manette paolo cirino pomicino carlo de benedetti gherardo colombo

"MANI PULITE" FU UN REGIME CHANGE? - IL RACCONTO DI POMICINO: "NELLA PRIMAVERA DEL 1991 VENNE A TROVARMI CARLO DE BENEDETTI E MI SPIEGÒ CHE, CON ALTRI IMPRENDITORI LEGATI AL 'SALOTTO BUONO' DI ENRICO CUCCIA, VOLEVA MODIFICARE GLI ASSETTI POLITICI DEL PAESE E SPOSTARLI VERSO I POST-COMUNISTI CHE AVEVANO FONDATO IL PDS. A SETTEMBRE '91, AL FORUM DI CERNOBBIO, MI ACCORSI CHE I POTERI FORTI CI AVEVANO ABBANDONATO. A GIUGNO '92, GERARDO CHIAROMONTE, UNO DEI PEZZI DA NOVANTA DEL PCI, MI FECE SAPERE RISERVATAMENTE CHE IL PDS AVEVA SCELTO LA VIA GIUDIZIARIA PER ANDARE AL POTERE" - LA REPLICA DI GHERARDO COLOMBO: "MANI PULITE UN DISEGNO POLITICO? CI DIANO LE PROVE. LE ASPETTO DA TRENT'ANNI"

1 - COLOMBO REPLICA A POMICINO «NESSUN DISEGNO POLITICO»

Da "il Giornale"

cirino pomicino

 

L'ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo, risponde piccato a Cirino Pomicino che, commentando dopo trent' anni la stagione di Mani Pulite, aveva parlato di un disegno ben preciso per eliminare per via giudiziaria, un intero sistema politico. Il magistrato non ci sta e, intervistato a «Monetine - cinque storie di Mani Pulite», il podcast originale di Radio 24 da un'idea di Simone Spetia replica: «Mani Pulite un disegno politico? Ci diano le prove. Le aspetto da trent' anni».

 

carlo de benedetti

«La corruzione era un sistema e come tale andava resettato». «Bisogna intervenire sull'educazione: la corruzione fa male anche a chi la pratica». Poi risponde a Cirino Pomicino: «Ormai è lecita qualsiasi affermazione senza nessuna base scientifica. Perché nessuno è mai venuto in trent' anni a supportare questa affermazione con una minima dimostrazione?».

 

2 - I TRENT'ANNI DI MANI PULITE «DE BENEDETTI SAPEVA GIÀ TUTTO POCHI MESI PRIMA»

Stefano Zurlo per "il Giornale"

 

PAOLO CIRINO POMICINO A PIAZZAPULITA

Non un golpe, per carità, ma piuttosto un disegno politico. Paolo Cirino Pomicino torna, trent' anni dopo, alle sorgenti di Mani pulite e svela quel che accadde dietro le quinte della Rivoluzione giudiziaria. «Nella primavera del 1991- è il racconto al Giornale del politico democristiano, allora ministro del Bilancio nel governo Andreotti- venne a trovarmi Carlo De Benedetti con cui avevo un rapporto di amicizia, anche se la pensavamo in modo diverso. In pratica mi spiegò che con altri imprenditori legati al «salotto buono» di Enrico Cuccia voleva modificare gli assetti politici del Paese e spostarli verso i post-comunisti che al congresso di Rimini, in febbraio, avevano fondato il Pds e si erano convertiti a posizioni riformiste».

enrico cuccia cesare romiti

 

Insomma, l'establishment italiano aveva annusato l'aria e aveva intuito, o sapeva, che il vento stava cambiando e si stava preparando una nuova stagione. Non era ancora Mani pulite, ma certo con la caduta del Muro gli equilibri nati nel 1945 erano saltati e l'epoca del bipartitismo imperfetto, la Dc al potere e il Pci all'opposizione, era arrivata ai titoli di coda. Servivano schemi diversi e combinazioni inedite e il gotha dell'industria tricolore aveva fatto le sue scelte, sposando la sinistra. È esattamente quel che Cirino Pomicino ha narrato a Simone Spetia per il podcast di Radio 24 Monetine, confezionato per l'anniversario di Mani pulite.

 

andreotti

«Parlare di golpe sarebbe una fregnaccia», mette le mani avanti il neurologo da sempre nel Palazzo- piuttosto direi che De Benedetti voleva cavalcare quei rivolgimenti e dunque mi lanciò l'idea: "Fai il mio ministro". "Fai tu il nostro industriale" replicai capovolgendo la frittata e chiamando in causa anche Andreotti. Insomma, la questione finì sul ridere, ma De Benedetti capì che non condividevo quel progetto». Cirino Pomicino aveva già accennato a questa vicenda nei suoi scritti, ma ora si sofferma su quelle settimane cruciali che portarono al tramonto della Prima Repubblica: «Io condussi le mie verifiche e scoprii che la trama c'era ed era molto articolata. Dunque, preoccupato e inquieto, informai i capi della Dc ma ho sempre avuto il privilegio di non essere creduto e la cosa finì lì».

 

CIRINO POMICINO

Insomma, la Dc e il governo scivolarono verso il baratro senza prendere alcuna contromisura, impreparati all'appuntamento con la storia e a quello ancora più drammatico con la cronaca giudiziaria. «A dicembre '90 la corrente andreottiana si era riunita e in quel convegno c'erano state presenze importanti, a cominciare dallo stesso De Benedetti, dal Presidente di Confindustria Sergio Pininfarina e da imprenditori del calibro di Giorgio Falck. Sembrava che tutto filasse per il meglio, ma era solo un abbaglio.

 

francesco saverio borrelli

A settembre '91, al Forum Ambrosetti di Cernobbio, mi accorsi che il clima era completamente cambiato. I cosiddetti poteri forti ci avevano abbandonato, i grandi giornali, dal Corriere alla Repubblica, iniziarono a criticarci pesantemente, e mi avvidi che la Dc e il pentapartito avevano perso la sintonia con le classi dirigenti del Paese».

 

Un altro campanello d'allarme, pochi mesi prima dell'avvio della grande inchiesta condotta da Antonio Di Pietro. Il 17 febbraio 1992 finisce in manette Mario Chiesa, il potente presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio e il vecchio sistema di potere comincia a sfaldarsi. Molti leader assistono sbigottiti e increduli all'escalation delle manette e immaginano complotti e macchinazioni, magari orchestrate da potenze straniere; intanto la procura guidata da Francesco Saverio Borrelli falcia i big socialisti e democristiani che cadono come birilli uno dopo l'altro.

 

cirino pomicino

«A giugno '92, con Amato a Palazzo Chigi - prosegue l'ex deputato napoletano, autore di numerosi libri - Gerardo Chiaromonte, uno dei pezzi da novanta della nomenklatura rossa, mi fece sapere riservatamente che il Pds aveva scelto la via giudiziaria per andare al potere. E so che la stessa comunicazione arrivò al leader liberale Renato Altissimo.

 

Cosa questo significasse in concreto non me lo chiarì, ma certe anomalie sono evidenti anche oggi, a distanza di tanto tempo e, in parte, restano inspiegabili: il Pds e la sinistra democristiana, insomma i soggetti che poi formarono l'Ulivo, schivarono miracolosamente la tempesta. Solo non avevano calcolato tale Silvio Berlusconi. Ma quella è un'altra storia».

GERARDO CHIAROMONTE

PAOLO CIRINO POMICINO GIULIO ANDREOTTIPAOLO CIRINO POMICINO GIULIO ANDREOTTI

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