mattarella salvini di maio

L’OPPOSIZIONE HA TROVATO IL SUO LEADER: MATTARELLA – IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA POTREBBE NON FIRMARE LA MANOVRA. GIÀ IERI È SCESO IN TRINCEA E SI PREPARA A UN AUTUNNO CALDISSIMO – IL PRESSING DEL COLLE SU TRIA E L’AUSPICIO: IL DISAVANZO VENGA RIDOTTO ALMENO PER IL 2020 E IL 2021, ALTRIMENTI…

Luca Cifoni e Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

sergio mattarella giuseppe conte

Già venerdì, mentre infuriava la prima tempesta sui mercati finanziari, Sergio Mattarella aveva fatto trapelare la sua preoccupazione per la tenuta dei conti. E ieri il capo dello Stato è sceso ufficialmente in trincea, preparandosi a un autunno caldissimo. L' ha fatto piantando l' unica bandiera a sua disposizione: il rispetto della Costituzione che all' articolo 97 chiede l' equilibrio di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico. Due principi che la nota di aggiornamento del Def e la manovra economica targata 5stelle e Lega rischiano di calpestare.

 

MOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLA

Mattarella esce allo scoperto dopo i contatti con il premier Giuseppe Conte e con il presidente della Bce, Mario Draghi. E lo fa in tandem con il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco che in questa triangolazione sollecita la riduzione del debito. Esattamente come Bruxelles.

 

Ed esattamente come il ministro dell' Economia, Giovanni Tria, uscito malconcio dal braccio di ferro con Matteo Salvini e Luigi Di Maio. E ancora ferito. Tanto da non escludere le dimissioni quando avrà terminato di scrivere la manovra o dopo la sua approvazione.

 

SALVINI DI MAIO CONTE BY SPINOZA

Se non prima. Vale a dire, nel momento in cui in ottobre le agenzie di rating (Standard and Poor' s e Moody' s) esprimeranno il loro verdetto. Un epilogo, l' addio di Tria, che Mattarella cerca assolutamente di evitare. Tant' è, che il richiamo del Presidente va interpretato anche come un balsamo per il morale del ministro economico: la dimostrazione che la sua posizione non è isolata.

 

E dunque deve resistere, perché la via maestra resta il rispetto dei vincoli di bilancio.

Al Quirinale tengono a sottolineare che quello di Mattarella non è un auspicio tecnico. Insomma, il capo dello Stato non chiede, e non potrebbe farlo in questa fase, correzioni alla nota di aggiornamento del Def e alla manovra economica che va ancora di fatto scritta. Ma la speranza coltivata sul Colle è proprio questa.

 

conte di maio salvini

Del resto Tria sfornerà le tabelle con la ripartizione delle spese solo tra martedì e mercoledì. E dunque c' è tempo, modo e possibilità, per ridurre l' impatto della decisione assunta dal governo giovedì. Soprattutto se lo spread, domani e nei giorni successivi dovesse continuare la sua corsa sfrenata.

 

EVITARE AZZARDI

L' auspicio del capo dello Stato è che Salvini e Di Maio prendano coscienza che forzare troppo la mano è un azzardo inutile, dannoso, e finisca per essere un buco nell' acqua: le risorse stanziate per il reddito di cittadinanza, la revisione della legge Fornero sulle pensioni e le altre misure, rischiano di essere bruciate in poche settimane dalla maggiore spesa in interessi che dovrà affrontare lo Stato e le misure sociali, sbandierate dai due leader, restare sulla carta.

GIOVANNI TRIA

 

Quello che si aspetta (ma non dice) Mattarella è soprattutto una correzione per il 2020 e il 2021. Nella nota di aggiornamento, Di Maio e Salvini hanno scritto che il rapporto deficit-Pil resterà al 2,4% per ben tre anni. Ebbene, il capo dello Stato spera che almeno questa forzatura possa essere corretta, riportando per i due anni successivi la curva del debito e del saldo strutturale in discesa.

 

Traduzione: passi il 2,4% per il 2019, ma almeno per il 2020 e il 2021 il rapporto deficit-Pil venga riportato sotto il 2%, com' era nel piano di Tria. D' altra parte anche i governi di centro-sinistra sfruttavano la flessibilità di bilancio per raggiungere i propri obiettivi di politica economica: ad esempio nel solo 2016 l' esecutivo Renzi si era preso circa 14 miliardi. In tutte quelle manovre però usciva confermato, pur se ritardato, il percorso di discesa del disavanzo e in prospettiva anche del debito.

DI MAIO SALVINI MATTARELLA

 

La situazione è tesa. Per certi versi perfino drammatica. E, fa notare chi ha parlato con Mattarella nelle ultime ore, il Presidente potrebbe non controfirmare la manovra a dicembre se questa non rispetterà il dettato della Costituzione che impone, appunto, la sostenibilità del debito e l' equilibrio di bilancio.

 

Mattarella, insomma, non metterà la firma sul default della Nazione. E su una legge che, a colpi di «me ne frego di Bruxelles» (Salvini) può innescare la rottura con la Commissione. E il famoso piano B di uscita dall' euro in nome del disegno sovranista.

giovanni tria 5

 

LE MOSSE DEL MINISTRO

Da parte sua Tria, nelle prossime ore, si muoverà su un' altra direttrice: la ricomposizione della manovra, in quanto l' articolato di legge è ancora tutto da scrivere. L' idea è che se ormai la battaglia sul numero del deficit è persa, quella per la qualità dei provvedimenti è ancora in corso e dunque lo stesso 2,4 per cento può avere un colore diverso in base alla qualità delle misure.

TRIA BY VAURO

 

Tradotto: un piano di investimenti se possibile ancora più sostanzioso di quello annunciato dal premier Conte, e soprattutto credibile; un reddito di cittadinanza disegnato in maniera un po' meno assistenziale, un piano per ammorbidire la legge Fornero selettivo (priorità nell' uscita a disoccupati e redditi bassi) e quindi sostenibile nel medio-lungo periodo.

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