petrolio immigrati malta

MIGRANTI E PETROLIO. ACCORDO SEGRETO FRA L’ITALIA E MALTA: NOI CI PRENDIAMO I PROFUGHI SUI BARCONI, IN CAMBIO LA VALLETTA CI FA CERCARE OLIO E GAS NELLE SUE ACQUE – SOLO 100 PERSONE SBARCARE SULLE COSTE MALTESI NEL 2015 – L’INTESA RAGGIUNTA DAL DUCETTO CON L’EX PREMIER

 

Paolo Becchi e Cesare Sacchetti per Libero Quotidiano

 

BARCONIBARCONI

Mentre continuano gli sbarchi di migranti sulle coste italiane e infuriano le polemiche sulle responsabilità delle Ong riguardo alla loro presunta collaborazione con gli scafisti, più di qualche osservatore si è chiesto perché alle navi delle Ong non passa nemmeno per la mente di portare i migranti a Malta. La piccola isola nel mezzo del Mediterraneo oggi non è più sfiorata dal problema, eppure si trova più vicino alle coste libiche rispetto alla Sicilia, e secondo le regole del diritto internazionale i migranti andrebbero accompagnati al porto di destinazione più vicino e sicuro per la loro incolumità.

 

renzi muscat maltarenzi muscat malta

Malta ha tutte le caratteristiche richieste dal caso, ma le navi Ong non considerano minimamente di accostarsi ai porti maltesi. La questione riapre un dibattito iniziato lo scorso anno, quando il leader dell' opposizione e del partito nazionalista maltese, Simon Musuttil, in una dichiarazione ripresa da The Independent, accusò apertamente di tradimento il governo maltese per aver sottoscritto un tacito accordo con Roma. A quale accordo fa riferimento il politico maltese?

 

pozzi off shorepozzi off shore

Per Musuttil Roma e La Valletta avrebbero raggiunto un' intesa che prevede l' interruzione dell' arrivo dei migranti sulle coste maltesi in cambio della concessione dei diritti di sfruttamento petroliferi nel tratto di mare a sud-est della Sicilia, a metà strada tra questa e Malta. Su questo punto c' è stato un aspro contenzioso tra i due paesi che ha raggiunto l' apice nel 2012. In quel periodo infatti il governo di Roma estese il tratto di mare dove venivano eseguite delle trivellazioni petrolifere fino a giungere, secondo La Valletta, nelle acque territoriali maltesi.

 

Secondo uno studio indipendente realizzato dalla società Erc Equipoise, il tratto di mare in questione potrebbe fruttare una quantità di petrolio pari a circa 260 milioni di barili. Da qui nacque lo scontro tra Roma e La Valletta. Ma secondo Musuttil il governo maltese avrebbe ceduto alle richieste dell' Italia sui diritti di sfruttamento petroliferi in cambio dell' accoglienza dei migranti a esclusivo carico delle autorità italiane.

Carmelo AbelaCarmelo Abela

 

Il tacito accordo sarebbe stato raggiunto dall' ex premier Renzi lo scorso anno e dal suo omologo maltese, il primo ministro Joseph Muscat, che ora a causa dello scandalo finanziario dei Panama papers è stato costretto a dare le dimissioni. A confermare questo scambio in un primo momento era stata persino una autorevole voce del governo maltese, il ministro degli Interni Carmelo Abela, che aveva parlato di un accordo in questo senso sulla cessione dei diritti petroliferi contesi da Malta in cambio dell' impegno italiano a ricevere gli immigrati irregolari.

0pap52 elisabetta gardini0pap52 elisabetta gardini

 

In un secondo momento lo stesso ministro aveva fatto retromarcia e aveva parlato di «stretta collaborazione» tra Italia e Malta smorzando la gravità delle dichiarazioni precedenti. Questo però non è servito a mettere a tacere le polemiche sull' assenza di Malta nella crisi dei migranti. Dal 2015 delle circa 142.000 persone partite dalle coste nordafricane solamente 100 sono giunte a Malta. Due anni prima, nel 2013, Malta riceveva 2.008 migranti mentre l' Italia si faceva carico di circa 150.000 arrivi. La sproporzione negli sbarchi tra i due Paesi era evidente anche all' epoca, ma è ancora più evidente dopo il 2015 il crollo verticale dei migranti giunti a Malta. Il 99% in meno rispetto a due anni prima.

immigrati barconi 2immigrati barconi 2

 

Una chiara disparità denunciata anche al Parlamento europeo dalla deputata di Forza Italia, Elisabetta Gardini, che aveva chiesto spiegazioni alle istituzioni Ue sui motivi del mancato impegno dei maltesi. Dopo un iniziale silenzio, l' Europa rispose al quesito della Gardini, ma la risposta fu che Bruxelles semplicemente non ne sapeva nulla.

 

Il Commissario alla Migrazione e agli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos, rispose infatti di «non essere a conoscenza di nessun accordo bilaterale tra le autorità maltesi e italiane riguardo alle operazione di recupero nel Mediterraneo». Quindi Bruxelles non smentisce l' esistenza di un tale accordo, e aggiunge che per una strana coincidenza l' area interessata dalle esplorazioni petrolifere si sovrappone a quella dove i migranti vengono recuperati.

pozzi offshorepozzi offshore

 

Roma quindi continua a ricevere migliaia di migranti, mentre La Valletta resta al riparo dal fenomeno. Se questo patto esistesse davvero il primo responsabile degli sbarchi, oltre alle Ong, sarebbe il governo italiano che ha scambiato petrolio con immigrati.

 

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)