landini draghi 9

"LO SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI DEVE ESSERE PARTE DI UN PROCESSO COMPLESSIVO: C'È IL RISCHIO DI GENERARE RABBIA SOCIALE" - IL SEGRETARIO DELLA CGIL, MAURIZIO LANDINI: "IN QUESTA FASE IL MERCATO DA SOLO NON E' IN GRADO DI AFFRONTARE I PROBLEMI E CREARE LAVORO. VA ANCHE BENE L'IDEA DI RICONVERTIRE I LAVORATORI, MA NON BISOGNA LASCIARE SOLE LE PERSONE. DIAMOCI GLI STRUMENTI PER AFFRONTARE LA SITUAZIONE - IL GOVERNO NON PUO' CONVOCARCI SOLO PERCHÉ FACCIAMO CASINO, COME SUGLI APPALTI: DEVE DIVENTARE UNA REGOLA PER LE RIFORME - IL LAVORO DEVE TORNARE AL CENTRO, SE NON AVVIENE SI MOBILITA IL PAESE…"

Niccolo Carratelli per "la Stampa"

 

LANDINI DRAGHI 9

«Non si cambia il Paese senza il mondo del lavoro». Maurizio Landini lo ripete più volte, quasi a voler rendere più forte il messaggio da recapitare a Mario Draghi. «Il governo accetti di confrontarsi con noi su tutte le riforme - dice il segretario della Cgil - il coinvolgimento preventivo delle parti sociali deve diventare un vincolo, il lavoro delle persone deve essere una priorità della politica o sarà rottura sociale».

 

Dal fisco alle pensioni, dagli ammortizzatori sociali alla pubblica amministrazione, «abbiamo le nostre proposte e devono tenerne conto», avverte Landini durante l'intervista con il direttore de La Stampa, Massimo Giannini, per la trasmissione "30 minuti al Massimo" (la versione integrale è disponibile su lastampa. it). Inevitabile, però, partire dalla sentenza sull' ex Ilva di Taranto, le condanne per i fratelli Riva nel processo per il disastro ambientale causato dall' acciaieria pugliese.

LANDINI DRAGHI 7

 

Landini, come valuta questa sentenza?

«Come noto, noi della Cgil ci siamo costituiti parte civile di questo processo, abbiamo sempre pensato che la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini venga prima del profitto e del mercato. E abbiamo sempre denunciato ciò che l'azienda dei Riva non aveva fatto, le responsabilità su troppi ritardi e furbizie.

 

Al di là della sentenza, ora è importante accelerare tutti gli investimenti, per far sì che la nuova azienda, con la presenza dello Stato, sia in grado di produrre acciaio rispettando salute e ambiente. La discussione va portata sul risanamento dell'acciaieria, perché il Paese ha bisogno della siderurgia, ma la salute e la sicurezza sono un vincolo sociale.

 

LANDINI DRAGHI 1

L'ex presidente della Puglia Nichi Vendola, condannato a 3 anni e mezzo, parla di «verità calpestata»

«È una sentenza di primo grado, penso non si possa mettere sullo stesso piano l'azienda e gli ex amministratori di Regione e Provincia, che comunque hanno combattuto per cambiare le cose. Ho rispetto per la sentenza, ma anche per chi si sente penalizzato dalla decisione dei giudici».

 

La vicenda Ilva corre da tempo, con governi diversi e promesse non mantenute. E ora?

«Si trascina da quasi 10 anni, noi siamo rimasti all' accordo che garantiva l' occupazione, poi non siamo stati più coinvolti. Ora serve un'operazione che dia prospettiva e, con i finanziamenti europei e gli obiettivi sulla decarbonizzazione, ci sono condizione nuove da sfruttare.

 

mario draghi maurizio landini

Anche per superare la contrapposizione tra due diritti equivalenti, salute e lavoro?

«C'è un principio importante che è stato affermato in questo anno di pandemia: un'azienda che non è in grado di garantire le condizioni di sicurezza non deve lavorare, si deve fermare. Noi, unici in Europa, abbiamo firmato un protocollo anti-Covid nei luoghi di lavoro, che poi è stato recepito dal governo ed è diventato legge».

 

Ma continuano a esserci troppi morti sul lavoro, oggi (ieri, ndr) altri due

«Non è accettabile. A maggior ragione che ora ci sono meno ore di lavoro e più lavoro a distanza, eppure si continua a morire come avveniva 20 o 30 anni fa».

 

protesta dei sindacati per la fine del blocco ai licenziamenti

Da che dipende? Si spende meno per la sicurezza?

«Penso sia un problema anche culturale, bisogna ristabilire la centralità della sicurezza. Il tema fondamentale è la prevenzione, con una formazione per i lavoratori e per gli imprenditori. Poi servono nuove assunzioni all' Ispettorato del lavoro: su 4 milioni di imprese ne vengono controllate 15-20mila all' anno. Poi, come ti ritiro la patente se non rispetti le regole e fai cose che non vanno, stessa cosa va fatta con gli appalti».

 

mario draghi maurizio landini

Il governatore di Bankitalia Visco ha elogiato i governi che hanno sostenuto imprese, lavoratori e famiglie, ma ha spiegato che non si può continuare con un'economia assistita. Condivide?

