belloni di maio scotti link

A MATTARELLA PIACCIONO LE DONNE – IL COLLE PUNTA SULLA BELLONI PER PALAZZO CHIGI: IL SEGRETARIO GENERALE DELLA FARNESINA ERA IN PRIMA FILA AD APPLAUDIRE DI MAIO NELL'UNIVERSITA' DI ENZO SCOTTI - IN ALTERNATIVA ALZA LA TESTA LUCREZIA REICHLIN – ALL’ECONOMIA SI CANDIDA COTTARELLI, ANCHE SE I GRILLINI PREFERIREBBERO ZINGALES – IL RISCHIO DEL GOVERNO DI TREGUA: SOFFOCATO IN CULLA DA DI MAIO E SALVINI

 

1. UNA GONNELLA LA PRIMA SCELTA DEL QUIRINALE

Marco Conti per il Messaggero

 

BELLONI SORRIDE A DI MAIO

Le contorsioni dei partiti per evitare che nelle prossime ore Sergio Mattarella presenti un suo governo, simbolo dell' incapacità delle forze politiche a trovare un' intesa, sono notevoli. Tra chi trama e chi spera, ieri nei corridoi di Montecitorio era tutto un fitto parlare. Dopo i primi strepiti si comprende che in realtà al voto a luglio o ad ottobre, non vorrebbe andare nessuno.

 

Ma il gioco in atto tra i partiti, dove vince chi frena per ultimo, non esclude il burrone e quindi la fine di una legislatura di fatto mai nata. Una sorta di teatrino che al Quirinale si osserva con un certo interesse mentre si lavora per mettere su una squadra di esperti-neutrali che dovrebbe traghettare il Paese o verso un nuovo governo o verso le urne.

 

IL PASSO

 

DI MAIO SCOTTI1

Oggetto privilegiato delle attenzioni di tutti è ancora una volta Silvio Berlusconi, vero convitato di pietra di una legislatura che, come la precedente, non lo contempla perchè ancora ineleggibile. Il Pd teme di aver sbagliato i conti sperando che alla fine un esecutivo si sarebbe messo in piedi grazie ad un' intesa M5S-Lega che oltre a includere FdI, potesse in qualche modo tenere dentro anche FI.

 

Dopo mesi trascorsi tra telefonate e messaggini con Matteo Salvini, il leader pentastellato ha chiuso le comunicazioni con il leader di via Bellerio e ha acceso i motori della campagna elettorale. «Di Maio - si ragiona tra i grillini - può cambiare idea solo se Salvini decide di sedersi lui al tavolo». Ovviamente con il suo 17% e non con il 37% di tutto il centrodestra. Al passo di lato, o all' appoggio esterno per sostenere un governo M5S-Lega, Berlusconi non ci pensa proprio.

Elisabetta Belloni

 

 

Ad irritare ieri mattina il Cavaliere le parole del numero due della Lega Giancarlo Giorgetti che invitava il leader azzurro al «senso di responsabilità» e a fare un passo di lato per permettere la nascita di un governo a forte trazione populista e sovranista. Un balletto che al Quirinale ha ricordato molto quello andato in onda qualche settimana fa e che alla fine aveva lasciato Di Maio con il cerino in mano per un accordo dato per fatto e che invece si è schiantato sulla scarsa volontà di Salvini di andare al governo da solo rischiando di lasciare a FI una prateria di voto moderato non anti-europeista e anti-atlantico.

 

elisabetta belloni

Il pressing delle ultime ore, indotto dalla imminente presentazione da parte di Mattarella di un esecutivo tutto suo, non sembra smuovere il Cavaliere che non vuole sentirsi dire ciò che deve fare. Diverso, sarebbe stato se fosse stato lui a decidere passo di lato, appoggio esterno, astensione o via libera a Salvini ad andare al governo senza di fatto sancire la fine del centrodestra. Per ora il governo di servizio sembra poter contare sui voti di Pd, LeU e di sparuti gruppi.

