mario monti meloni trump von der leyen

“MELONI NON SI SOSTITUISCA A VON DER LEYEN NEL RAPPORTO CON TRUMP” - L’EX PREMIER MARIO MONTI TOGLIE LA MASCHERA ALLA DUCETTA TRUMPIZZATA: “IL DIVIDE ET IMPERA FA PERDERE TUTTI E IN PARTICOLARE I MENO FORTI. MELONI DOVREBBE RIFIUTARSI DI FARE DA SOSTITUTO DI URSULA. SE AMMETTIAMO CHE PARLARE CON BRUXELLES DIVENTI FACOLTATIVO, PER L’UNIONE EUROPEA SAREBBE LA FINE" - "MELONI PONTE TRA UE E USA? SE SI TRATTA DI ARRIVARE AD ACCORDI SEPARATI, TEMO CHE NON RIUSCIRÀ” – "I TECNO-OLIGARCHI DI TRUMP? IL PRESIDENTE USA RISCHIA DI ESSERE IL TERMINATOR DELLA COSTRUZIONE DI UN CAPITALISMO MODERNO”

Federico Fubini per il Corriere della Sera - Estratti

 

monti meloni

In materia di conflitti politici con gli Stati Uniti, Mario Monti qualcosa sa: da commissario europeo alla Concorrenza, nel 2001 prese la decisione di bloccare la fusione fra i colossi americani General Electric e Honeywell.

 

In seguito guidò l’indagine che portò a una multa da 497 milioni di euro a Microsoft per abuso di posizione dominante. In entrambi i casi, il presidente in persona, il repubblicano George W. Bush aveva diffidato pubblicamente Bruxelles dall’intervenire. Eppure in entrambi i casi finì per accettare le decisioni, confermate dalla Corte di giustizia europea.

 

Senatore Monti, Donald Trump adesso avrà lo stesso rispetto per le istituzioni e gli equilibri dell’Unione europea?

«Adesso per l’Unione diventa particolarmente importante attestarsi su un metodo di governo che torni molto di più ai poteri comunitari — risponde l’ex presidente del Consiglio —. A maggior ragione in questa fase di debolezza di alcuni dei principali governi, dare forza alle istituzioni di Bruxelles dovrebbe servire per realizzare — fra l’altro — quanto propongono Enrico Letta e Mario Draghi nei loro rapporti».

 

DONALD TRUMP VS URSULA VON DER LEYEN - IMMAGINE CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK

Ciò che serve all’Europa è chiaro da decenni. Perché non si è fatto prima e ora ci troviamo in posizione di debolezza di fronte a Trump?

«Gli ostacoli sono i nazionalismi, non lo scopriamo certo adesso. Ma adesso diventa essenziale prevenire qualunque tentativo degli Stati membri — o qualunque tentativo dall’esterno — di disgregare la politica commerciale europea, che è una delle poche funzioni di governo che è stata davvero messa in comune dall’Unione».

 

 

 

(...)

 

GIORGIA MELONI MARIO MONTI

Vuole dire, evitiamo la tentazione del ciascuno si salvi da solo?

«Sì. Occorre un’Europa che governi con gli strumenti che ha».

 

Ma se Trump non parla a Ursula von der Leyen, è bene che Meloni tenga rapporti per conto dell’Unione europea?

«No. È bene che la presidente del Consiglio se può parlare parli, ma non deve dare a Trump l’idea che può evitare di parlare con Ursula von der Leyen. Meloni dovrebbe rifiutarsi di fare da sostituto. Se ammettiamo che parlare con Bruxelles diventi facoltativo, per l’Unione europea sarebbe un po’ la fine. Per questo bisogna far leva là dove Bruxelles ha i poteri più diretti ed effettivi».

 

Non sarebbe utile, se Meloni facesse da ponte fra Stati Uniti e Europa?

mario monti

«Meloni non troverà facile fare da ponte, anche se volesse. Il ponte, inteso come dialogo, è utile. Ma se si tratta di arrivare ad accordi separati, temo che non riuscirà. E questa è l’occasione in cui gli altri europei faranno sul serio nei confronti dei dissidenti, se ce ne saranno».

 

Senatore, non siamo a questo punto ed è soltanto un’ipotesi: ma perché non cercare vantaggi per l’Italia nello scenario di una guerra commerciale degli Stati Uniti all’Europa, se Meloni ha un buon rapporto con Donald Trump?

«Certamente la sua è una bella obiezione. È giusto che Meloni eserciti la sua influenza su Trump, se ne ha. Tenendo presente però che se venisse intaccata di diritto o di fatto la competenza della Commissione sul commercio estero, il piccolo vantaggio che avremmo ottenuto — chessò — sul parmigiano sparirebbe».

GIORGIA MELONI MARIO MONTI

 

Sparirebbe?

«Andremmo allo sbaraglio sul resto. Il divide et impera nel medio fa perdere tutti e in particolare i meno forti. Può riempire di orgoglio da talk show, ma tutto si ferma qui».

 

Ci sono aspetti sui quali ritiene sia essenziale per l’Europa tenere il punto?

«Non essere minimamente inclini ad attenuare le regole sulla concorrenza in genere e in particolare sul digitale. Se ci dividiamo su quello, se finiamo con 27 piccole autorità antitrust nazionali, saremmo debolissimi».

 

Che cosa intende dire?

MARIO MONTI A L ARIA CHE TIRA

«Ha visto chi è stato appena nominato alla testa della Competition and Markets Authority del Regno Unito? Doug Gurr, ex country manager di Amazon nel Paese ed ex presidente di Amazon China».

 

Teme che il presidente Trump dilaghi con i suoi oligarchi tecnologici?

«In realtà vedo una grande debolezza in tutta la costruzione di Trump. Il presidente sta lanciando una serie di boomerang, molti dei quali gli torneranno indietro provocando effetti forse più negativi per gli Stati Uniti che per l’Europa stessa. Rischia di essere il Terminator della secolare costruzione di un capitalismo moderno che prima si è affermato negli Stati Uniti e poi, con successo, in tutto il mondo».

mario monti

 

Lei conosce l’obiezione: l’economia americana va a mille, è l’Europa che è ferma.

«Ma in America rischiano di sgretolarsi i pilastri del capitalismo, fondato su almeno un certo grado di separazione fra politica e business. Con varie intonazioni differenti con i diversi presidenti, questa separazione è stata una costante. Qui vediamo invece che ci si sta apprestando a sgretolare i pilastri del capitalismo americano.

 

Vediamo non solo e non tanto le pressioni delle lobby, ma l’ingresso delle persone più forti del mondo del business nell’esecutivo e nelle sue decisioni. Queste figure sono per loro natura monopoliste e tenderanno a ledere l’ambiente economico per tutti gli altri. Osservo, di passaggio, che lo Stato dell’Ontario in Canada si appresta a disdire il contratto del valore di 100 milioni di dollari canadesi che ha in essere con la Starlink di Elon Musk. E questo spero che in Italia venga notato».

URSULA VON DER LEYEN DONALD TRUMP

 

(…)

ursula von der leyen e donald trump a davos nel 2020

Ultimi Dagoreport

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...