luigi di maio roberto fico alessandro di battista

FICO SECCO – CHI AGOGNA A UNO SCONTRO FINALE DIBBA-DI MAIO DOVRÀ RASSEGNARSI. NON HANNO NESSUNA VOGLIA DI LITIGARE PERCHÉ SONO UNITI DAL DISGUSTO TOTALE PER IL PD – MA C’È QUALCUNO CHE POTREBBE ESSERE STANCO DELL’ALLEANZA CON LA LEGA: ROBERTO “BOLDRINI” FICO. PIÙ ISTITUZIONALE, È IL MENO GRILLINO DEI TRE E VIENE ELOGIATO SEMPRE PIÙ SPESSO DAI DEPUTATI CHE SI AGGIRANO DALLE PARTI DEL NAZARENO…

Massimiliano Lenzi per “il Tempo”

 

ALESSANDRO DI BATTISTA - LUIGI DI MAIO - ROBERTO FICO

Tanto per cambiare, non c’hanno capito nulla. In questi giorni, appena saputo la notizia che Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista faranno un duetto-discorso di fine anno insieme, sui media è tutto uno scomodare miti e metafore per raccontare l’agonismo tra i due dentro i 5 Stelle di oggi e del futuro. Fratelli ma non troppo. Di Battista sarà l’anti-Salvini, adesso che è tornato dal suo viaggio nelle Americhe gliene canterà quattro. Vedrete, si complicherà il rapporto con la Lega.

 

DI BATTISTA DI MAIO

Tale è il desiderio della gran parte dei media e della stampa di vederli scaramucciare Dibba e Di Maio (e magari di vedere andare a ramengo il Governo) che tra poco, probabilmente, verranno scomodate pure citazioni bibliche su Caino e Abele, psicanalitiche, sul lettino di Freud e cinematografiche, sul duetto delle beffe. Poi ci si meraviglia del successo del web. Il fatto è che Di Maio e Di Battista  di bisticciare non hanno nessuna voglia perché sono uniti da un sentimento politico comune: il disgusto per il Pd.

 

GRILLO FICO DI MAIO DI BATTISTA

Di Maio aveva provato pure a proporgli una alleanza ai democratici, dopo il voto di marzo 2018, respinta dal Pd. Da allora non li deglutisce proprio (non che prima li amasse, intendiamoci). Quanto a Di Battista, lui lo ha detto schietto tempo fa: “Il Pd è morto. Ad ucciderlo non sono stati i Franceschini, le Boschi, i Renzi o i Gentiloni. Costoro sono 'comparse' già finite nell'oblio. Ad ucciderlo è stato l'atteggiamento profondamente 'borghese' ed anti-popolare che ha dimostrato in questi anni. Personalmente sono molto felice di questo tracollo”.

di maio di battista

 

Potranno avere anche sensibilità politiche differenti verso la Lega, Dibba e Di Maio, ma di certo allearsi, in futuro, con il Pd non passa per la testa a nessuno dei due. Per questo ci permettiamo un modesto suggerimento agli amici della carta stampata che agognano un Kramer contro Kramer dentro i 5 Stelle, che faccia magari da boomerang, rimbalzando sull’Esecutivo Conte e rinculando sull’alleanza con Salvini: se c’è qualcuno nei 5 Stelle che potrebbe essere stanco della linea dura sull’immigrazione voluta da Salvini, delle attese italiane sul Global Compact, del decreto sicurezza, questo è Roberto Fico.

 

ROBERTO FICO VERSIONE BOLDRINI

Se proprio volete scommettere su una crisi nei 5 Stelle provate con Fico. Lui è l’unico tra i tre big dei 5 Stelle che probabilmente ancora non è allergico al Pd ma che ha in sé anche un limite di azione politica: è infatti Presidente della Camera. Carica di prestigio ma che lo rende più istituzionale, meno di parte, per ruolo. Ed infatti da quando presiede Montecitorio è di certo il meno grillino dei tre, a cominciare dal linguaggio.

 

luigi di maio alessandro di battista roberto fico

È meno attivo sui social, rispetto a Dibba e Di Maio, e più contenuto nel numero degli interventi. Quelli del Pd un pochino lo hanno capito (i media meno) al punto che spesso compiono l’elogio di Fico. Ne citiamo uno, sfilato dal mazzo delle dichiarazioni quotidiane. A parlare, un po’ di tempo fa, era Francesco Boccia, deputato Pd e candidato alla segreteria, tema il Decreto sicurezza: "Era fin troppo evidente che con la sua assenza Fico aveva marcato le distanze dal dl Salvini. Uno con la sua storia non poteva non essere d'accordo con noi sulle critiche a questo pessimo provvedimento e gli va riconosciuto il coraggio di non essersi nascosto dietro l'ipocrisia solita dei tanti che si nascondono in casi come questi”.

 

DI MAIO DI BATTISTA GRILLO FICO

Per cui, una comunicazione urgente per i grandi analisti politici e i media; oggetto, dissidi dentro i 5 Stelle. Urgente: sostituire la frase “fratelli coltelli” con “più Fico”. Attenzione, evitare refusi di vocale. Non succederanno (i dissidi) ma almeno è più credibile.

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?