draghi conte gabrielli belloni vecchione

IL “METODO DRAGHI” SULLA CYBER SECURITY - COME DAGO-ANTICIPATO, A DIFFERENZA DELLA FONDAZIONE CHE VOLEVANO CONTE E VECCHIONE, L’AGENZIA PER LA CYBERSICUREZZA NAZIONALE SARÀ UNA PERSONALITÀ GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO CHE NON SOTTRAE COMPETENZE AL MINISTERO DELL’INTERNO E DELLA DIFESA - A REGIME AVRÀ MILLE DIPENDENTI E NON SI OCCUPERÀ SOLO DI WEB E DIFESA VIRTUALE, MA ANCHE DI GOLDEN POWER E 5G…

mario draghi giuseppe conte

L'AGENZIA NAZIONALE DI CYBERSECURITY SARÀ A CAPITALE "MISTO", CIOÈ PUBBLICO-PRIVATO, DIPENDERÀ DAL GOVERNO E NON RIENTRERÀ NEL DIS, COME VOLEVANO CONTE E VECCHIONE. AVRÀ UN AD CHE È STATO GIÀ INDIVIDUATO NEL DIRETTORE DELLA POLIZIA POSTALE, L'OTTIMA NUNZIA CIARDI… (DAGOSPIA DEL 19 MAGGIO 2021

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/fare-bel-servizio-servizi-franco-gabrielli-elisabetta-belloni-270674.htm

 

1 - SEI MESI FA IL PIANO DELL'EX PREMIER BLOCCATO MA DRAGHI HA PREPARATO IL TERRENO CON I PARTITI

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

Con un Consiglio dei ministri pressoché indolore, Palazzo Chigi ha dato il via libera al decreto legge che riforma la governance della cybersicurezza. Appena sei mesi fa ci aveva provato Giuseppe Conte, ma era stato bombardato dalla sua stessa maggioranza.

 

franco gabrielli foto di bacco

Il Pd era contrario, Luigi di Maio nutriva forti riserve, Carlo Calenda accusava il premier di «giocare allo 007» in piena emergenza Covid e Matteo Renzi invocava lo stralcio della norma spuntata a sorpresa nella manovra economica. Una bufera dentro il perimetro della maggioranza, che costrinse il giurista a rinunciare ai suoi piani.

 

Nulla del genere è successo sul testo di riforma che mette l' Agenzia per la cybersicurezza nazionale sotto il controllo di Mario Draghi e dell' autorità delegata, Franco Gabrielli. Intanto perché l' Acn sarà pubblica e non privata, come invece sarebbe stata la fondazione di Conte: una struttura che secondo i critici avrebbe invaso i campi della cyberintelligence, sottraendo poteri e funzioni di competenza dei servizi segreti, il Dis e le agenzie Aise e Aisi.

 

giuseppe conte gennaro vecchione

Il controllo della fondazione di diritto privato immaginata dall' ex premier sarebbe andato a Gennaro Vecchione, il prefetto che guidava il Dis finché Draghi non ha deciso di sostituirlo con Elisabetta Belloni.

 

Lo schema ora è completamente rovesciato, come d' altronde è anche lo scenario politico. La nuova agenzia è una personalità giuridica di diritto pubblico che non invade il campo della cyberintelligence e non sottrae competenze al ministero dell' Interno o a quello della Difesa. Prova ne sia il fatto che Luciana Lamorgese e Lorenzo Guerini, contrariamente all' era Conte, non hanno sollevato obiezioni riguardo alla nascita di una struttura che sarà una sorta di ministero per la cybersicurezza nazionale.

 

MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI

Mercoledì sera, durante la cabina di regia politica a Palazzo Chigi, i partiti si sono detti sostanzialmente d' accordo. Giancarlo Giorgetti era assente per questioni di agenda e non certo, assicurano i suoi, perché il Mise (come altri ministeri) dovrà cedere qualche competenza alla neonata agenzia.

 

mattarella draghi

Il ministro leghista dello Sviluppo sarebbe «sostanzialmente indifferente» al decreto e un atteggiamento simile avrebbero mostrato i 5 Stelle di rito contiano. L' unica questione sollevata dai partiti riguarda l' arruolamento di qualcosa come 800 tecnici, molti dei quali altamente qualificati. Stefano Patuanelli durante il Consiglio dei ministri ha voluto sapere come verranno reclutati e dubbi analoghi ha sollevato Renato Brunetta.

 

ADOLFO URSO

Se in Cdm è filato (quasi) tutto liscio, è anche perché lo staff di Draghi aveva lavorato al dossier per settimane, preparando il terreno con le forze politiche e con il Copasir. Il resto lo ha fatto l' interlocuzione, tecnica e politica, con il Quirinale, vista anche l' attenzione del presidente Sergio Mattarella al rischio di attacchi informatici da parte di Stati o gruppi criminali. Preoccupazioni che il presidente del Consiglio condivide, tanto da esternare con il suo staff la soddisfazione per la svolta: una riforma che l' ex presidente della Bce giudica «fondamentale», perché aumenta la resilienza cybernetica del Paese e "proptegge" le riforme del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

 

giuseppe conte gennaro vecchione 1

L' Acn sarà un centro nevralgico di raccordo con Bruxelles, per la messa in sicurezza degli investimenti pubblici e privati connessi con il Recovery. Per dirla con il dem Enrico Borghi, membro del Copasir, «adesso l' Italia ha le carte in regola, in un momento in cui la rivoluzione tecnologica impone un salto di qualità».

 

Non è un caso allora che Mario Draghi abbia voluto il via libera della sua squadra alla vigilia del G7 che sia apre oggi in Cornovaglia, nel Regno Unito.