«Nessuno pensa di restare a regime con un'economia assistita, ma non possiamo tornare semplicemente a come stavamo prima della pandemia. Bisogna usare i quasi 300 miliardi che arriveranno per produrre cambiamenti, fare le riforme, ma anche scelte di politica industriale. Visco si è posto il problema del ruolo dello Stato: io penso che in questa fase il mercato da solo non sia in grado di affrontare i problemi e creare lavoro».

 

CORONAVIRUS LICENZIAMENTI

Da Confindustria motivano la necessità di sbloccare i licenziamenti con il fatto che molte aziende non sono più in grado di stare sul mercato e possono liberare figure qualificate per altre imprese. Far licenziare per far assumere?

«Io dico che lo sblocco dei licenziamenti deve essere parte di un processo complessivo: va anche bene l' idea di riconvertire i lavoratori, ma non bisogna lasciare sole le persone. Se, in un momento come quello che stiamo vivendo, si mandano via i lavoratori dalla sera alla mattina, c' è il rischio di generare rabbia sociale. Prima discutiamo bene le scelte, diamoci gli strumenti per affrontare la situazione, definiamo percorsi di politiche attive: con quali forme assumiamo questi lavoratori?».

 

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

Ha visto che, paradossalmente, Salvini si è detto disponibile a considerare la vostra richiesta di prolungare il blocco dei licenziamenti? La Lega più vicina del Pd: la mette in imbarazzo?

«Non mi imbarazza niente. Noi abbiamo chiesto al governo di riaprire il confronto e abbiamo chiesto incontri a tutte le forze politiche, visto che il Parlamento deve discutere il provvedimento. Con il Pd abbiamo già fissato un incontro per affrontare la questione. Non faccio distinzioni e non metto bandierine, ognuno deve dire cosa vuole fare. Noi diciamo: allunghiamo il blocco dei licenziamenti e avviamo la riforma degli ammortizzatori sociali».

LICENZIAMENTI CORONAVIRUS

 

Il compromesso trovato nella maggioranza di governo sembra ormai definito: se il confronto non si riapre?

«Non escludiamo nulla, faremo assemblee con i lavoratori e decideremo insieme con Cisl e Uil. Di certo, non è un problema economico, visto che le risorse per la cassa integrazione Covid sono state usate solo per il 50%. Se aprono come hanno fatto sul tema degli appalti bene, altrimenti valuteremo le iniziative più opportune».

 

Sugli appalti la mediazione raggiunta vi soddisfa?

È un compromesso virtuoso. Non si ragiona solo di percentuale, ma anche di qualità del lavoro delle imprese, di fatto si dice che non puoi mai subappaltare più del 50% e che il subappaltatore deve garantire ai lavoratori gli stessi diritti, le stesse condizioni economiche e di sicurezza dell' azienda appaltante. Poi è fondamentale ridurre le stazioni appaltanti - da noi sono 39 mila, in Germania 3 mila - e assumere tecnici, ingegneri, geometri: più della metà del tempo di realizzazione delle opere è legato al processo autorizzativo, è lì che bisogna accelerare».

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

 

A proposito di progetti, parliamo della formula di governance del Piano di ripresa e resilienza: il coinvolgimento delle parti sociali vi soddisfa? L'impressione è che Draghi consulti, ma non concerti

«Non ci soddisfa pienamente: va bene la cabina di regia alla presidenza del Consiglio, elemento centrale che governa il piano, ma noi abbiamo chiesto di coinvolgere le organizzazioni sindacali nel processo decisionale e sulla realizzazione delle riforme, nonché la possibilità di confronti permanenti con i singoli ministeri, per entrare nel merito dei progetti.

 

In generale, il punto è che non possono convocarci perché facciamo casino, come sugli appalti, ma deve diventare una regola per tutte le riforme: mi devi ascoltare prima e tenere conto del mio pensiero. Non ci deve essere la preoccupazione che se arriva sindacato poi non si risolvono problemi, si può fare presto e bene anche con il nostro contributo. Il lavoro deve tornare al centro, se non avviene si mobilita il Paese».

LA TASSA DI SUCCESSIONE PROPOSTA DA ENRICO LETTA - VIGNETTA DI KRANCIC

 

Cosa pensa della proposta del segretario del Pd, Enrico Letta, sull' aumento della tassa di successione per creare una dote per i giovani?

«Nulla in contrario, ma credo si debba ragionare su una riforma complessiva del fisco e su una vera lotta all' evasione, all' interno della quale inserire anche il tema delle successioni, visto che in Italia siamo di fronte a un livello tassazione troppo basso, che non ha paragoni in Europa. Non possiamo affrontare un tema singolo, condivido il pensiero di Draghi. Serve un intervento più ampio ispirato al criterio della progressività, con l'obbiettivo di aumentare il netto dei alari e delle pensioni: ai giovani bisogna offrire opportunità di lavoro stabile».

 

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI

Meglio il governo di Conte o quello di Mario Draghi?

«Sono due situazioni molto diverse, intanto perché Conte ha fatto due governi: nel primo il confronto non esisteva, con il secondo invece abbiamo fatto cose importanti, dall' intervento sul cuneo fiscale al blocco dei licenziamenti. Il governo Draghi ha una storia e un' autorevolezza differenti, ma deve accettare di confrontarsi con noi sui contenuti».

ENRICO LETTA IN BICICLETTA SUL LITORALE PISANO - PH MASSIMO SESTINI

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