MALAGÒ REVOLUTION – IL “PORFIRIO RUBIROSA” DEI PARIOLI (AGNELLI DIXIT) SI LEVA I MACIGNI DAI MOCASSINI: “PETRUCCI DA MESI INVITAVA A RITIRARMI, BINAGHI HA PARLATO DI IMBOSCATA. IO HO SOLO SFRUTTATO I LORO ERRORI. SE SI GIOCA A FAR CREDERE CHE SONO UN VANESIO, I SIGNORI SONO SERVITI” – “MEGALÒ” NON SARÀ SOLO IL PRIMO PRESIDENTE DEL CONI ESPRESSO DA UN CIRCOLO PRIVATO, L’ANIENE, MA ANCHE IL PRIMO ROMANISTA AL VERTICE…

Emanuela Audisio per "la Repubblica"

Lo chiamano tutti. Accidenti se è conosciuto. Un cellulare si è fuso: 19 messaggi in sei secondi. Lui risponde a tutti, si ricorda i nomi, ringrazia. E intanto prende nota degli appuntamenti. Giovanni Malagò è al suo primo giorno da presidente del Coni.

Gli altri venivano dalla nomenclatura, lui è il primo ad arrivare al vertice da un circolo sportivo privato, l'Aniene. È anche il primo ad aver corso i 60 metri del salone del Coni per correre ad bracciare le due figlie. Mancava solo in sottofondo la musica di un film di Lelouch.

«Giuro. Nulla di preparato. A Ludovica e Vittoria, le mie gemelle, l'avevo detto: il 18 sera vi voglio a Roma. Ludovica studia architettura a Los Angeles, Vittoria lavora a Milano, ma doveva andare per uno shooting di moda in Sudafrica. Con le figlie ho condiviso tutti i momenti importanti: ad Atene 2004 eravamo in barca in Grecia e io poi andavo sui luoghi di gara, nel 2008 a Pechino siamo stati insieme e anche a Londra. L'altra sera, quando sono tornato a casa, stanco e stravolto, ho brindato con loro».

L´hanno subito descritta come uno da film di Vanzina: bello, ricco, molto romano.

«Onestamente non mi sembra, se mi si vuole far passare per uno da Dolce Vita, non è così. Sono molto lontano da quell´immagine, infatti mi hanno votato. E l´hanno fatto perché non sono rimasto chiuso nel Palazzo, ma sono andato in giro a raccogliere umori e stati d´animo da chi pratica e organizza lo sport. Sono mesi che ascolto grandi e piccoli elettori, non sono stato lì ad aspettare, credevo di poter essere un valida alternativa. Ho un senso del dovere molto forte, ne ho fatto un dogma. Non credo di essere nel peccato se desidero avere anche una vita privata e godermi dei momenti. In questo sono vulnerabile».

Sarà ancora presidente del Circolo Canottieri Aniene?

«Deciderà il consiglio, non c´è incompatibilità. Decado a fine marzo. Ma un anno fa abbiamo cambiato lo statuto dando a un segretario il compito di reggenza, un circolo sportivo ha bisogno di una persona molto presente, non solo di rappresentanza».

Resta un circolo vietato alle donne che non possono entrare da socie ordinarie.

«Lo è per statuto. Ma nelle nostre scuole di sport ci sono più femmine che maschi, da atlete si può entrare, da socie no. Così favoriamo l´attività fisica. Pellegrini, Idem e Sensini sono nostre».

Lei passa per l´uomo del rinnovamento: si sente un po´ Grillo.

«Per carità, no. E non voglio sentire dire che la casta dello sport è stata schiaffeggiata. Non sono termini che mi appartengono. C´era un forte malcontento e io ho saputo interpretarlo. Sono stato anche bravo a stare zitto, quando mi umiliavano. Nelle competizioni elettorali ho sentito molte mostruosità: Petrucci da mesi mi invitava a ritirarmi, tanto non avevo possibilità e Binaghi, presidente del tennis, alla vigilia ha dichiarato che io avrei preso meno voti di Chimenti, che nella precedente elezione si fermò a 24 voti su 79. Invece ne ho presi 40. E allora Binaghi, bravo dirigente, forse difetta nelle valutazioni: ha parlato di imboscata, che è una parola che non fa onore a chi vive nel mondo dello sport».

Non è parola da alta società?

«Non si tratta di questo, ma di scollamento dalla realtà. Io sapevo che c´era malumore e malcontento, che si sarebbe tradotto in voti, io sono per chiedere non per imporre. Loro invece hanno abusato della loro sicurezza, forse presunzione, e non hanno saputo leggere il fermento. Io ho solo capitalizzato e sfruttato i loro errori. Se poi si gioca a far credere che io sono un vanesio che non combina nulla, i signori sono serviti. Il mio competitor, Pagnozzi, ha mandato il suo programma via mail appena 48 ore prima delle elezioni».

Lei è ricordato per i successi di Federica Pellegrini e per lo scandalo ai mondiali di nuoto a Roma.

«Federica sa che può sempre contare su di me. Tornerà competitiva. Perché non ama perdere. Ma non so, se una volta tornata, resterà. Ai mondiali del 2009 ero presidente del comitato organizzatore, non mi occupavo di edilizia, infatti sono stato assolto perché il fatto non sussiste».

C´è crisi, taglio dei fondi, anche per lo sport.

«Credo nelle sinergie, nella possibilità di integrare e fare sistema su risorse aggiuntive. L´ho già detto, il mondo dello sport può fare da traino. Sono presidente da appena un giorno, deve mettere la testa ancora su molte cose, ma tutto è nel programma. Così come non sono contento della sovrapposizione tra Coni e Coni servizi, che ha il portafoglio, non mi sembra una scelta giusta».

Lei è il primo presidente romanista del Coni.

«Non solo non lo disconosco, ma ne vado fiero. Zeman? Licenziare un allenatore è sempre sintomo di fallimento, ma onestamente la situazione era troppo ingovernabile. Luis Enrique? Un uomo di grande qualità, ma un po´ troppo schematico. Oggi nello sport devi essere duttile, flessibile, veloce. Ti devi saper trasformare, altrimenti sei solo un autolesionista».

Lei e l´Aniene avete sempre creduto nello sport paralimpico: deluso da Pistorius?

«Sono senza parole. Sopraffatto dall´emozione. Spero sia stato solo un raptus e non la droga. Sarebbe la fine della consapevolezza di un mito. E spero che non riporti nell´ombra il mondo dei disabili. Sarebbe ingiusto condannare così persone che soffrono e che hanno avuto meno fortuna di altre».

 

malago presidente foto mezzelani gmt APERTURA DEL ROMANISTA GIOVANNI MALAGO DECOLLATO malago presidente foto mezzelani gmt malago presidente foto mezzelani gmt VINCENZO MALAGO CON NIPOTE LUDOVICA Franco Chimenti e Giovanni MalagoPAGNOZZI PASSERA PETRUCCI MORELLI FOTO INFOPHOTO MALAGO PETRUCCI PAGNOZZI Federica Pellegrini zemanPISTORIUS TRIBUNALE

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...