di maio huawei

TAKE MY BREATH HUAWEI/1 – MATTARELLA DÀ IL VIA LIBERA AL MEMORANDUM SULLA VIA DELLA SETA, MA IL 5G RESTERÀ FUORI DALL’INTESA. IL FASTIDIO DELLA LEGA PER L'ATTIVISMO DI DI MAIO – LE AZIENDE CINESI NON SARANNO ESCLUSE DALLA RETE, MA SARANNO ATTIVATE PROCEDURE SPECIALI DI SICUREZZA – L’INTERNET DELLE COSE, I BIG DATA E LA RACCOLTA DEI DATI: ECCO PERCHÉ CHI CONTROLLERÀ IL 5G CONTROLLERÀ LE NOSTRE VITE

zte huawei

1 – DAGONEWS SULLA VIA DELLA SETA - XI JINPING AVVERTE: SE ANNACQUATE IL PROTOCOLLO D'INTESA, SALTA LA VISITA IN POMPA MAGNA IN ITALIA, IN CUI PECHINO MOSTRERÀ AGLI USA DI AVER 'SCIPPATO' UN MEMBRO G7-NATO

 

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagonews-via-seta-xi-jinping-avverte-se-annacquate-198167.htm

 

2 – TRIA E MOAVERO ESCLUSI DA DI MAIO SÌ A HUAWEI, MA CONTROLLI POTENZIATI

Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

sergio mattarella luigi di maio

Il piatto forte è stata la Brexit. Ma i settanta minuti del pranzo di lavoro al Quirinale sono serviti anche per sminare la strada del memorandum of understanding per la Nuova Via della Seta. Con un avvertimento di Sergio Mattarella al governo: tenete fuori il dossier 5G da questa partita.

 

E, soprattutto, ascoltate con la massima attenzione le preoccupazioni degli Stati Uniti per l' ingresso delle cinesi Huawei e Zte nella nuova rete ultraveloce, prendendo le giuste contromisure e tutti gli accorgimenti necessari per evitare pericoli per la sicurezza nazionale.

 

xi jinping

IL VIA LIBERA

Il premier Giuseppe Conte e il vicepremier Luigi Di Maio, che in prima persona hanno tessuto la tela per l' accordo che verrà siglato il 23 marzo alla presenza del presidente cinese Xi Jinping, non hanno fatto una piega. Ciò che volevano incassare era il via libera del Colle. E questo è arrivato.

 

Perché, osservano nell' entourage del capo dello Stato, nel memorandum sono rispettati i criteri europei, anzi sono più severi e stringenti di quelli fissati da Bruxelles. E perché già ben 13 Paesi dell' Unione hanno aderito alla stessa intesa. «Insomma, si fa una gran polemica fondata sulla sabbia».

 

via della seta luigi di maio

Durante la colazione di lavoro è però emersa l' irritazione di Matteo Salvini e di Giancarlo Giorgetti, che poco apprezzano il protagonismo di Di Maio in politica estera ed economica. Tant' è che il vicepremier leghista ha fatto sapere che non sarà presente alla firma del memorandum.

 

Ed è saltato fuori il fastidio dei ministri Giovanni Tria (Economia) ed Enzo Moavero Milanesi (Esteri) tagliati fuori entrambi da Di Maio, sia nelle relazioni con Pechino (ben due i viaggi del leader grillino in 8 mesi), sia nella stesura dell' accordo per la Nuova Via della Seta. Attenzione, nulla di eclatante.

 

luigi di maio versione stalin

Né Tria, né Moavero durante il pranzo hanno attaccato il vicepremier 5Stelle. «Ma alcune espressioni e certi sguardi sono stati eloquenti...», viene raccontato. E dai loro entourage, a conferma del malumore, filtrano giudizi taglienti su Di Maio, giudicato «troppo superficiale e un tantino incompetente nella corsa a firmare l' intesa».

 

E «per nulla attento alla necessaria collegialità, indispensabile in un' operazione tanto importante». Con il rischio di «trasformare il memorandum in un cavallo di Troia dei cinesi in Italia, telecomunicazioni incluse».

 

IL NODO

matteo salvini come donald trump 1

E qui si torna al nodo del 5G alle aziende cinesi Huawei e Zte. Il vero tema di allarme del Quirinale, Salvini, Giorgetti e Moavero, molto attenti all' altolà lanciato da Washington. Da qualche giorno a palazzo Chigi il comitato ad hoc sull' uso del golden power (il potere del governo di impedire il passaggio in mani straniere di aziende in settori strategici) ha analizzato il dossier, arrivando alla conclusione che per escludere Huawei e Zte dalle reti 5G sarebbe necessaria una modifica alla normativa esistente.

 

Operazione giudicata «difficile». Ma non del tutto esclusa: se n' è parlato come «ipotesi di scuola» durante il pranzo. Perciò, per venire incontro alle preoccupazioni di Mattarella relative alla sicurezza nazionale e per ammorbidire gli altolà di Washington - Trump minaccia di tagliare fuori l' Italia dalle comunicazioni sensibili e dallo scambio di informazioni riservate nel settore dell' intelligence - il governo si sta orientando a seguire la strada già imboccata dalla Germania: nessuna esclusione delle aziende cinesi dalla rete 5G, ma attivazione di «tutti gli strumenti atti a garantire la sicurezza nazionale e la riservatezza delle comunicazioni sensibili».

MOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLA

 

LE MISURE PER LA SICUREZZA

Come? A palazzo Chigi richiamano la direttiva europea Nis, recepita dall' Italia nel maggio scorso, volta a «garantire un elevato livello di sicurezza delle reti internet e dei sistemi informativi» che si applica, appunto, «agli operatoti dei servizi di tlc essenziali e ai fornitori dei servizi digitali».

 

In più Di Maio al ministero dello Sviluppo ha attivato il Ceva, il Centro di valutazione della sicurezza informatica. E nel febbraio scorso ha istituito con decreto il Centro di valutazione e certificazione nazionale (Cvcn) «per la verifica delle condizioni di sicurezza e dell' assenza di vulnerabilità di prodotti, apparati, e sistemi destinati ad essere utilizzati per il funzionamento di reti, servizi e infrastrutture strategiche».

 

LUIGI DI MAIO IN CINA CON MICHELE GERACI

Comitato, ha detto il premier martedì davanti al Copasir e ha ripetuto ieri a Mattarella, «che potrà essere potenziato». Sul Colle non si sono alzati sopraccigli. Tanto più perché la stessa linea è stata adottata da Berlino e Londra, alleate anche loro degli Stati Uniti.

 

 

3 – COS’È IL 5G E QUALI SONO I RISCHI?

Da “il Messaggero”

 

COME FUNZIONA LA RETE E PERCHÉ È DIVERSO DAL 4G

5g

Con la sigla 5G si intende la quinta generazione degli standard e delle tecnologie per la rete mobile. Rispetto al precedente 4G offre delle prestazioni di connessione molto più elevate, almeno di dieci volte superiori. La vera rivoluzione è nel fatto che in una connessione 5G la latenza, cioè il tempo che trascorre dall' invio di un segnale alla ricezione, è quasi nulla. Il che vuol dire che le comunicazioni fra i dispositivi più diversi (non solo gli smartphone quindi, ma tutti quei device che dispongono di una connessione alla Rete) saranno pressoché istantanee, stabili e garantiranno una qualità eccellente.

michele geraci matteo salvini

 

IN CHE MODO CAMBIERÀ LE NOSTRE VITE

Se oggi Internet fa parte delle nostre vite, con il 5G le nostre vite saranno parte di Internet. Dagli smartphone agli elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici e tv, fino alle auto a guida autonoma, ai semafori e alle telecamere, ai tornelli, ma anche agli impianti produttivi, alle centrali energetiche, con il cosiddetto Internet of Things, ogni cosa sarà non solo connessa, ma interconnessa, e cioè in grado di dialogare per offrire servizi personalizzati. Il che produrrà una mole di dati immensa, i Big data appunto. Si calcola che dal 2018 al 2022 ci saranno 22 miliardi di nuovi oggetti collegati al web.

 

COME SARANNO RACCOLTI I DATI E CHI LI GESTIRÀ

smart city

L' enorme flusso di dati che transiterà sulle reti 5G sarà immagazzinata, come assicura Fabio Moresi, responsabile wireless marketing di Huawei Italia, «nei data center degli operatori telefonici». Huawei infatti, come altre aziende del settore (dalla svedese Ericsson alla cinese Zte) fornisce le reti ma non influenza il traffico. «È un po' come se Huawei producesse una macchina, ma poi l' utilizzo della stessa è a discrezione degli operatori telefonici, che comunque ne sono i garanti», spiega Moresi. La gestione e l' eventuale sfruttamento dei dati stessi spetterà quindi a questi ultimi.

michele geraci giuseppe conte giorgetti aquilanti

 

NEL MIRINO GLI STANDARD DI SICUREZZA

Sulla carta, da un punto di vista tecnico, il 5G è lo standard di connessione più sicuro in assoluto, con un livello di crittografia superiore a quello delle reti 4G attuali. La differenza rispetto a ora è che i data center (i cervelloni dove i dati sono immagazzinati) non saranno più a sé stanti, ma dialogheranno fra loro, perché la trasmissione delle informazioni fra dispositivi sarà continua: eventuali intrusioni e intercettazioni potrebbero avvenire proprio in questa fase. Sarebbe un' operazione molto difficile per degli hacker esterni, decisamente meno complessa per chi fornisce la rete.

 

5g smart city

A CHI FA CAPO IL CONTROLLO DI HUAWEI

Ufficialmente, Huawei è un' azienda di proprietà dei suoi dipendenti (come una sorta di cooperativa). Quale sia l' effettiva influenza del governo cinese sulla compagnia, resta un mistero. Quello che si sa è che Huawei è stata fondata da Ren Zhengfei, ex ufficiale dell' esercito popolare cinese, che oggi, a 74 anni, è presidente della società. Quest' ultima è un colosso della tecnologia i cui prodotti sono impiegati in oltre 170 nazioni, da circa un terzo della popolazione mondiale. L' azienda, conosciuta soprattutto per gli smartphone, rappresenta in realtà il 30% circa del mercato delle reti mobili.

donald trump

 

QUALI SONO I PERICOLI POTENZIALI

Il presidente Usa Donald Trump ha parlato più volte di rischi per la sicurezza nazionale nell' affidare le reti 5G ad aziende cinesi. «Chi possiede le reti, potenzialmente è in grado di intercettare e, peggio, modificare i dati che vi transitano», spiega Stefano Fratepietro, esperto di cybersecurity di Tesla Consulting. «Si parla ovviamente di scenari che non avrebbero senso in un periodo di pace e di collaborazione come quello attuale. Ma in caso di conflitto il 5G potrebbe diventare un' arma, che permetterebbe di bloccare intere infrastrutture e di prendere il controllo delle informazioni».

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