banda dei babbi natale carminati buzzi alemanno

MARCIO SU ROMA – BUZZI PARLA TANTO, MA PER I PM DI ROMA “È SCARSAMENTE CREDIBILE” – L’UOMO DELLE COOP ACCUSATO DI MINIMIZZARE TUTTO QUELLO CHE RIGUARDA CARMINATI E ALEMANNO – RIVELAZIONI SU UN ASSESSORE DI MARINO, FINANZIATO AI TEMPI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DEL 2006

1.LA PROCURA DI ROMA: BUZZI NON E’ CREDIBILE

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera

 

SALVATORE BUZZI FRANCO PANZIRONISALVATORE BUZZI FRANCO PANZIRONI

La posizione della Procura di Roma è netta: le dichiarazioni di Salvatore Buzzi sono «scarsamente credibili». La «collaborazione» dell’uomo delle cooperative accusato di associazione mafiosa con l’ex estremista dei Nar Massimo Carminati «non ha una plausibilità logica» in cinque punti, che sono poi quelli cardine per l’inchiesta. 


La contestazione dei pubblici ministeri arriva il 23 luglio scorso, al termine dell’ultimo dei cinque interrogatori nel corso dei quali lo stesso Buzzi ha ammesso numerosi episodi di corruzione, anche inediti. 


Ma non è questo che i magistrati si aspettavano per poter valutare la possibilità di concedere i benefici previsti per chi fornisce un contributo alle indagini. E soprattutto per considerare le sue parole «attendibili» e non frutto di una semplice strategia al ribasso che mira a patteggiare sul versamento dei soldi e far cadere i reati di mafia. 


Si faranno nuovi accertamenti sui rapporti con i politici e la destinazione di alcuni versamenti. Ma rimane deluso chi si aspettava una svolta rispetto al quadro già delineato. 

SALVATORE BUZZI - GIULIANO POLETTISALVATORE BUZZI - GIULIANO POLETTI


I soldi all’assessore
Il verbale comincia con l’elenco dei pagamenti ai politici e su questo Buzzi appare prodigo di dettagli. 
Pm : «Lei ieri ha riferito che la nuova amministrazione comunale le aveva posto a carico i costi di 4/5 assessori, 18 consiglieri comunali e 4/5 presidenti di municipi». 
Buzzi : «Il primo degli assessori con cui ho avuto rapporti di tal natura è Maurizio Pucci, al tempo della campagna elettorale del 2006, quando gli erogammo finanziamenti e gli mettemmo a disposizione un’autovettura che lui non voleva più restituire. Per il periodo dell’ultima consiliatura però non sono intervenute erogazioni nei suoi confronti». 

giuseppe pignatone (2)giuseppe pignatone (2)


Il riferimento è all’attuale responsabile dei Lavori pubblici della giunta guidata da Ignazio Marino. Nell’elenco degli altri percettori Buzzi conferma «la promessa a Coratti e D’Ausilio della somma di 100 mila euro accettata e non mantenuta per gli arresti; la promessa accettata di 15 mila euro a Giansanti e Ferrari e a quest’ultimo un compenso tra il 5 e il 10 per cento su 400 mila euro per lo stanziamento in bilancio a lui e Onorato della “lista Marchini” anche se con Onorato non ho mai parlato; assunzioni e utilità per altri politici». 


Stipendi ai capi rom
Un altro episodio riguarda «il campo nomadi di Castel Romano». Dichiara Buzzi: «La vicenda nasce nel 2005, sotto l’amministrazione Veltroni e viene gestita da Luca Odevaine. Occorreva spostare il campo nomadi ma i rappresentanti delle tribù nomadi — tale Meo e Carlo Kammis — non volevano, in ragione del fatto che dove si trovavano erano più prossimi ai luoghi dove volevano stare. Il Comune, attraverso Odevaine, chiude un accordo con costoro, in forza del quale si sarebbero trasferiti, con il pagamento di 15 mila euro al mese per lavori inesistenti. I pagamenti venivano fatti dalle nostre cooperative che subappaltavano lavori fittizi. La nuova amministrazione comunale affidò tali lavori direttamente senza passare da noi». 

PM MICHELE PRESTIPINOPM MICHELE PRESTIPINO


Alemanno e Carminati
I magistrati chiedono dei rapporti con Alemanno e Carminati. Buzzi minimizza e alla fine dell’interrogatorio il procuratore aggiunto Michele Prestipino e il sostituto Paolo Ielo — titolari dell’inchiesta con i colleghi Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli — formalizzano la contestazione di «scarsa credibilità delle dichiarazioni su 5 punti». 


Il primo riguarda l’ex sindaco «perché non è plausibile — tenuto conto dei rapporti tra i due, delle erogazioni di utilità economiche verso Alemanno attraverso la sua fondazione, degli interventi di Alemanno a favore del gruppo di Buzzi, della eterogeneità tra la loro estrazione politica — che non vi fosse tra i due una esplicitazione dell’accordo corruttivo, tanto più che in alcune conversazioni lo stesso Buzzi allude alla sua capacità corruttiva verso Alemanno».

gianni alemanno valeria licastrogianni alemanno valeria licastro

 

Il secondo si riferisce ai rapporti con Carminati e «contrasta con il contenuto delle conversazioni captate che delineano un intervento di quest’ultimo a spettro ampio a favore di Buzzi, soprattutto in un settore, come quello di Ama». Bugie anche su Riccardo Mancini sia per aver «negato le minacce affinché non facesse rivelazioni sull’inchiesta, che invece emergono palesemente nelle conversazioni intercettate, sia riguardo al ruolo di questi nell’ente Eur». Infine l’aver negato «rapporti con le realtà criminali calabresi», che invece sono documentati. 


Non arretra l’avvocato Alessandro Diddi: «I magistrati tornano sui loro cavalli di battaglia che sono Alemanno e Carminati, unico elemento che consente all’accusa di sostenere la mafiosità. Se dopo quattro interrogatori in cui si è assunto anche responsabilità di cui non si sapeva, Buzzi non ha detto cose contro Alemanno — nonostante il grande interesse della procura — è segno che dice la verità» . 
 

 

2. MARINO SOTTO TUTELA

F. Sar. per il “Corriere della Sera

 

SALVATORE BUZZI - LUCIANO CASAMONICA - GIANNI ALEMANNOSALVATORE BUZZI - LUCIANO CASAMONICA - GIANNI ALEMANNO

La dichiarazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi al termine della riunione di governo, certifica quanto era già emerso ieri: la relazione del titolare del Viminale Angelino Alfano sul Campidoglio «sarà discussa durante la riunione del 27 agosto». Passa dunque la linea di Palazzo Chigi che due giorni fa, nonostante il ministro avesse terminato il lavoro, aveva deciso lo slittamento «per approfondimenti». Una posizione che Alfano non ha gradito e infatti ieri mattina ha tenuto a precisarlo: «Io sono tecnicamente pronto, la decisione su come procedere spetta però al Consiglio dei ministri». 


Il nodo da sciogliere rimane il giudizio finale sul sindaco Ignazio Marino. Il titolare del Viminale non propone infatti lo scioglimento del Comune per mafia, però esprime critiche molto dure sull’operato del primo cittadino evidenziando il fatto che non abbia preso provvedimenti adeguati rispetto a quanto stava accadendo. 

MAURIZIO 
PUCCI
MAURIZIO PUCCI


Un giudizio che ricalca quello del procuratore di Roma Giuseppe Pignatone nell’allegato al dossier preparato dal prefetto Franco Gabrielli, quando ha evidenziato come i tentativi di sottrarsi alle pressioni dell’organizzazione guidata da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati siano stati «pochi e di scarsa efficacia». 


Per questo Alfano offre al Consiglio una doppia opzione. Quella più morbida prevede lo scioglimento del Comune di Ostia e la rimozione di numerosi funzionari di primo livello lasciando però completamente fuori Marino. Quella più dura porta invece a una sorta di «tutoraggio» del sindaco, quasi un commissariamento che lo lascerebbe al suo posto ma di fatto renderebbe impossibile che possa continuare a governare Roma. 

IGNAZIO MARINO AUTOBUS ATACIGNAZIO MARINO AUTOBUS ATAC


Proprio su questo Renzi avrebbe chiesto un’ulteriore riflessione, consapevole che sarà comunque lui — alla fine — a dover orientare la scelta del governo. E dovrà farlo in un momento molto delicato per la Capitale, visto che a dicembre comincerà il Giubileo e anche su questo nessuna decisione rispetto all’organizzazione è ancora stata presa. Non a caso Renzi ha spiegato che il 27 il consiglio dei ministri «approverà una serie di pacchetti» che riguardano Roma. In particolare quello sul «commissario per il debito» e quello relativo al «decreto sul Giubileo e una serie di iniziative richieste dal comune di Roma». 

angelino alfano 2angelino alfano 2


In attesa si continuerà a trattare per trovare una linea unitaria rispetto al futuro del sindaco. 
 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....