METTI UNA SPIA A TAVOLA/1 - ‘’SE VOLETE GIUNGERE AL CUORE DI UN UOMO, LA STRADA PIÙ BREVE PASSA PER LO STOMACO”, SOSTENEVA FEDERICO UMBERTO D’AMATO, EMINENZA NERA DELLA ''STRATEGIA DELLA TENSIONE'' (DALLE BOMBE DI PIAZZA FONTANA IN POI), POI INASPETTATO CRITICO ENOGASTRONOMICO DELL’”ESPRESSO” DI SCALFARI-CARACCIOLO – NEL SUO LIBRO “MENU E DOSSIER”, IL PIU' TEMUTO SPIONE D'ITALIA SCODELLA I GUSTI (E LE DEBOLEZZE) DEL PALATO DEI VIP ATTOVAGLIATI: GIANNI AGNELLI (“UN PASTASCIUTTARO’’); GIULIO ANDREOTTI (''BUCATINI ALL’AMATRICIANA, NON VISTO DALLA MOGLIE''); ARBORE (''SI GUARDA BENE DAL BERE BIRRA''); NATALIA ASPESI (''SPIRITOSISSIMA E FAZIOSA ANCHE A TAVOLA''); LUCIO BATTISTI (“DIFENDE TENACEMENTE A TAVOLA LA SUA PRIVACY ED AFFERMA IL DIRITTO DI ESSERE SOLO, LUI E IL SUO PIATTO”); ROBERTO BENIGNI (“MA A CHE SERVONO LE POSATE?”)
‘’Se volete giungere al cuore di un uomo, la strada più breve passa per lo stomaco”
Estratto da “Menù e dossier” di Federico Umberto D’Amato, editore Dissipatio-MAGOG (2023) – parte prima
AGHA KHAN Karim, capo religioso, piuttosto benestante: buon appetito e buon gusto con gioiosa curiosità per i piatti a lui nuovi. Ando in visibilio assaggiando per la prima volta gli spaghetti ai ricci di mare e l'aragosta «alla gallurese». Seguendo le regole religiose non beve (almeno in pubblico, dicono i maligni). È un po' afflitto per la pancetta incipiente anche perché non gli frutta nulla (è stata abolita l'usanza del regalo annuale all’Agha Khan di brillanti per il suo peso corporeo).
AGNELLI Gianni, industriale: fortunato in tutto, fra i primi dell’alfabeto anche negli elenchi. Lo fanno passare per un tipo a mozzarella e prosciutto e non è vero, è un pastasciuttaro. Ama chiedere un piatto solo, spesso quello del giorno, e goderselo in abbondanza. Chiude con una grappa Picolit. Quando si siede a tavola, sa già perché sta lì e affronta direttamente l’argomento.
AGNELLI Susanna, politica: fine mangiatrice. Predilige il pesce. Molto più femminile di quanto non dicano i suoi impegni politici e sociali, sensibile al riconoscimento di tale sua qualità.
AGNELLI Umberto, industriale: ottimo commensale, anche se di riservato comportamento. Ma se un piatto gli è piaciuto lo dice con riconoscenza al maître. È un po’ timido ed accetta che il commensale prenda l’iniziativa del discorso.
AL BANO e ROMINA, cantanti: genere naif, cose semplici e caserecce.
ALICE, cantante: bell’appetito e tendente allo sfizioso (tagliatelle in fonduta con carciofi). Vino Sangiovese.
ALMIRANTE Giorgio, politico: stile e buon gusto a tavola. Se qualcuno glielo fa rilevare, si sente lusingato.
ALTISSIMO Renato, politico: di gusti semplici, mangia poco ma bene. Preferisce assumere calorie sotto forma di whisky. Non appena il discorso passa dalla politica all’imprenditoria, diventa un’altra persona.
AMATO Giuliano, politico: eccellente buongustaio che detesta la monotonia; guai all’oste che gli propone lo stesso piatto due giorni di seguito. Ama molto la frutta fresca e beve poco: uno o due bicchieri.
GIULIANO AMATO ALLA STAMPA ESTERA
AMENDOLA Giorgio, politico: un piatto di spaghetti al pomodoro.
ANDREATTA Nino, politico: conflittualità fra gola e dieta che si tratti di abbuffata o di insalata, il suo comportamento a tavola non è il massimo dello chic: si agita e fa scricchiolare paurosamente la sedia. Non mangia, ingerisce, sempre concludendo con una grossa porzione di gorgonzola con il peperoncino. Lungo allenamento ai “pranzi di lavoro”.