 

Contrari restano i grillini e il centrodestra che però continua a dividersi sulla tempistica del voto. Particolare non da poco visto che, senza voto di fiducia, al Quirinale in versione Mattarella non resta che decretare la fine della legislatura e prendere il calendario per la data del voto che sarà dopo sessanta giorni. Per fermare la clessidra servirebbe votare la fiducia o un atto delle forze politiche che ritengano non utile le urne a fine luglio o ai primi di agosto.

 

In attesa che si completino le contorsioni dei partiti, Mattarella lavora con i suoi consiglieri alla lista dei ministri e, soprattutto, per individuare il presidente del Consiglio che andrà in Parlamento a ricordare ai partiti che sarebbe meglio, prima di tornare alle urne, assolvere a due o tre impegni non da poco: partecipazione dell' Italia ad importanti appuntamenti europei, legge di Bilancio con annessa sterilizzazione dell' aumento dell' Iva e modifica della legge elettorale.

LUCREZIA REICHLIN

 

Dal Quirinale partiranno oggi le telefonate ai possibili premier e ministri per un esecutivo snello di 12-13 dicasteri. Per ogni casella si sono messi più nomi e non solo professori, ma anche imprenditori, servitori dello Stato e molta società civile. Per la presidenza del Consiglio si punta su una donna. La prima donna-premier, per un compito difficile e che potrebbe durare poco. Tra i nomi più gettonati quello di Elisabetta Belloni (segretario generale della Farnesina), Marta Cartabia (vicepresidente della Corte Costituzionale), Lucrezia Reichlin (economista), ma anche Giampiero Massolo (ambasciatore di lungo corso), Carlo Cottarelli (già commissario alla spending review).

 

 

2. COTTARELLI O TABELLINI PER IL MINISTERO DELLE FINANZE

Francesco Grignetti per la Stampa

 

COTTARELLI

Visto che in extremis qualcosa si sta muovendo nel campo del centrodestra, la corsa verso il «governo neutrale» si è opportunamente rallentata. Ma non s' è fermata. E quindi cresce la curiosità per i nomi di chi potrebbe rispondere alla chiamata del Quirinale. Si moltiplicano i boatos.

 

TABELLINI

Nel frattempo la rosa dei possibili ministri si va arricchendo o anche scremando, o per nuovi innesti, o per gentile diniego degli interessati, o per ulteriori riflessioni. Nell' elenco dei papabili, per dire, è scivolato verso il basso il nome di Marta Cartabia, vicepresidente della Corte costituzionale, molto stimata dal Presidente della Repubblica, in quanto il sacrificio da richiederle sarebbe davvero troppo: ha davanti ancora 3 anni di mandato da giudice costituzionale e forti chance di finire da presidente. Ugualmente è in calo il nome di Alessandro Pajno, il presidente del Consiglio di Stato.

 

LUIGI ZINGALES

In altri casi, giocano valutazioni di opportunità. Nulla da obiettare, per esempio, sul profilo della brillante Lucrezia Reichlin, docente alla London Business of Economics, ma certo che la sua storia familiare (vedi il babbo Alfredo Reichlin, ex deputato del Pci, e la mamma Giuliana Castellina, ex deputata del Pdup e fondatrice del Manifesto) è fin troppo marcatamente comunista. Un po' come è per un altro ottimo economista, Luigi Zingales, che per un breve tempo è stato vicino a Renzi, ha fondato poi un suo movimento «per fermare il declino» assieme al giornalista Oscar Giannino, e che negli ultimi tempi si è molto avvicinato alle tematiche del M5S.

 

ALESSANDRO PAJNO

Resta in auge la figura di Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina. Magari non come premier del governo che potrebbe essere, ma più probabilmente come ministro degli Esteri. Così come restano all' attenzione i nomi di due possibili ministri dell' Economia, quali l' ex rettore della Bocconi, Guido Tabellini, oppure Carlo Cottarelli, ex Fondo Monetario Internazionale, che nel novembre 2013 era stato nominato Commissario straordinario per la spending review da Enrico Letta, e da Renzi è stato poi spedito nuovamente a New York. Da ultimo guida un Osservatorio dell' Università Cattolica di Milano sui conti pubblici «Se il Quirinale chiama, io ci sono», ha avvertito.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO