milena gabanelli regioni a statuto speciale

LE REGIONI A STATUTO SPECIALE SI GODONO I PRIVILEGI A SPESE DI TUTTI NOI – FRIULI-VENEZIA GIULIA, SARDEGNA, SICILIA, TRENTINO-ALTO ADIGE E VALLE D’AOSTA TRATTENGONO LA GRAN PARTE DELLE IMPOSTE E NON PARTECIPANO ALLA FISCALITÀ GENERALE. MA ALLO STATO COSTANO COME LE REGIONI “ORDINARIE” – È QUESTO IL MODELLO A CUI SI ISPIRA IL DDL SULL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA DI CALDEROLI. MI-JENA GABANELLI: “SE DAL NULLA SI VA VERSO 20 REGIONI AUTONOME IL RISCHIO È IL CAOS AMMINISTRATIVO E DI CASSA, PERCHÉ QUANDO I SOLDI NON BASTANO CHI INTERVIENE?” – VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SULLE REGIONI A STATUTO SPECIALE

 

 

Estratto dell'articolo di Milena Gabanelli e Simona Ravizza per il “Corriere della Sera”

 

milena gabanelli inchiesta sulle regioni a statuto speciale

Si narra che il cancelliere tedesco abbia chiesto a Prodi: «Fammi avere la cittadinanza di Bolzano, così potrò passare una vecchiaia prosperosa». A dire il vero l’idea non dispiace a nessuno, anzi: il ddl Calderoli sull’autonomia differenziata, si ispira grossomodo proprio alle Regioni a statuto speciale.

 

Se il decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 2 febbraio 2023 avrà anche il via libera dal Parlamento, diventerà legge, come annunciato, entro l’inizio del 2024. Allora per cominciare vediamo perché in Italia abbiamo 5 Regioni a statuto speciale.

 

il ddl calderoli sull autonomia differenziata - dataroom

L’origine risale all’art.116 della Costituzione del 1948. […] Le ragioni della scelta hanno radici diverse: la forte spinta indipendentista in Sicilia; le rivendicazioni austriache in Trentino-Alto Adige; la prevalenza del dialetto francese in Valle d’Aosta; la complessità linguistica e l’influenza dell’allora regime comunista jugoslavo in Friuli-Venezia Giulia; la povertà secolare in Sardegna.

 

Invece il ddl Calderoli si rifà al comma 3 nato dalla legge costituzionale del 18 ottobre 2001, che conferisce alle Regioni a statuto ordinario (Rso) la possibilità di vedersi attribuite «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia» in 23 materie tra cui istruzione, salute, ambiente, internalizzazione delle imprese, tutela e sicurezza del lavoro e produzione di energia.

 

milena gabanelli inchiesta sulle regioni a statuto speciale 6

[…] In cosa consiste la similitudine fra le Regioni a statuto speciale e il ddl Calderoli? Nel principio che ogni Regione possa negoziare con lo Stato i settori che intende gestire in proprio trattenendo i tributi equivalenti. […]

 

Il punto sostanziale è quello di trattenere per sé la gran parte delle imposte: la Valle d’Aosta si tiene il 100% di Irpef, Ires (imposta per le società), Iva e accise sui carburanti; le Province autonome di Trento e Bolzano il 90% e l’80% di Iva; il Friuli-Venezia Giulia il 59% e il 30% delle accise; la Sicilia il 71% dell’Irpef, il 100% dell’Ires e il 36% di Iva; e la Sardegna il 70% su tutto e il 90% di Iva.

 

i dati sulle regioni a statuto speciale dataroom

Con questi soldi si pagano: sanità, assistenza sociale, trasporti e viabilità locali (che però si pagano in proprio anche Regioni come Lombardia, Toscana e Lazio), manutenzione del territorio, infrastrutture per l’attrazione turistica. La Valle d’Aosta e le due province del Trentino si finanziano anche l’istruzione, ovvero gli stipendi degli insegnanti.

