marino pedomane

UN SINDACO FUORILEGGE? - MARINO NELLA BUFERA PER LE 8 MULTE NON PAGATE PER L’INGRESSO NEL CENTRO STORICO - PER LA LEGGE UN SINDACO NON PUÒ AVERE UNA “LITE PENDENTE” COL SUO COMUNE PENA LA SUA DECADENZA

Ernesto Menicucci per “il Corriere della Sera”

 

ignazio marinoignazio marino

Ignazio Marino è un sindaco «ciclista», che ama girare con la sua adorata bici. Anche perché, vivendo in centro, se lo può permettere: da casa sua dietro al Pantheon all’ufficio di palazzo Senatorio sono pochi metri, tutti pianeggianti. 
 

Marino, però, possiede anche una macchina, una Panda rossa, che finora gli ha creato parecchi grattacapi. Prima la storia del parcheggio davanti a palazzo Madama, nei posti riservati ai senatori, ottenuto facendo leva su alcuni atti vandalici e su alcune minacce che lui e i suoi familiari avrebbero subito. A distanza di un anno e mezzo dalla sua elezione a sindaco, però, l’auto era ancora lì ed è stata spostata solo dopo la raccolta di firme di trenta senatori di tutti i partiti (escluso il Pd). 
 

IGNAZIO MARINOIGNAZIO MARINO

Ora salta fuori il «giallo» delle multe non pagate, per essere entrato nella Ztl (la zona a traffico limitato che «chiude» il centro) con un pass scaduto. Vicenda che è oggetto di un’interrogazione parlamentare firmata da Andrea Augello, senatore Ncd. Risulta, infatti, che il sindaco, con la sua Panda, abbia preso otto multe ai varchi elettronici della Ztl perché, per due mesi, il suo permesso non era valido.

 

Ignazio Marino con una delle 16 coppie di cui oggi ha trascritto il matrimonio contratto all’estero Ignazio Marino con una delle 16 coppie di cui oggi ha trascritto il matrimonio contratto all’estero

Il periodo temporale va dal 23 giugno al 21 agosto 2014, quello che passa tra la scadenza del vecchio contrassegno e l’inizio di validità del nuovo. Infrazioni, codice alla mano, da 80 euro ciascuna, per un totale di 640 euro complessivi, più notifiche e interessi. Le contravvenzioni, dai tabulati del Dipartimento «Risorse economiche» dove sono registrate tutte le infrazioni commesse da Ignazio Roberto Maria Marino, nato a Genova il 10 marzo ‘55, risultano non pagate. 
 

La «legenda» è chiara: due multe (3 maggio ‘13 e il 24 gennaio ‘14) sono pagate, otto — del 26 e 28 giugno, il 3, 4, 11, 21 e due il 25 luglio — no. Queste otto sono accompagnate da relativo numero di atto e sigla di accertamento. Ma, su queste, è inserito il codice che si usa se un cittadino fa ricorso al prefetto o al Giudice di pace. Ma qui scatta il primo «giallo». Un sindaco, secondo il Tuel (Testo unico enti locali), non può avere una «lite pendente» col Comune che guida, pena la sua decadenza. 
 

ignazio marino by bennyignazio marino by benny

Cosa è successo? Augello, nell’interrogazione, ipotizza: «Evidentemente le contravvenzioni sono state bloccate d’ufficio dall’amministrazione comunale, sanando i due mesi di mancato rinnovo del permesso come se si trattasse di un errore del Comune e non di una ritardata richiesta del titolo del beneficiario».

 

Ad un qualsiasi romano, in un caso del genere, non restano che due strade: pagare o fare ricorso. Marino, che con la sua giunta ha quintuplicato il prezzo dei pass per il centro (costavano 550 euro, sono schizzati a oltre 2 mila), non fa né una cosa né l’altra. Ma si fa fare una lettera da un dirigente del Dipartimento, secondo la quale la macchina del sindaco era — dal 25 giugno 2014 — in una sorta di «lista bianca», che scatterebbe «in automatico, per qualsiasi cittadino», subito dopo il mancato rinnovo. Le multe, secondo il Campidoglio, non sarebbero «mai state notificate» e la dicitura del ricorso «è solo l’attivazione del meccanismo di autotutela da parte dell’amministrazione». 
 

il sopralluogo di ignazio marino tra i cassonetti dei rifiuti 1il sopralluogo di ignazio marino tra i cassonetti dei rifiuti 1

Ricostruzione complessa, che «sbatte» con la realtà: nella «lista bianca» si entra solo alla richiesta del nuovo pass, a quel punto la targa viene «riconosciuta» dal varco elettronico e nei tabulati la multa non figura proprio. Se Marino è in «lista» dal 25 giugno, le sanzioni al varco non dovrebbero esserci. Ancora: se ci fosse l’autotutela, le multe sarebbero cancellate. A meno che non siano stati i vigili urbani a toglierle. Terzo: se le multe non sono mai state notificate, come può scattare la tutela? 
 

Domande alle quali se ne aggiunge un’altra. Risulta che, prima di diventare sindaco, Marino abbia fatto una trentina di ricorsi per altre contravvenzioni. E, quando è diventato sindaco, ha firmato la dichiarazioni di «non avere liti pendenti» con il Comune. 
Quei ricorsi erano tutti risolti? 

ignazio marino laura boldriniignazio marino laura boldrini

 

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)