giorgia meloni matteo salvini ue europa mes

MELONI NELLA RETE DI SALVINI – STEFANO FOLLI INFILA IL DITO NEL PASTICCIO DEL MES: “LA PREMIER ERA FAVOREVOLE A UNA SOLUZIONE DI COMPROMESSO SUL MES, MAGARI UN PO’ PASTICCIATA MA TALE DA EVITARE UNA COMPLETA ROTTURA CON BRUXELLES. INVECE SALVINI HA COLTO L’OCCASIONE PER REGOLARE VECCHI CONTI. HA MESSO CON LE SPALLE AL MURO LA RIVALE MELONI, INCHIODANDOLA ALLA SUA PASSATA RETORICA ANTI-EUROPEA. CHI NEL SETTEMBRE ‘22 HA VOTATO FRATELLI D’ITALIA, NELLA SPERANZA DI FAVORIRE LA NASCITA DI UN MODERNO PARTITO CONSERVATORE, OGGI ASSISTE AL RITORNO DEL ‘SALVINISMO’…”

Estratto dell’articolo di Stefano Folli per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

Bilancio di fine anno per le due coalizioni, chiamiamole così, in cui si articola il bizzarro bipolarismo italiano. Hanno due caratteristiche in comune: sono entrambe male assortite e al tempo stesso inamovibili. E c’è anche una terza caratteristica: l’una e l’altra presentano gli stessi limiti e divisioni interne, per cui – al di là della propaganda – sono quasi una lo specchio dell’altra. In conclusione entrambe rappresentano una garanzia di non-governo, come avrebbe detto Ugo La Malfa in anni lontani. […]

 

Il centrodestra al potere non sa o non riesce a dare un’impronta netta alle sue scelte di politica economica, è deludente nel campo sociale, inerte sulle riforme, a cominciare dalla giustizia. Inoltre adesso dovrà gestire il rapporto con l’Europa dopo il “no” al Mes.

 

La frattura interna che ha portato al prevalere della linea intransigente di Salvini non prefigura un’idea coerente del futuro dell’Unione né propone una credibile alternativa all’attuale establishment . Tutti hanno capito che la premier Meloni era favorevole a una soluzione di compromesso, magari un po’ pasticciata ma tale da evitare una completa rottura con Bruxelles. Invece Salvini ha colto l’occasione per regolare vecchi conti.

 

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI - MEME BY OSHO

Aveva già cominciato tempo fa con i raduni dell’estrema destra, aperti persino ai neo-nazisti tedeschi. Nessuna prospettiva di indicare un futuro per l’Europa che non sia la dissoluzione, in sintonia con i desideri dell’amico Putin.

 

L’obiettivo concreto, del tutto riuscito, ha coinciso con una mossa di politica interna: mettere con le spalle al muro la rivale Meloni, inchiodandola alla sua passata retorica anti-europea per spingerla verso una rinnovata delegittimazione. Così il destra-centro dimostra di trovare la sua unità, ma al prezzo di radicalizzarsi.

 

Chi nel settembre ‘22 ha votato Fratelli d’Italia nella speranza di favorire la nascita di un moderno partito conservatore, oggi assiste al ritorno del “salvinismo”, peraltro con una peculiarità: la Lega non è più al 34 per cento nel Paese, come nel ‘19, ma appena sotto il 10. Una bella differenza, eppure è sufficiente per mettere in crisi la leadership meloniana. Di cui resta l’atlantismo, la difesa tutt’altro che ambigua dell’Ucraina e, almeno finora, delle ragioni di Israele nella tragedia mediorientale. Ma tutto il resto naufraga nei giochi tattici interni e si risolve in una forma di immobilismo.

 

GIORGIA MELONI - ER MES - MEME BY DAGOSPIA

Lo stesso immobilismo di cui dà prova la sinistra in modo quasi simmetrico. Sul Mes il Pd è favorevole in Parlamento, il partito di Conte contrario. Così da confermare che, a parti rovesciate, l’Italia non saprebbe dimostrarsi un partner affidabile, al pari della destra. Risultato: la tendenza alla paralisi si ripropone anche nella seconda coalizione, percorsa dagli stessi vizi.

 

Un’opposizione che troppo spesso si affida agli slogan per coprire la carenza di una visione, cioè di un’idea dell’Italia, come si sarebbe detto un tempo. Al momento è certo solo che un eventuale ricambio al governo — di cui comunque non si vede alcun segnale attraverso i sondaggi — si risolverebbe con la sostituzione di un gruppo di potere a un altro.

 

FRUTTETO DITALIA - VIGNETTA BY MACONDO

Ma l’immobilismo sarebbe ancora il filo conduttore dello psicodramma nazionale. Se Giorgia Meloni sembra aver esaurito la carica dinamica su cui aveva costruito la sua immagine, Elly Schlein è lontana dall’aver imposto la sua guida all’intesa di centrosinistra. Il prossimo futuro vede la radicalizzazione reciproca delle due coalizioni. […]

QUANDO GIORGIA MELONI ERA CONTRARIA AL MES - 2QUANDO GIORGIA MELONI ERA CONTRARIA AL MES - 3giorgia meloni e matteo salvini.

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...