
MANFREDI-DE LUCA, LO SCAZZO CONTINUA! – LA GUERRA PER LA NOMINA DI FULVIO MACCIARDI A SOVRINTENDENTE DEL TEATRO SAN CARLO È APPENA COMINCIATA: IL SINDACO HA IMPUGNATO LA DECISIONE, FRUTTO DELLA SALDATURA TRA LA REGIONE E IL MINISTERO DELLA CULTURA DI GIULI – TRA I DUE I RAPPORTI SONO AI MINIMI TERMINI: E I DEM TEMONO RIPERCUSSIONI NELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE REGIONALI. L’ACCORDO PER LA CANDIDATURA DEL GRILLINO ROBERTO FICO (A CUI DE LUCA HA DETTO SÌ IN CAMBIO DELLA SEGRETERIA LOCALE PER IL FIGLIO PIERO) HA SPACCATO IL PD-ELLY, CHE DIMENTICA CHE L'AVVERSARIO DA BATTERE NON E' DE LUCA MA MELONI...
Estratto dell’articolo di Lisa Di Giuseppe per “Domani”
GAETANO MANFREDI VINCENZO DE LUCA
Decreto, ricorso e campagna elettorale. La Campania continua a essere l’epicentro della vita politica italiana. Appena il campo largo – nello specifico il Pd – era riuscito a trovare l’accordo sulla candidatura di Roberto Fico per le prossime regionali, è esploso il caso del teatro San Carlo, che tira in ballo anche la destra.
Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha impugnato davanti alla giustizia amministrativa il decreto bis di nomina del soprintendente Fulvio Adamo Macciardi. Il candidato, proposto dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, doveva essere nominato già a inizio mese.
Ma il documento che lo incarica (e il ricorso collegato) è arrivato solo dopo una seconda riunione in cui, come era già successo il 4 agosto, tre membri del Consiglio della fondazione – due rappresentanti del governo e quello della regione Campania – hanno votato a favore di Macciardi. Insomma, una saldatura Giuli-De Luca.
Nel primo caso la riunione, secondo il comune, era una deliberazione non valida, mentre nella seconda occasione il voto sulla nomina non era all’ordine del giorno. Manfredi ha intenzione di fornire poi motivazioni aggiuntive che potrebbero provocare il rinvio dell’udienza sul primo provvedimento – fissata per il 3 settembre – da parte del Tar.
A Napoli si limitano ad alzare le spalle. «È solo l’ultimo di tanti episodi che hanno visto contrapporsi il sindaco e il presidente. Basta ricordare come a inizio del mandato di Manfredi la regione abbia tagliato i contributi per il teatro, che poi il comune ha dovuto compensare», raccontano i bene informati.
«Il comune ha fatto sì che la questione andasse per le lunghe e la destra se n’è approfittata», dicono invece in regione.
Che i rapporti siano ai minimi termini non è una novità, ma stavolta non c’è polemica: «Noi ci siamo limitati a votare un candidato dopo mesi in cui la sinistra non ha preso in mano la situazione».
Dal comune, poi, sostengono che la candidatura proposta da Mazzi e sostenuta da De Luca non fosse all’altezza. C’è anche chi ricorda come al teatro di Bologna, dove Macciardi lavorava prima, il bilancio si sia chiuso con un passivo di 1,6 milioni di euro, una deviazione significativa rispetto agli 80mila euro di utile previsti. Qualcun altro però osserva che Macciardi era stato nominato al suo incarico precedente dall’ex ministro Dario Franceschini.
De Luca, invece, una volta messa al sicuro la segreteria regionale per suo figlio Piero nella trattativa con Elly Schlein (un «accordo al ribasso», osservano velenosi da palazzo San Giacomo), avrebbe offerto una sponda al governo andando all’attacco di Manfredi.
«Dirò qualcosa a breve sul teatro San Carlo e sulla vergogna a cui stiamo assistendo. Sono passati cinque mesi dalla scadenza del precedente soprintendente», ha detto nella sua diretta social settimanale. Il presidente uscente promette anche «un’operazione verità sulle tante stupidaggini che sono state dette. Per ora siamo impegnati a tutelare la dignità e l’onore di Napoli e del San Carlo, per evitare che ci si copra di ridicolo», ripartendo dall’accusa di falso in bilancio che era stata sollevata sul bilancio di previsione del 2023.
[…] Parole che ovviamente non sono state apprezzate al comune, dove qualcuno evoca anche un’eccessiva attenzione da parte del partito nei confronti di De Luca. «Così si rischia di rimanere schiacciati sulle sue posizioni», racconta chi conosce bene il dossier.
[…] De Luca […] ha scelto di non rispondere al «dibattito sgangherato e inconcludente» sulle regionali campane, che era stato riaperto ieri mattina da Sandro Ruotolo.
elly schlein e vincenzo de luca - vignetta by osho
L’accordo quadro concluso dai dem prevede che il protetto dell’eurodeputato Marco Sarracino conquisti, dopo le regionali, la segreteria provinciale. Ma la scelta del Nazareno di accettare alla guida del partito regionale Piero De Luca è, per l’ex giornalista, «una ferita».
Furia al Nazareno. «Tutti devono mettersi in testa che c’è un’intesa, che piaccia o non piaccia, perché siamo in campagna elettorale», è il ragionamento che filtra di fronte all’evidenza che il primo giorno di campagna elettorale è andato a monte. E questo in un contesto talmente favorevole che la destra non ha nemmeno scelto ancora il suo candidato.