INCHIAVABILE (MA RIVOTABILE) - MALGRADO GLI SCANDALI, OLTRE IL 40% DEI TEDESCHI VUOLE ANCORA LA MERKEL COME CANCELLIERA

Barbara Ciolli per www.lettera43.it

La bufera droni, lo scandalo intercettazioni, le beghe di partito.
Invincibile per consenso popolare, con oltre il 40% dei tedeschi pronto ancora a votarla come leader indiscussa dei cristiano-democratici della Cdu, alla vigilia del voto del 22 settembre Angela Merkel si trova a fronteggiare un'ondata improvvisa di scandali nazionali e internazionali.
Mai prima d'ora la cancelliera di Germania si era trovata così in difficoltà nel mezzo di una corsa elettorale.
Ministri del governo e funzionari di punta nell'occhio del ciclone, candidati dell'opposizione che chiedono con insistenza le loro dimissioni. E, non ultime, le scaramucce con gli alleati liberali dell'Fpd e con l'ala intransigente della Cdu.

MERKEL NELLA BUFERA. La crisi di credibilità arriva alle battute finali della campagna, con il ministro della Difesa Thomas de Maizière (Cdu) invitato dalla sinistra a rimettere il mandato per aver taciuto gli errori di costruzione degli Euro-Hawk, la versione tedesca dei droni americani Global Hawk, il cui acquisto è stato bloccato questa primavera.
I capi dei servizi segreti tedeschi esterni (Bnd) e interni (Bfv), Gerhard Schindler, membro dell'Fpd, e Hans-Georg Maaßen, sono stati sollecitati a fare altrettanto, per aver conosciuto il programma di spionaggio Prism e trasmesso dati agli americani dell'Nsa, almeno secondo i dossier rivelati dalla talpa del Datagate Edward Snowden.

SPD E VERDI CAVALCANO GLI SCANDALI MA NON NE SONO ESTRANEI
La cancelliera non cede, né retrocede.
E lo sfidante Peer Steinbrück, frontrunner dell'Spd per le legislative del 2013, ha messo nel proprio bersaglio anche il capo di Gabinetto del cancellierato, nonché ministro per gli Affari particolari, Edward Pofalla, figura chiave dell'esecutivo Merkel, perché responsabile del coordinamento dei servizi d'intelligence tedeschi.

LA DIFESA DI ANGELA. Secondo le carte segrete di Snowden, grazie all'intelligence tedesca, l'agenzia dell'Nsa avrebbe infatti tenuto sotto parziale controllo elettronico anche le comunicazioni da e per il governo di Berlino: circostanza categoricamente smentita dalla cancelliera, che ha scagionato il suo compagno di partito e factotum, artefice della vittoria elettorale del 2009, da qualsiasi accusa di collaborazionismo.
Attaccare Pofalla in campagna elettorale è pane per i denti dell'opposizione. Lo stesso vale, per ragioni diverse, per il ministro de Maizière, chiamato a deporre in Commissione d'inchiesta parlamentare sull'affaire droni.

LA CDU AL 41%. Nonostante il pressing continuo di Spd, Verdi e sinistra radicale (die Linke), la cancelliera ha «trattenuto in ogni modo» il ministro della Difesa al governo, ribadendo «piena stima» e «totale» fiducia verso di lui.
A suo vantaggio, Merkel ha i sondaggi elettorali che, anche secondo le ultime rilevazioni dell'istituto statistico Forsa, danno i conservatori della Cdu e Csu (l'ala bavarese dei cristiano-democratici) come un monolite stabile al 41%, contro i socialdemocratici al 22%.

E poi la cancelliera sa bene che le critiche per bugie sugli Euro-Hawk - progettati per la Luftwaffe dal colosso americano Northrop Grumman in collaborazione con il consorzio paneuropeo di Eads - e per la sospetta collusione nel Datagate sono strumentali, non sostanziali.

LE RESPONSABILITÀ DELL'SPD. La collaborazione per gli Uav tra lo Stato tedesco e la multinazionale della Difesa americana, top contractor della Nato, era in corso dal precedente governo di Gerhard Schröder (Spd). Mentre il piano di sorveglianza è operativo dal 2007, negli anni della Grande coalizione tedesca tra cristiano-democratici e socialdemocratici.
I ministri dell'ultimo governo Merkel e gli attuali vertici dell'apparato di sicurezza, dunque, non sono gli unici responsabili da chiamare in causa per gli scandali.
L'Spd non è illibato, per ergersi a moralizzatore. Anche per questo, l'ex ministro socialdemocratico all'Interno Otto Schily, in carica dal 1998 al 2005, ha ammonito i compagni di partito a non cavalcare troppo le rivelazioni del Datagate.


L'IPOTESI PROBABILE DI UNA TERZA GRANDE COALIZIONE
Degli intrecci decennali tra Germania e Usa sono consapevoli anche gli elettori tedeschi che, finora, non sembrano aver punito la cancelliera, messa sulla graticola.
Un'indagine dell'istituto di consulenza Emnid ha rilevato che solo il 32% degli interpellati ritiene che Merkel e la sua squadra avrebbe avuto il potere di opporsi alle operazioni d'intelligence statunitensi. Lo stesso vale per il progetto miliardario per l'acquisto degli Eurohawk, dai costi gonfiati e costruiti senza rispettare gli standard di sicurezza dei cieli tedeschi.

SIT-IN CONTRO IL DATAGATE. Ciò nonostante, Merkel deve essere egualmente prudente, se vuole essere confermata per la terza volta al timone della locomotiva d'Europa.
In una trentina di città tedesche, circa 10 mila di persone hanno manifestato contro lo scandalo del Datagate chiedendo a Berlino più rigore sulla privacy; in metropoli come Francoforte o Berlino, al loro fianco si sono schierati esponenti regionali dell'Fpd e di una fronda della Cdu.
Tuttavia, alle urne questa minoranza potrebbe portare voti ai Verdi e agli ex comunisti della Linke, non all'Spd. Con la sinistra radicale, i socialdemocratici non vogliono andare al governo. Ma, solo con i Verdi, la coalizione non supera il 35%.

STRETTO MARGINE. Viceversa, neanche con l'appoggio dei liberali (sempre che superino lo sbarramento del 5%) la Cdu di Merkel è sicura di avere la maggioranza al Bundestag.
I voti della cancelliera sono tanti. Dagli ultimi rilevamenti, con la tenuta dell'Fpd, Merkel potrebbe anche vincere sul filo di lana. Ma il margine è stretto. E, nel fine campagna tormentato di Merkel, l'ipotesi di una terza grande coalizione con l'Spd si fa sempre più concreta.

 

OBAMA E ANGELA MERKEL FOTO LAPRESSE angela merkelANGELA MERKEL FUMA ANGELA MERKEL THE IRON LADY ANGELA MERKEL ANGELA MERKELMERKEL ANGELA ANGELA MERKEL PEER STEINBRUCKEDWARD SNOWDEN

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…