leandro cuzzocrea ignazio gibilaro

VIZI E SERVIZI - IL CAPO DELL'AISI BRUNO VALENSISE, ACCOMPAGNA ALL'USCITA LEANDRO CUZZOCREA, CHE TRASLOCA ALLA VICEDIREZIONE DEL DIS, E DA' IL BENVENUTO A IGNAZIO GIBILARO - ENTRAMBI VENGONO DALLA GUARDIA DI FINANZA - CON QUESTE DUE NOMINE, SU PROPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO CON DELEGA AI SERVIZI, ALFREDO MANTOVANO, IN QUASI TRE ANNI IL GOVERNO MELONI HA CAMBIATO LA QUASI TOTALITÀ DEI VERTICI DELL’INTELLIGENCE ITALIANA. MA NON E' FINITA: ORA TOCCA ALL'AISI...

Dalla Newsletter “Radar” di Gabriele Carrer

 

LEANDRO CUZZOCREA

Sarà Leandro Cuzzocrea, classe 1963, già capo di stato maggiore della Guardia di Finanza, il nuovo vicedirettore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), l’organismo che coordina l’attività delle due agenzie di intelligence italiane. Con un mandato quadriennale, prenderà il posto del prefetto Alessandra Guidi, arrivata a scadenza (fu nominata dal governo Draghi nell’estate 2021). Lo rivelano fonti qualificate a Radar.

 

A gennaio il generale Cuzzocrea era stato nominato vicedirettore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi) andando a occupare la casella lasciata libera dal prefetto Vittorio Rizzi, promosso direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza al posto della dimissionaria Elisabetta Belloni.

 

La novità all’Aisi

Come vicedirettore dell’Aisi, l’agenzia guidata da Bruno Valensise dall’aprile dell’anno scorso, arriverà, sempre dalla Guardia di Finanza, il generale Ignazio Gibilaro, classe 1961, attualmente comandante interregionale per l’Italia Centrale (competente per le Regioni Lazio, Abruzzo, Umbria e Sardegna).

IGNAZIO GIBILARO - GUARDIA DI FINANZA

 

Dal 2004 al 2008 è stato comandante del Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata, reparto speciale delle Fiamme Gialle che si occupa di contrasto delle infiltrazioni criminali nel tessuto economico italiano.

 

Nel 2012 Gibilaro ha pubblicato il volume Il ruolo delle Forze di polizia nella strategia della sicurezza nazionale, scritto assieme all’avvocato Sergio Santoro, presidente onorario del Consiglio di Stato. Il volume fu presentato da Gianfranco Fini, allora presidente della Camera, e da Anna Maria Cancellieri, ai tempi ministra dell’Interno.

LEANDRO CUZZOCREA

 

La firma sui decreti della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per le nomine di Cuzzocrea e Gibilaro è attesa a ore. Sulle scelte ha avuto un ruolo centrale l’Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il più ascoltato consigliere della presidente Meloni su questi temi.

 

Fin dai primi mesi dopo l’assunzione dell’incarico, Mantovano aveva palesato la volontà di rafforzare gli sforzi dell’intelligence sul fronte economico-finanziario, anche alla luce del cosiddetto nanismo italiano. “Il nostro tessuto imprenditoriale è formato prevalentemente da piccole e medie imprese che fanno prodotti di eccellenza ma che sono pressoché indifese davanti a possibili attacchi da intelligence ostili”, mi aveva spiegato il generale Mario Mori, già comandante del Ros dei Carabinieri e direttore del Sisde (divenuta poi Aisi).

 

Ignazio Gibilaro

“Per Paesi come Francia e Stati Uniti è diverso: le loro aziende hanno già da sé una certa capacità di penetrazione, anche grazie alle loro dimensioni”, aveva aggiunto.

 

Rivoluzione Meloni

Con queste due nomine il governo Meloni ha, in quasi tre anni, cambiato la quasi totalità dei vertici dell’intelligence italiana.

 

Al Dis ha nominato Rizzi e i suoi due vice, Cuzzocrea e Mario Cinque, generale dei Carabinieri, che ha preso il posto di Giuseppe Del Deo, diventato presidente di Cerved dopo aver lasciato il servizio a soli 51 anni con il benestare dell’esecutivo dopo alcune vicende rivelate dal quotidiano Domani e mai chiarite.

 

All’Aisi ha voluto Valensise e Gibilaro, confermando Carlo De Donno, generale dei Carabinieri, che era stato nominato dal governo Conte II a inizio 2021 e lo scorso novembre ha ottenuto una proroga di due anni oltre l’età pensionabile.

 

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

All’Aise, invece, è rimasto il direttore Giovanni Caravelli, generale dell’Esercito, promosso (da vicedirettore) dal governo Conte II nel 2020 e confermato dal governo Draghi; è stato nominato a settembre prefetto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, come attestato di fiducia da parte dell’esecutivo dopo le tensioni con il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Sono cambiati, invece, i vicedirettori, oggi tutti generali dell’Esercito:

 

Carlo Zontilli, nominato a inizio 2023 con un mandato di due anni e poi rinnovato per altri quattro a febbraio; Francesco Paolo Figliuolo, già alla guida del Comando operativo di vertice interforze e commissario straordinario sia per l’emergenza Covid-19 sia per la ricostruzione delle Regioni colpite dall’alluvione, che alla fine dell’anno scorso ha ottenuto un mandato di due anni prendendo il posto del “civile” Nicola Boeri (entrato nell’allora Sismi a metà anni Ottanta, appena dopo la laurea) che ha raggiunto l’età pensionabile.

GIORGIA MELONI E ALFREDO MANTOVANO - FOTO LAPRESSEgiorgia meloni alfredo mantovanoALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO