni di midterm a novembre c'è qualche esitazione sull'opportunità di insistere con la linea dura, tutti gli altri repubblicani non vogliono a nessun costo la misura sui dreamers, la legalizzazione definitiva di circa un milione ottocentomila persone.

 

In realtà la legge sulla quale si punta e che slitta quotidianamente nella discussione e approvazione, da giovedì a venerdì di questa settimana ed ora alla prossima settimana, è già la versione moderata della proposta di legge originale. Ma non basta.

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Si tratta di una legge che eliminerebbe la regola in auge da molti anni, non opera di Trump, che stabilisce la separazione delle famiglie che tentino che entrare illegalmente al confine fra Usa e Messico, che dà lo status di residenti ai cosiddetti dreamers, i minorenni rimasti negli Stati Uniti a studiare e a lavorare, ma subordina il tutto alla approvazione del finanziamento del muro al confine con il Messico, impone leggi molto severe sugli arresti degli illegali,  elimina la cosiddetta lotteria, che ogni anno consente a centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo di vincere la Green Card, viatico verso la cittadinanza americana.

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La polemica è quindi in pieno sviluppo, ben lontana dall'essere risolta nonostante Donald Trump abbia mercoledì scorso a sorpresa firmato un decreto utilizzando i suoi poteri esecutivi con il quale autorizza ricongiungimento per questioni umanitarie in attesa dell'approvazione di una legge.

 

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La separazione dei minori c'è da vent'anni almeno, sotto la presidenza Obama sono stati arrestati e separati dai figli mezzo milione di illegali, e anche in questo caso, la scelta di applicare la tolleranza zero da parte del dipartimento di Giustizia e quindi la legge alla lettera, diecimila sono i minori non accompagnati fermati, e poco più di duemila hanno tentato di entrare assieme a maggiorenni non in grado di dimostrare la loro identità e quella dei bambini.

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Una decina di Stati ,fra i quali California, New Jersey e Stato di Washington, hanno ugualmente fatto causa all'Amministrazione Trump per la politica migratoria di "tolleranza zero" che ha portato alle separazioni di bambini dai genitori migranti fermati per essere entrati illegalmente negli Stati Uniti dal Messico.

 

Sostengono che non esiste un piano immediato per riunire le famiglie che sono già state separate. «Il presidente non conquista nessun punto passando da una misura che imprigiona genitori e figli separati a una che li imprigiona insieme» ha dichiarati Karen Tumlin, avvocatessa del National Immigrant Law Center, chiedendo che «fioriscano migliaia di ricorsi» contro la misura che rischia di provocare detenzioni a lungo termine di bambini.

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L'ordine esecutivo precisa che le famiglie dei  clandestini possono essere trattenute anche in strutture messe a disposizione o costruite dal Pentagono, e il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti ha chiesto al Pentagono di prepare un piano di ospitalità. Situazione in evoluzione difficile. Una cosa però è chiara se i repubblicani litigano sul grado di severità della legge sull'accoglienza dei dreamers, i democratici hanno una sola impossibile e velleitaria controproposta: frontiere aperte .

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