ANDREOTTI Giulio, politico: come è misurato nei suoi gesti lo è altrettanto a tavola. Del romano “mangione” non ha proprio nulla. È molto parco e sfiora il salutismo. Qualche volta dice di invidiare i romani e i loro gusti epicurei, ma quando non ha mal di testa (e adesso ce l’ha molto meno di prima) cede alla tentazione di mangiarsi un piattone di bucatini all’amatriciana, non visto dalla moglie. Chiede ai ristoranti o alle ambasciate – quando si trova all’estero – le tristi piccatine al limone.
marisa laurito giulio andreotti pippo baudo
ANTONIONI Michelangelo, regista: almeno sino a quando era con la Vitti, gran mangiatore. Tortelloni, tagliatelle e salama “esistenzialista” da sugo. Sensibile alla citazione gastronomico-culturale che gli permette divagazioni sul tema.
ARBASINO Alberto, scrittore: OK per cibo e vino.
ARBORE Renzo, attore: scarso interesse per il mangiare; metterebbe filetto di pomodoro su tutti i piatti; adora le orecchiette che gli ricordano la terra natia. Si guarda bene dal bere birra e l’ho sorpreso una volta con una bottiglia di bianco Val di Nievole e altra volta con una di Gutturnio.
ARGENTO Dario, regista: è tanto estroso e truculento nei suoi film d’orrore quanto convenzionale e alieno dal sangue a tavola. Rigatoni, risotto, paté e insalatine e poca carne ma nemica come le scaloppine di vitello o filetto ma cotto à point. Il gusto vampiresco riaffiora nel vino di preferenza rosso.
renzo arbore - spot della birra
ASPESI Natalia, giornalista: spiritosissima e faziosa anche a tavola, moderata mangiatrice (forse per ragioni dietetiche), è in grado di discernere fra ciò che vale e ciò che va evitato.
BAGLIONI Claudio, cantante: allegro mangiatore, ama informarsi sui cibi a disposizione e, se gli è possibile, dare un’occhiata in cucina.
BANFI Lino, attore: seguendo la moda americana che affibbia agli attori soprannomi da una parte del corpo, Lino potrebbe essere “lo stomaco”. Predilige naturalmente, in primis, la “ncapriata” o le “recchietelle” con le cime di rapa (ma servite in una zuppiera) e poi tutto il resto specialmente pesce, una paranza di pesce.
BARBATO Andrea, giornalista: ingozza e ingolla tutto senza distinguere e parlando sempre.
BATTISTI Lucio, cantante: difende tenacemente a tavola la sua privacy ed afferma il diritto di essere solo, lui e il suo piatto. Ottimo intenditore di pesce e di vino ed esatto abbinatore di cibo e bevande.
BAUDO Pippo, presentatore: gastronomo, ghiottone, gourmet, non bada a spese pur di mangiare benissimo e allegramente. Come diceva Rabelais: «Et tout pour la tripe».
BEARZOT Enzo, allenatore: buongustaio che, quand’è con i suoi atleti, mangia semplice per dare l’esempio e, quando è senza di loro, si lancia su salmone, fettuccine, carni e pesci ben salsati. Preferenza per i vini veneti.
BEATRICE d’Olanda, regina: magnifica bevitrice, beve per tre (e non la birra dei suoi sudditi ma grandi vini nostri e francesi).
BENE Carmelo, attore: adora i soufflé.
BENIGNI Roberto, attore: ma a che servono le posate?
BERGMAN Ingrid, attrice: gran dama anche a tavola. Fra le tante prove dell’amore che portò a Roberto Rossellini vi fu quella di frequentare assieme a lui certe orrende trattorie romanesche alla moda in quell’epoca. Ingrid amava molto la minestra di riso con le ortiche, che le ricordava l’infanzia e la nonna.
BERLINGUER Enrico, politico: ha un menu allegro come il suo sorriso, a base di mozzarella e pesce lesso, senza salse. Chiude con una frutta qualsiasi. Suo fratello Giovanni, medico illustre, spesso lo rimprovera perché non apprezza la cucina sarda (e nessun’altra, per la verità).
BERNABEI Ettore, manager di Stato: diversamente dal consuocero Amintore Fanfani, ha scarso interesse per la buona cucina: spaghettini al pomodoro, carne alla griglia, insalate. Quando vuole scialare: fettuccine, agnello scottadito, carpaccio. Beve volentieri il Rosso Piceno oltre ai rossi toscani.
ROBERTO ROSSELLINI INGRID BERGMAN
BETTIZA Enzo, giornalista: sa solo che cos’è il meglio, non si nega alcunché, specie i preziosi bianchi francesi che, fra gli altri, in particolare predilige.
(fine prima parte. continua)
roberto benigni a sanremo 2023
Federico Umberto D'Amato
Federico Umberto D'Amato
Federico Umberto D'Amato
Federico Umberto D'Amato
renzo arbore - spot della birra
renzo arbore - spot della birra