 

FRANCO GABRIELLI ADOLFO URSO

Anche grazie a questa riforma, il capo dell' esecutivo di unità nazionale può mostrare ai vertici della Ue che le infrastrutture che nasceranno con i miliardi del Recovery saranno messe in sicurezza. Il tema della difesa cibernetica delle infrastrutture sensibili sarà di certo toccato anche domani, quando a margine del G7 il capo del governo italiano avrà il suo primo incontro bilaterale con il presidente americano Joe Biden.

 

JOE BIDEN

Fino ad oggi l' Italia in questo campo si è solo difesa, La scelta del direttore della nuova agenzia spetta al presidente del Consiglio, che ogni anno, dopo aver consultato il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, dovrà redigere la strategia nazionale della sicurezza cyber.

 

In corsa per la direzione dell' Agenzia c' è Roberto Baldoni, il professore di ingegneria informatica e vicedirettore generale del Dis, con delega alla cybersecurity, che ha lavorato al testo del decreto come già alla riforma mancata di Conte. Ma tra i ministri gira anche il nome di Nunzia Ciardi, che proprio Gabrielli scelse per guidare la Polizia Postale.

 

nunzia ciardi polizia postale

2 - NASCE IL CONTROSPIONAGGIO CYBER DECIDERÀ PURE DI 5G E GOLDEN POWER

Claudio Antonelli per “la Verità”

 

Pronti e via. Ricomposto l' equilibrio del Copasir, il governo ha subito sottoposto il testo del decreto al comitato per il lancio della nuova agenzia di cybersecurity. E ieri pomeriggio ha riunito il Cdm per avviare subito i motori dell' imponente macchina che dovrà sovrintendere alla sicurezza nazionale in tutti i suoi campi virtuali.

 

rocco casalino con giuseppe conte

La maxi agenzia che a regime avrà circa 1.000 dipendenti non si occuperà solo di Web, cyber security e difesa virtuale, ma anche di golden power e 5G. Avrà la possibilità si chiudere accordi con altre nazioni o con singole aziende private. Potrà suggerire aggiornamenti normativi ma anche comminare sanzioni e utilizzare i propri dipendenti in qualità di pubblici ufficiali. In sostanza, l' Acn (questo l' acronimo) va ad accentrare poteri che prima erano in capo al ministero dello Sviluppo economico o ad altri dipartimenti di Palazzo Chigi e avrà l' ultima parola sui dossier più delicati.

LE LACRIME DI ROCCO CASALINO DOPO IL PASSAGGIO DELLE CONSEGNE TRA CONTE E DRAGHI

 

Un enorme potere che riferirà a due figure a basta. Il presidente del Consiglio e il Copasir. Lo schema iper accentrativo ha un suo enorme vantaggio: consentirà di limare i tempi morti della burocrazia e le difficoltà di dialogo tra un comitato e l' altro. «L' Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria», si legge nel testo.

«I regolamenti previsti dal decreto possono recare disposizioni anche in deroga alle norme vigenti, in relazione all' assolvimento delle funzioni di tutela della sicurezza nazionale nello spazio cibernetico attribuite all' Agenzia stessa», prosegue il decreto.

 

MATTEO SALVINI GIANCARLO GIORGETTI FEDERICO DINCA

Gli incarichi, si spiega inoltre «del direttore generale e del vice direttore generale hanno la durata massima di quattro anni e sono rinnovabili, con successivi provvedimenti, per una durata complessiva massima di ulteriori quatto anni». L' Agenzia «può richiedere la collaborazione di altri organi dello Stato, di altre amministrazioni, delle forze di polizia o di enti pubblici per lo svolgimento dei suoi compiti istituzionali».

 

Ovviamente delegare a una struttura pubblica (ma svincolata dai ministeri) tutto questo potere impone una particolare attenzione. Senza dimenticare che nel corso dei prossimi sette anni transiteranno diversi miliardi nei budget di spesa. Va comunque segnalato che l' approccio di Mario Draghi su questa tematica è completamente diverso dagli schemi messi in cantiere e per fortuna non realizzati da Giuseppe Conte.

 

draghi conte

Un solo esempio per capire la differenza. L' avvocato del popolo voleva creare un Fondazione alla diretta dipendenza del Dis con uno schema un po' confuso. Soprattutto le bozze di decreto bypassarano il Copasir e quindi il vaglio democratico del Parlamento. Il bliz di Conte fu fermato - va detto - grazie a Fdi, Pd e Italia viva. Ieri invece il governo ha condiviso le bozze e a quanto risulta a La Verità recepito nel testo finale alcune osservazioni avanzate dal Copasir.

 

cybercrime 6

Ci sarà l' audizione del direttore dell' Agenzia e il controllo del comitato sulle assunzioni. Va segnalato che saranno gestiti al di fuori delle prassi della Pa. Inoltre il governo dovrà informare preventivamente il Copasir della nomina di direttore e vicedirettore e avviare una relazione periodica sull' attività dell' agenzia. Nella bozza circolata mercoledì non erano presenti tutti questi dettagli.

 

polizia postale

Segnale che il dialogo tra istituzioni sembra essere ripartito. Un tema fondamentale per evitare qualunque tipo di abuso in un comparto per definizione segreto e al tempo stesso potenzialmente invasivo. Va ricordato che l' Acn pescherà personale dal Dis e da altre strutture ma non avrà dipendenza formale dalle altre agenzie di sicurezza nazionale. Due i candidati per la direzione. L' attuale responsabile della cyber del Dis, Robero Baldoni, e Nunzia Ciardi, attuale capo della polizia postale.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…