landini bonomi conte mattarella

MATTARELLA SPINGE CONTE A SIGLARE LA TREGUA CON CGIL E CONFINDUSTRIA PER EVITARE LA BOMBA SOCIALE - L'INTERVENTO DEL COLLE È STATO FATTO CON L'INTENZIONE DI PREVENIRE LA DEGENERAZIONE DEL CONFLITTO SOCIALE IN GUERRIGLIA. IL PATTO FAVORITO DALL' ACCORDO CHE HA ACCONTENTATO TUTTI SULLA PROROGA DEL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI FINO A MARZO 2021 E SULLA CASSA INTEGRAZIONE COVID GRATUITA PER I DATORI DI LAVORO…

Alessandro Barbera e Ilario Lombardo per “la Stampa”

MAURIZIO LANDINI GIUSEPPE CONTE

 

La tregua è nei silenzi. Di Maurizio Landini, leader della Cgil, come di Carlo Bonomi, presidente di Confindustria: uno controparte dell' altro, avversari per statuto, oggi irritualmente uniti dallo stesso sentimento di prudenza verso il governo, cauti anche loro di fronte alle piazze incarognite che manifestano contro il lockdown. Nulla però in queste ore è casuale. Le proteste sono il sintomo di una situazione al limite che ha fatto scattare l' allarme anche del Quirinale.

 

L' azione del Capo dello Stato non si è però limitata solo a una mediazione politica e istituzionale, portata avanti coinvolgendo le opposizioni e cercando una rapida soluzione con le Regioni ancora riluttanti ad assumersi la responsabilità della chiusura.

 

giuseppe conte sergio mattarella

L' intervento del Colle è stato più ampio, fatto con l' intenzione di prevenire che il conflitto sociale sfugga di mano e si trasformi in guerriglia. La tregua del governo con sindacati e Confindustria va inquadrata in questo contesto che, come ha ribadito la ministra dell' Interno Luciana Lamorgese al premier Giuseppe Conte, rischia di scivolare nel caos. Il sindacalista Landini e il capo degli imprenditori Bonomi non sono certo uomini che evitano le polemiche o due interlocutori facili o clementi nei confronti di Conte,

 

eppure nella catastrofe annunciata dalle nuove misure di confinamento la loro voce non si è aggiunta al frastuono politico di chi asseconda il legittimo terrore di commercianti, ristoratori, tassisti, operatori del turismo e via elencando tutte le altre categorie che sono tagliate fuori dai ristori automatici, dalla cassa integrazione Covid. In una parola: i non garantiti. Coloro che nell' imminenza delle chiusure previste nelle zone arancioni e rosse vedono assottigliarsi ogni speranza di sopravvivenza per la propria attività.

conte mattarella

 

Ecco, in questa cesura tra chi, lavorando nel pubblico impiego o nelle grandi aziende private, è tutelato, e chi invece no, va cercata la spiegazione delle scelte che stanno dietro l' ultimo Decreto del presidente del Consiglio e della maggiore disponibilità che si percepisce dalle parti sociali.

 

Forse parlare di asse tra Conte, Landini e Bonomi è troppo, ma sicuramente c' è un patto tacito, nato dall' emergenza sanitaria, dalla necessità di non compromettere la pace sociale già profondamente messa a dura prova dal virus, e favorito dall' accordo che ha accontentato tutti sulla proroga del blocco dei licenziamenti fino a marzo 2021 e sulla Cig Covid gratuita per i datori di lavoro.

conte mattarella

 

Per salvare gli autonomi le Regioni pretendono l' automatismo degli indennizzi, il governatore piemontese Alberto Cirio e il collega del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga vanno oltre e si spingono fino a chiedere la sospensione delle tasse per tutto il 2021.

 

Il decreto ristoro bis, che alla fine dovrebbe contenere su per giù due miliardi di euro aggiuntivi, prova a rispondere a queste richieste, ma soprattutto riflette le profonde paure che hanno fatto tentennare il capo del governo in queste ultime due settimane.

CARLO SANGALLI - CARLO BONOMI - GIUSEPPE CONTE

 

Anche di fronte all' insistenza degli scienziati o di ministri come Roberto Speranza e Dario Franceschini che chiedevano il blocco immediato e più esteso possibile, Conte ha indugiato. Le sue perplessità, il gioco di sponda con i renziani e i grillini, per chiudere di volta in volta il meno possibile lo hanno fatto apparire indeciso, ma dal suo punto di vista erano giustificati dai dati in ripresa dell' economia. Alla fine ha spuntato quanto ha potuto.

 

carlo bonomi foto di bacco (2)

Minimizzare i lockdown, concentrarli solo dove il contagio è fuori controllo, garantire l' apertura dei negozi fuori dalle zone rosse, tenere il coprifuoco ovunque alle 22 vuol dire permettere ai ristoranti di lavorare sull' asporto per salvare le cene agli italiani, e vuol dire non fermare i tassametri. Il resto verrà con una nuova e forte iniezione di liquidità, un nuovo scostamento di bilancio e una manovra finanziaria da ridisegnare.

GIUSEPPE CONTE MAURIZIO LANDINI

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?