marine jean marie le pen lepen

L’UNICA ROTTAMAZIONE LA STA FACENDO MARINE LE PEN, CHE CONVOCA IL PADRE JEAN-MARIE PER SFANCULARLO DAL PARTITO - IL 94% DEGLI ISCRITTI HA VOTATO PER TOGLIERE A LE PEN SENIOR LA PRESIDENZA ONORARIA

Alberto Mattioli per “la Stampa”

 

marine e jean marie le penmarine e jean marie le pen

Lo psicodramma politico-familiare più ghiotto dell’estate francese non va in vacanza. Come in ogni feuilleton, ogni giorno c’è una novità e la prossima puntata non è mai l’ultima. Così continua la saga dei Le Pen, papà Jean-Marie contro figlia Marine, con lei che vuole sbarazzarsi di lui e lui che vuole dare più fastidio possibile a lei.

 

L’ultimo aggiornamento, ieri l’altro: a Jean-Marie è arrivata una lettera di Marine che lo convoca davanti all’Ufficio esecutivo del Front national, il partito fondato dal padre (che è ancora presidente onorario) e governato dalla figlia, con l’intento di sbatterlo definitivamente fuori. Replica di papà: «Un procedimento abietto».

MARINE E JEAN MARIE LE PEN MARINE E JEAN MARIE LE PEN

 

L’OFFENSIVA DI MARINE

Se ne avete perso qualcuna, ecco il riassunto delle puntate precedenti. L’offensiva di Marine va avanti da tempo. Per «de-diabolizzare» il Fn, un papà che blatera delle camere a gas come «dettaglio» della storia, propone di fare «un’infornata» di giornalisti (e peggio ancora lo dice a «Rivarol», giornale che Marine detesta perché più a destra di lei) non è solo imbarazzante, ma pericoloso.

 

jean marie e marine le penjean marie e marine le pen

Il 4 maggio Jean-Marie era quindi stato convocato una prima volta. Ne era nata una seduta tumultuosa, quasi «una terapia di gruppo», come da sarcastica cronaca di «Le Monde». Al termine, il Fondatore era stato sospeso ed era stato indetto fra i militanti un referendum a mezzo posta per decidere il suo destino.

 

Ma il papà ex parà ha fatto ricorso alla giustizia che gli ha dato ragione, e ben tre volte. Il 2 luglio, il Tribunale di Nanterre ha sospeso la sospensione perché non ne era stata precisata la durata.

 

L’8 luglio, la stessa corte ha bocciato anche il voto per corrispondenza, anzi «il congresso postale», come l’aveva ribattezzato Jean-Mari Infine, il 28 luglio la Corte d’appello di Versailles ha confermato la decisione di Nanterre, respingendo il ricorso del partito.

MARINE E JEAN MARIE LE PEN MARINE E JEAN MARIE LE PEN

 

Marine ha replicato pubblicando i risultati del voto postale, che non hanno valore legale, ma politico, sì. Ebbene, il 94% degli iscritti ha votato per togliere a Le Pen senior la presidenza d’onore.

 

Adesso i seguaci di Le Pen junior rilanciano la procedura di radiazione, appoggiata anche da un dossier che censisce quindici «intemperanze» mediatiche di Jean-Marie. Alle insolenze contro la figlia (peraltro ampiamente ricambiate), si aggiungono quelle contro la rampante nipotina Marion che, prima neutrale fra nonno e zia, alla fine si è allineata a quest’ultima.

MARINE E JEAN MARIE LE PEN MARINE E JEAN MARIE LE PEN

 

LA CROCIATA DI JEAN-MARIE

Il bersaglio prediletto dell’ex padre padrone del Fn rimane però Florian Philippot. Per Jean-Marie, il giovane ed emergente Philippot è un «eterofobo» che ha riempito il partito di suoi «mignons» (finezza storica: con questo nome erano biasimati i favoriti del Re gay Enrico III). Ogni riferimento ai presunti gusti sessuali di Philippot è ovviamente voluto.

 

jean marie marine le pen davanti al loro castello di montretoutjean marie marine le pen davanti al loro castello di montretout

Il dossier rappresenta il capo d’accusa contro Jean-Marie. Il suo avvocato, maître Frédéric Joachim, obietta però che si tratta di semplici «manifestazioni della libertà d’espressione» (la magistratura, per inciso, non è d’accordo e ha contestato al suo assistito i deliri sull’Olocausto). Al prossimo regolamento di conti, fissato per il 20 agosto, Marine ha già annunciato la sua presenza, Jean-Marie no. Speriamo che con l’occasione gli chieda conto anche della triste sorte della sua gattina bengalese, a suo tempo sbranata dal dobermann di papà. Questi Le Pen, come cani e gatti.

 

LE PEN PHILIPPOTLE PEN PHILIPPOTjean marie le pen florian philippotjean marie le pen florian philippot

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…