berlusconi meloni bigfoto

MAMMA, CHE DUE MELONI! - “SILVIO MI HA OFFESA COME DONNA, SCENDO IN CAMPO PER COMBATTERLO” - “ORA CHE AFFRONTO LA FASE PIU’ BELLA E DELICATA DELLA MIA VITA AVREI PREFERITO DEDICARMI UN PO’ A ME, MA NON POSSO FARE DIVERSAMENTE, È IL MIO GESTO D’AMORE PER LA CITTA’”

Carmelo Lopapa per “la Repubblica”

 

meloni quinta colonna meloni quinta colonna

«Mi ha costretta lui, mi sta costringendo lui, oggi però si chiude una pagina». Si rigira il foglio con le parole di Berlusconi tra le mani, in un misto di rabbia e fierezza, difficile ormai da soffocare.

 

Giorgia Meloni è appena tornata nel suo ufficio a Montecitorio dal giro in solitaria al mercato storico di Testaccio, quartiere popolare di Roma. L’ultimo bagno di folla e di incoraggiamenti («Vai Giorgia») prima di adottare una decisione già maturata. Poi l’ennesimo affondo del Cavaliere alla radio ha l’effetto del detonatore.

 

MELONIMELONI

Lo sfogo lascia già presagire quel che nella riunione coi capi di Fratelli d’Italia nel pomeriggio sarò messo nero su bianco: «Silvio dicendo quella cosa mi ha deluso, mi ha offesa come donna, e da donna prima ancora che da politica non posso accettarlo, non posso subirlo, ho fatto di tutto per tenere unita la coalizione».

 

All’ex premier, confessa in un impeto, «devo tanto, ma non tutto: mi ha fatto ministro giovanissima, ma io la politica la mastico da quando avevo 16 anni», Ignazio La Russa, Fabio Rampelli, anche l’ex deputato e intimo amico Guido Crosetto, sono tutti attorno a lei nella sala riunioni del gruppo alla Camera.

 

Ma ormai è una sfida e somiglia a una guerra, a destra: «Dimostrerò che a Roma comandano ancora i romani, che una donna con un figlio può fare campagna elettorale, che potrà essere un buon sindaco». Queste le premesse. «Quel che è certo è che il “suo” Bertolaso non diventerà mai primo cittadino di questa città».

SILVIO BERLUSCONI GIORGIA MELONI - copyright PizziSILVIO BERLUSCONI GIORGIA MELONI - copyright Pizzi

 

Il momento resta assai delicato e la “donna” Meloni non se lo nasconde, tirando le somme coi suoi: «Ho dato tutto alla politica e ora che affronto la fase più bella e delicata della mia vita avrei preferito dedicarmi un po’ a me. Candidarmi è un sacrificio, lo sapete, non è che non mi pesi, che non ci pensi, ma non posso fare diversamente, è il mio gesto d’amore alla mia città». Ormai col quasi ottantenne Berlusconi si è aperta la resa dei conti finale, nella quale “Giorgia” si trova al fianco Matteo Salvini.

 

SIAMO LA COPPIA PIU BELLA DEL MONDO BERLUSCONI E MELONI SIAMO LA COPPIA PIU BELLA DEL MONDO BERLUSCONI E MELONI

I due sembra che si siano visti in serata a Roma, prima che lui andasse a Ballarò, si erano sentiti e incoraggiati a vicenda per tutta la giornata. È il giorno del parricidio o gli somiglia parecchio. Rinasce la cosa nero- verde sull’asse dei quarantenni, i lepenisti d’Italia pronti a lasciarsi indietro il passato, ovvero Berlusconi. I contatti si sono fatti molto frequenti anche con l’altro quarantenne ormai ex berlusconiano, Raffaele Fitto. Lui al Sud, Meloni al Centro, Salvini al Nord, tre pilastri per una “cosa” ancora tutta da decifrare ma tenuta dal patto generazionale e dal neo antiberlusconismo di destra.

 

BERLUSCONI SALVINI MELONI BY BENNYBERLUSCONI SALVINI MELONI BY BENNY

Da oggi, dopo l’incontro di piazza a mezzogiorno al Pantheon per l’annuncio ufficiale, sarà un’altra storia. La leadership del Cavaliere (nel giorno di un nuovo intervento all’occhio) tocca il punto più basso della sua parabola. Forza Italia ora trema. Il terrore, tra i big romani, è che con Bertolaso a fare da ariete la lista non raggiunga nemmeno il 10 per cento, restando per la prima volta fuori dal Consiglio comunale.

 

SALVINI MELONI BERLUSCONISALVINI MELONI BERLUSCONI

A Berlusconi non interessa: «Con Guido fino alla morte, non la do vinta a quei due che pensano di farmi fuori e che invece mi hanno fatto un regalo, torno leader dei moderati» è la linea che detta al telefono ai dirigenti che vanno in tv tra mille dubbi. Dipendesse da lui, è la sensazione diffusa, pur di vendicarsi dei due “Bruto” tornerebbe pure al Patto del Nazareno. A destra resta in campo Alfio Marchini, resta Bertolaso, resta Francesco Storace, in quattro per un ballottaggio che rischia di essere un miraggio. Terremoto? «Ma no ironizza Storace - sono i tre di Palazzo Grazioli che si menano: io sto fuori, mangio popcorn e mi godo lo spettacolo».

matteo salvini giorgia melonimatteo salvini giorgia meloni

 

 

bertolaso melonibertolaso meloni

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…