famiglia di maio

DI MAIO IN PEGGIO – NON SAREBBE STATO PAPÀ ANTONIO A FAR LAVORARE IN NERO ALCUNI OPERAI, MA LA MAMMA: AL VERTICE DELL’AZIENDA EDILE “ARDIMA” INFATTI C’ERA PAOLINA ESPOSITO -  PROBLEMINO: ESSENDO INSEGNANTE A TEMPO PIENO NON POTEVA SVOLGERE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE – IL PD SI ATTACCA AL PASSATO DA CAMERIERE SENZA CONTRATTO DI LUIGINO

1 - PURE MAMMÀ IN CONFLITTO D' INTERESSI TITOLARE DELL' AZIENDA, MA INSEGNAVA

Francesca Angeli per “il Giornale”

LUIGI DI MAIO E IL LAVORO NERO NELL AZIENDA DI FAMIGLIA

 

Nell' intricato caso della famiglia Di Maio entra in scena da protagonista un nuovo personaggio ovvero la mamma del vicepremier Luigi, Paolina Esposito. Con un coup de théâtre si scopre che non sarebbe stato papà Antonio a far lavorare in nero alcuni operai perché la titolare dell' azienda edile Ardima in realtà era la mamma, Paolina Esposito. E dunque alla questione del nero se ne aggiungerebbe un' altra, altrettanto imbarazzante, per il ministro dello Sviluppo Economico.

 

manifatti abusivi nella proprieta' di antonio di maio 4

La signora Di Maio nello stesso periodo in cui era al timone della società era pure insegnante a tempo pieno presso il liceo Imbriani di Pomigliano d' Arco. E un dipendente pubblico assunto a tempo pieno, come appunto sicuramente è un insegnante di ruolo, è soggetto al vincolo dell' esclusività e dunque ad una serie di divieti relativi all' esercizio di altre attività lavorative. Certamente non può svolgere attività imprenditoriale; non può svolgere impieghi alle dipendenze di privati; non può cumulare impieghi pubblici; non può ricoprire la carica di presidente o amministratore in società di capitali.

 

FAMIGLIA DI MAIO

Si può ipotizzare che sia stata richiesta una deroga che però difficilmente potrebbe essere stata concessa a meno che il dipendente non lavorasse part-time. A sollevare la questione è Anna Ascani, deputata del Partito Democratico che dalla sua pagina Facebook fa notare che nella ricostruzione della vicenda dell' impresa dei Di Maio qualcosa non torna. «La ditta individuale, prima di diventare una Srl, confluendo in quella dei fratelli Luigi e Rosalba - scrive la Ascani sui social - era intestata alla madre Paolina, che infatti firmava i contratti di assunzione, compreso quello di Luigi che, diversamente dagli altri poveretti, era in regola».

 

ANTONIO DI MAIO

La Ascani che segue le tematiche del mondo della scuola evidenzia che «la signora Esposito in quegli anni era insegnante di ruolo di Italiano e Latino in una scuola statale come lei stessa scrive nel suo curriculum reperibile online».

 

Nel frattempo la madre di Di Maio si è spostata e ricopre il ruolo di dirigente scolastica presso l' Istituto comprensivo San Giovanni Bosco in provincia di Napoli. Ma la legge è chiarissima sull' incompatibilità. Il decreto legislativo 297 del '94 (che recepisce il Dpr 3 del '57) stabilisce tra l' altro che docenti, direttori didattici e presidi non possono «esercitare attività commerciale, industriale e professionale» né «assumere e mantenere impieghi alle dipendenze dei privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro». Dunque la Ascani chiede al ministro Di Maio «di fare chiarezza anche su questo».

 

2 - LUIGI CAMERIERE IN NERO IN UNA PIZZERIA

Pasquale Napolitano per “il Giornale”

LUIGI DI MAIO IN FAMIGLIA

 

Muratore, webmaster, steward. Ma anche cameriere in una pizzeria nel comune di Pomigliano d' Arco. L' ultima performance lavorativa del vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio è stata svelata in un articolo de Il Fatto Quotidiano. Aggiungendo un dettaglio imbarazzante: Di Maio quando faceva il cameriere non era regolarmente inquadrato. Non aveva alcun contratto di lavoro.

 

Dall' estate del 2011 a quella del 2012, per un anno, il futuro vicepremier del governo Conte e leader del M5S avrebbe servito pizze e bibite ai tavoli del ristorante «La Dalila» senza regolare contratto. Insomma, un anno prima di sbarcare in Parlamento, sarebbe stato un lavoratore abusivo. Ma Di Maio avrebbe anche curato sito e pagina Facebook della pizzeria. Faceva le foto alle pizze e le postava sui social spiega la titolare del ristorantino che si trova nel Comune di Pomigliano.

 

ANTONIO DI MAIO

Che però nel tentativo di rievocare un legame antico con il futuro vicepremier rischia di trascinarlo in un altro polverone: il futuro ministro del Lavoro avrebbe lavorato senza un contratto. Ed infatti il Pd non perde l' occasione per attaccare l' avversario politico: «È vero che Di Maio, un anno prima di diventare vicepresidente della Camera, lavorava in nero per una pizzeria a Pomigliano d' Arco? Il ministro del Lavoro solo una settimana fa alle Iene ha dichiarato che chi sostiene il lavoro nero è un disonesto: vuole, allora, chiarire in maniera trasparente quale è il suo vero rapporto con l' onestà e la legalità?», scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Ubaldo Pagano.

DI MAIO E DI BATTISTA SERVONO LE PIZZE

 

Mentre il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci, chiede al ministro del Lavoro di riferire in Aula: «Cambia versione ogni giorno, ogni ora. È confuso, contraddittorio, smemorato. Purtroppo Luigi Di Maio è il ministro del Lavoro e non si può permettere tutte le ambiguità che stanno venendo fuori sul suo conto e sul conto dell' impresa familiare (di cui è socio al 50%) riguardo proprio al tema del lavoro nero».

 

Si schiera dalla parte del vicepremier la figlia della titolare della pizzeria: «Con tutto quello che di buono sta facendo come ministro del Lavoro, voi vi attaccate a una cosa minima! Da una cosa minima state facendo una cosa esagerata» ha commentato nel corso della puntata di W l' Italia - Oggi e domani andata in onda ieri sera.

 

manifatti abusivi nella proprieta' di antonio di maio 1

La storia della pizzeria di Pomigliano solleva ancora sospetti sul passato di Di Maio. Perché non ha mai menzionato l' esperienza lavorativa? Temeva di svelare un dettaglio che l' avrebbe messo in difficoltà. Nella giornata di mercoledì, Di Maio aveva pubblicato sul blog delle stelle contratto e buste paghe degli anni in cui ha lavorato come muratore nella ditta di famiglia.

 

Documenti che smentiscono le parole del capo politico dei Cinque stelle che nel corso di una convention aveva parlato di lavori estivi. Mentre le buste paghe risalgono ai mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio. Troppe incongruenze sui cui le forze di opposizione spingono. Chiedendo chiarezza. A cominciare dalla storia dei quattro lavoratori abusivi nella ditta edile del padre.

DI MAIO DI BATTISTA CANCELLIERI AL FORNO ANTICO SANTA RITAvista satellitare delle proprieta' di antonio di maio a mariglianellail documento del catasto di mariglianellasulle proprieta' del padre di luigi di maio

 

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