 

milena gabanelli inchiesta sulle regioni a statuto speciale 5

[…] Lo Stato paga tutto il resto: le spese per la giustizia (Procure e tribunali), le forze dell’ordine, le infrastrutture di carattere nazionale (come la rete ferroviaria, i trafori, pezzi di autostrada, a partire da quella del Brennero), i servizi Inps, oltre alla macchina politica e amministrativa statale. Tutte spese che sono finanziate dalla fiscalità generale, alle quali queste regioni non partecipano, o lo fanno in piccola parte.

 

A conti fatti, come mostrano i dati dei Conti pubblici territoriali, lo Stato in media spende all’anno per ogni cittadino italiano che vive nelle Regioni a statuto ordinario 10.737 euro, tanto quanto spende per un cittadino valdostano (10.708), per un abitante del Friuli-Venezia Giulia 12.170, per un trentino 9.343, un altoatesino 9.222, un sardo 9.666, e per un siciliano 8.214. Lo Stato, dunque, non ha di fatto spese minori, in compenso le Rss hanno il doppio delle risorse da utilizzare per i loro territori: la media delle spese per i propri cittadini è di 7.096 euro pro capite contro i 3.688 delle altre Regioni.

 

i dati sulle regioni a statuto speciale dataroom 1

E poi quando c’è un problema si batte cassa, come è il caso della Sicilia, che sui 12 miliardi che gli servono ogni anno per la sanità, 6 se li fa dare dallo Stato.

 

Nelle Regioni a statuto ordinario le spese correnti per l’istruzione (stipendi degli insegnanti, materiale didattico, personale amministrativo, ausiliare, ecc.) pesano in media su ogni cittadino 815 euro l’anno. Trento e Bolzano possono permettersi di spendere rispettivamente 1.495 euro pro capite e 1.304, e la Valle d’Aosta 1.225. Tradotto: il dirigente scolastico di un liceo a Trento guadagna 99.656 euro lordi l’anno, mentre a Vicenza, a parità di anzianità di servizio non supera i 63.000 euro.

 

milena gabanelli inchiesta sulle regioni a statuto speciale 4

[…] Lo stesso discorso vale per il personale della pubblica amministrazione, che è più numeroso e quindi può offrire servizi più capillari ai cittadini. È vero che dovendo svolgere più funzioni è necessaria una maggiore presenza di personale dipendente dalla Regione, ma quel personale è anche pagato meglio: la spesa pro capite è di 2.580 euro contro la media di 1.862 delle altre Regioni.

 

Ingiustificabili, invece, gli stipendi dei consiglieri regionali, come mostra un’elaborazione dati di Matteo Boldrini (Luiss-Cise), Silvia Bolgherini (Università di Perugia) e Luca Verzichelli (Università di Siena). Tra indennità e rimborso forfettario, i consiglieri senza altri incarichi della Val d’Aosta (124 mila abitanti) si mettono in tasca 7.871 euro al mese, 8.800 quelli del Friuli-Venezia Giulia, circa 10.500 in Trentino-Alto Adige e Sardegna, 11.100 in Sicilia. Giusto per fare un confronto con Regioni che hanno più o meno lo stesso numero di abitanti: nelle Marche siamo a quota 9.100, mentre il consigliere dell’Emilia-Romagna ne incassa 7.250.

 

i dati sulle regioni a statuto speciale dataroom 2

[…] I precedenti tentativi di regionalismo differenziato sinora sono finiti nel nulla. […] Adesso dipenderà da come sarà il testo finale della legge. Se il criterio guida sarà quello della programmazione, ovvero di capire qual è il soggetto che a parità di risorse può fare meglio, potrebbe essere una buona cosa.

 

Prendiamo i fondi del Pnrr per l’edilizia scolastica: sono andati ai Comuni saltando le Regioni, ma molti Comuni quei progetti non saranno in grado di realizzarli per mancanza di competenze. Certo, se dal nulla si va invece verso 20 Regioni autonome il rischio è di un caos regolamentare, amministrativo e di cassa, perché quando i soldi non bastano chi interviene? Durante l’emergenza Covid nelle 5 Regioni speciali non solo i ristori sono stati finanziati con la fiscalità generale, ma lo Stato ha anche azzerato il loro concorso alla finanza pubblica, che s’aggira sui 2,3 miliardi di euro l’anno.

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