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MANDIAMOLI A CANESTRO... A CASA LORO - OBAMA SI DÀ AL BASKET E INVESTE NELLA NBA AFRICA, LA NUOVA DIRAMAZIONE DELLA NATIONAL BASKETBALL ASSOCIATION AMERICANA: UN BUSINESS DA UN MILIARDO DI DOLLARI NEL QUALE L'EX PRESIDENTE USA ACQUISIRÀ UNA QUOTA "STRATEGICA", MA DI MINORANZA, NEL CAPITALE - "LO SPORT PROMUOVE OPPORTUNITÀ, BENESSERE, UGUAGLIANZA E SVILUPPO IN TUTTO IL CONTINENTE..."

Giuseppe Sarcina per il "Corriere della Sera"

 

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Per Barack Obama, come per molti afroamericani, il basket è da sempre qualcosa in più di un gioco. L'ex presidente ha appena annunciato la sua partecipazione nella Nba Africa, la nuova diramazione della National Basketball Association americana, lanciata in collaborazione con la Fiba, la Federazione internazionale.

 

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Non sono noti i termini finanziari dell'operazione. Si sa solo che stiamo parlando di un business da un miliardo di dollari e che Obama acquisirà una quota «strategica», ma di minoranza, nel capitale. Inoltre l'ex presidente ha già fatto sapere che destinerà i proventi a programmi educativi nel continente africano, coordinati dalla sua Obama Foundation.

 

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La Nba Africa ha obiettivi ambiziosi. L'amministratore delegato, Victor Williams, ha messo insieme un nutrito pool di investitori. Nell'azionariato figurano due società nigeriane: il gruppo industriale Yinka Folawiyo e la finanziaria Helios Fairfax Partners Corporation.

 

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Ma ci sono anche ex giocatori professionisti del campionato americano: il congolese Dikembe Mutombo, 55 anni, oggi molto attivo nelle organizzazioni non profit; il texano Grant Hill, 48 anni, ora vicepresidente degli Atlanta Hawks; Junior Bridgeman, 67 anni, nato nell'East Chicago, adesso proprietario delle riviste Ebony e Jet Magazine. Sono tutti amici di Obama.

 

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Mutombo, giusto per fare un esempio, fu invitato all'Inauguration day del primo e finora unico presidente afroamericano della storia, il 20 gennaio 2009. Il primo torneo della Lega basket africana si è concluso in maggio: hanno partecipato 12 squadre e le partite sono state trasmesse in 215 Paesi e Territori del mondo. Per la cronaca, ha vinto lo Zamalek, il ramo della pallacanestro di una delle più note squadre di calcio egiziane, con sede al Cairo.

 

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Sembra esistere, dunque, una base per trasformare il basket in uno degli sport più seguiti in Africa, da qui ai prossimi dieci anni. Ma per Obama è soprattutto un'occasione di promozione sociale, di apertura al mondo. Ecco come si esprime in una nota ufficiale: «La Nba è sempre stata come un grande ambasciatore per gli Stati Uniti, usando il gioco per creare più profondi collegamenti nel mondo.

 

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In Africa il basket ha il potere di promuovere opportunità, benessere, uguaglianza e sviluppo in tutto il Continente. Investendo nelle comunità di base, promuovendo le pari opportunità tra i generi e coltivando l'amore per questo gioco, penso che la Nba Africa possa fare la differenza per molti giovani africani».

 

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In queste parole sono visibili le tracce di vicende personali. Il basket è parte dell'identità pubblica di Barack Obama. Sbuca un po' in tutte le sue biografie. Una storia d'amore, appunto, che comincia quando era un educatore nelle periferie di Chicago e gran tifoso dei Chicago Bulls.

 

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Nel film-documentario The Last Legend, Obama racconta come all'epoca, negli anni Novanta, non avesse i soldi per comprare i biglietti e ammirare da vicino lo squadrone di Michael Jordan, la Dinastia. Nel suo libro di memorie Una Terra Promessa, ricorda come ci fosse sempre un canestro, una partitella, anche uno contro uno, per spezzare le tensioni della campagna elettorale. Appena arrivato alla Casa Bianca, Barack chiese al personale di ricavare un campetto nel South Lawn, in cui fare due tiri all'alba o prima di cena.

 

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Un affare di famiglia, visto che ancora nella sua autobiografia, l'ex presidente pubblica la foto delle Vipers, la squadra della figlia Sasha, in quarta elementare: «Quando vinsero la finale, festeggiammo come se avessero conquistato il trofeo universitario degli Stati Uniti».

 

E da ultimo è super popolare sul web la sequenza che lo ritrae mentre accompagna il candidato Joe Biden in un liceo di Flint, in Michigan. È il primo novembre 2020, pochi giorni prima delle elezioni. Attraversano la palestra, Barack intercetta un pallone e dall'angolo infila un canestro da tre punti. «Wow», grida Biden. «Ecco, questo è quello che faccio», risponde ridendo Obama.

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