MERCOSUR, NON È ANCORA FINITA – EUROPA E SUD AMERICA FIRMANO L’ACCORDO SUL LIBERO SCAMBIO, CHE CREA UN UNICO MERCATO DA OLTRE 700 MILIONI DI CONSUMATORI. UNO STRUMENTO CONTRO TRUMP E LA SUA GUERRIGLIA DEI DAZI – MA SERVIRANNO MESI PER ARRIVARE ALLA RATIFICA DEI VARI PARLAMENTI NAZIONALI. E RESTANO INTERROGATIVI SULL'EFFETTIVA POSSIBILITÀ DI RENDERE OPERATIVO UN’INTESA ANCORA OSTAGGIO DELLA POLITICA E DEL SETTORE AGRICOLO – MELONI HA IL PROBLEMA DELLA LEGA CHE INSISTE: “VOTEREMO CONTRO IL MERCOSUR”
Estratto dell’articolo di Emanuele Bonini per “La Stampa”
ACCORDO COMMERCIALE UE MERCOSUR
Ci è voluto un quarto di secolo, ma alla fine l'Ue e i Paesi del Mercosur firmano un accordo di libero scambio che può cambiare equilibri e logiche. Perché non c'è solo il ritorno economico, che vale decine di miliardi di euro, ma anche un sistema di alleanze che nel mondo di oggi vuol dire anche e soprattutto una difesa contro la politica muscolare degli Stati Uniti di Donald Trump.
Il grosso è fatto, ma niente è concluso perché restano interrogativi tutti europei sull'effettiva possibilità di rendere operativo un accordo ancora ostaggio della politica e del settore agricolo.
protesta contro il mercosur degli agricoltori con i trattori a milano
Il dato politico è quello di una giornata storica, come tutti i partecipanti – Ue, Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Bolivia e Panama – non hanno mancato di sottolineare. Del resto il negoziato affonda le radici nel 2000. «Ringrazio l'Ue per la tenacia», sottolinea Santiago Peña, presidente del Paraguay, Paese con la presidenza di turno del Mercosur.
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Unione europea e America latina si ritrovano uniti contro Trump: «Entrambe le parti ci guadagnano economicamente, diplomaticamente e geopoliticamente», scandisce la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che non manca di mandare frecciate alla Casa Bianca. «Il nostro segnale al resto del mondo è chiaro: l'UE e il Mercosur stanno scegliendo la cooperazione rispetto alla competizione e il partenariato rispetto alla polarizzazione».
ACCORDO COMMERCIALE UE MERCOSUR
Questa cooperazione vale un unico mercato da oltre 700 milioni di consumatori tra i due diversi continenti, un'area di libero scambio che rappresenta il 20% del Pil mondiale, e flussi commerciali da capogiro: alle fine del 2024 il valore del «made in EU» esportato nei quattro Paesi fondatori del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay) ha raggiunto i 53,3 miliardi di euro, contro importazioni dal sud America per 57 miliardi di euro.
La Commissione Ue stima che con l'eliminazione dei dazi che deriverà dall'accordo il volume d'affari europeo verso l'America del sud crescerà del 39% in valore di export, più le ricadute occupazionali su suolo comunitario, per un totale di 50 miliardi di euro in più.
JAvier Milei - Luis Alberto Lacalle Pou - URsula Von der Leyen - Lula - Santiago Pena
[…] Martedì gli agricoltori torneranno ad assediare coi trattori il Parlamento europeo per ribadire il «no» a un accordo considerato come lesivo del settore per assenza di stessi standard, controlli serrati e clausole di salvaguardia efficaci. Giovedì (22 gennaio) l'Europarlamento voterà la fiducia alla Commissione in ragione di un accordo col Mercosur che non piace, e il giorno prima (21 gennaio) è previsto un voto per rinviare l'accordo commerciale alla Corte di giustizia Ue per un parere sulla validità giuridica del testo.
protesta contro il mercosur degli agricoltori a milano
I nodi da sciogliere non mancano per un accordo che non entrerà in vigore subito. Servirà la ratifica di tutti i Parlamenti nazionali, europei e sudamericani, per un iter che potrebbe richiedere molti mesi. C'è quindi un accordo provvisorio sostitutivo, che decadrà in via automatica nel momento in cui l'ultimo parlamento nazionale avrà approvato l'accordo di libero scambio.
L'accordo sostitutivo, sottoscritto per far entrare in vigore in via provvisoria l'intesa euro-sudamericana, dovrà comunque ottenere il via libera di Parlamento e Consiglio Ue. Questione di qualche settimana, sempre che i nodi vengano sciolti.
matteo salvini giorgia meloni foto lapresse.
Il presidente dell'Argentina, Javier Milei, esalta l'Italia e il suo governo. «Ringrazio la premier Meloni che con il suo compromesso e il suo sostegno ha reso possibile l'accordo». Quindi assicura che porterà subito in Parlamento il provvedimento di ratifica perché, spiega, «questo accordo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza». […]
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