NIENTE SACCIU! - MARCELLO DELL’UTRI INCIAMPA SUI LIBRI ANTICHI: INDAGATO PER CONCORSO IN PECULATO, NEGA TUTTO - IL “SUO” MASSIMO MARINO DE CARO, EX DIRETTORE DELLA BIBLIOTECA DEI GIROLAMINI, IN GALERA PER AVER RUBATO TESTI PREZIOSI, AL TELEFONO PROPONEVA SCAMBI IMBARAZZANTI - “PERCHÉ IO BARATTAVO DUE PRIME EDIZIONI DI VICO, SE LE MANCANO, PER DUE INVITI A PRANZO…” - E LUI, INGOLOSITISSIMO: “ANCHE TRE TI FACCIO…”

Gian Antonio Stella per il "Corriere della Sera"

«Io non c'entro assolutamente niente», ha giurato Marcello Dell'Utri a chi gli chiedeva del suo coinvolgimento come indagato per concorso in peculato nell'inchiesta sullo sconvolgente saccheggio della biblioteca dei Girolamini di Napoli. Sarà...

Ferma restando la sua piena e cristallina innocenza fino al primo, al secondo, al terzo e chissà forse al quarto grado di giudizio se deciderà di ricorrere poi anche alla corte di giustizia europea e magari, perché no?, a qualche tribunale dell'Onu, il senatore deve tuttavia ammettere che, come minimo, se l'è andata a cercare.

Fu lui, che come è noto è un bibliofilo incallito, a raccomandare Massimo Marino De Caro, il direttore della biblioteca dei Girolamini che ha confessato finora il furto di oltre 4.000 volumi antichi, all'amico Giancarlo Galan. Il quale ha confidato al «Corriere del Veneto»: «Me lo aveva presentato un uomo al quale devo tutto nella vita: Marcello Dell'Utri. (...) Ammetto le mie colpe. Al suo curriculum non ho dato grande peso. Non ho verificato quanto c'era scritto. Non so se avesse i titoli per quell'incarico (...) Di libri sinceramente non ne capisco niente. E poi lui nel suo curriculum aveva scritto che insegnava a dei master a Buenos Aires e a Verona...».

Fu ancora lui, Marcello dell'Utri, a volerlo alla segreteria organizzativa del movimento «Il Buongoverno» del quale è il presidente nazionale onorario.

E sempre lui avrebbe suggerito ai senatori del Pdl Elio Massimo Palmizio e Salvatore Piscitelli (che de «Il Buongoverno» era il segretario) di presentare una stupefacente interrogazione parlamentare che invece che prendersela col direttore ladrone approvato dal ministero se la prendeva con quelli che per primi avevano denunciato lo scandalo, gli storici dell'arte Tomaso Montanari e Francesco Caglioti, si lagnava col ministro dell'istruzione perché i due docenti si erano «resi autori di una violentissima campagna denigratoria volta a screditare la nomina del dottor Marino Massimo De Caro quale direttore della biblioteca dei Girolamini» e chiedeva se quei due professori avessero il diritto di promuovere «una petizione via web (...) al fine di conseguire sostanzialmente «l'allontanamento» del dottor De Caro e l'istituzione di una commissione d'inchiesta sull'amministrazione, passata e recente, della biblioteca».

Dopo di che pretendevano che il ministro spiegasse se «quanto posto in essere dai prof. Montanari e Caglioti si riconduca allo svolgimento delle normali attività accademiche loro imposte dalla legge e se - soprattutto - non rischi di gettare discredito sulle istituzioni accademiche, anche in considerazione dei rilevanti profili diffamatori presenti nei testi a firma dei citati professori».

Di più: ancora lui, il senatore palermitano, fu benedetto da alcuni regali di Massimo Marino De Caro. Vogliamo rileggere la sconcertante intercettazione del 22 febbraio scorso pubblicata dalla «Corriere del Mezzogiorno»? «Quel giorno Dell'Utri si trova a Madrid. De Caro, che gli dà del lei, gli propone un "baratto-ricatto". Il senatore, interessato, chiede a De Caro, al quale si rivolge con il tu, "cosa c'è di buono" a Napoli.

L'allora direttore della biblioteca spiega: "Perché io barattavo due prime edizioni di Vico, se le mancano, per due inviti a pranzo". Dell'Utri replica: "Anche tre ti faccio". De Caro è più esplicito: "No, le ho trovato, dottore, il De rebus gestis di Antonio Carafa (opera di Giambattista Vico, ndr), che è uno dei più rari". Cade la linea, ma di lì a poco i due tornano a parlare: "Le dicevo - ripete De Caro - che le ho trovato il De rebus gestis di Antonio Carafa". Dell'Utri: "Del Carafa, sì, che non ce lo abbiamo"».

Certo è che il senatore siciliano, il quale da anni si lamenta d'essere vittima di una gigantesca macchinazione giudiziaria, dopo avere spiegato un giorno a «Lo Specchio» di essere un raffinato intenditore («Il rapporto con libri comprende tutti i sensi. Dall'odore si può riconoscere pure il secolo di un libro, basta pensare alla spugna, alla cera che si passa, all'odore della polvere che si crea.

E poi la vista: i dorsi con le incisioni in oro, i fregi particolari, la vista d'una biblioteca antica: come trovarsi di fronte a un monumento. Il tatto: la pergamena, il marocchino, il vitellino inglese, la carta vellutata, filigranata, giapponese...») non riconobbe, secondo la magistratura, la puzza di undici pezzi (poi restituiti) rubati dal suo amico Massimo Marino De Caro. Di cui tre preziosissimi.

Vale a dire una rarissima «legatura» di Demetrio Canevari (che non dice molto ai profani ma vale una fortuna), una edizione preziosissima del Momo, o del principe di Leon Battista Alberti e appunto una del De rebus gesti di Giambattista Vico.
Per carità, Marcello dell'Utri sarà anche «sfortunato» nelle sue amicizie. Ma certo...

 

MARCELLO DELL'UTRIMarcello Dell UtriMarino Massimo De CaroBIBLIOTECA DEI GIROLAMINI A NAPOLI jpegBIBLIOTECAGIROLAMINI SEQUESTRATA (FOTO ADNK)BERLUSCONI DELL UTRIEX MINISTRO GIANCARLO GALAN

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!