kuleba putin

“SOLAMENTE LA NOSTRA VITTORIA MILITARE CONVINCERÀ LA RUSSIA AD AVVIARE SERI NEGOZIATI DI PACE, LE ARMI GARANTIRANNO LA VIA DIPLOMATICA” – IL MINISTRO DEGLI ESTERI UCRAINO, KULEBA: “SPERO CHE LA POPOLAZIONE ITALIANA CAPISCA CHE PUTIN VUOLE LA CRISI ENERGETICA, ECONOMICA E ALIMENTARE IN TUTTA EUROPA. LA RUSSIA INVIDIA IL BENESSERE EUROPEO. NEL SUO MODELLO LA GENTE DEVE VIVERE IN MODO DISUMANO, PRONTA AD OBBEDIRE CIECAMENTE AI CAPI - QUALE POLITICO ITALIANO SAREBBE PRONTO A RINUNCIARE A UNA PARTE DEL SUO TERRITORIO NAZIONALE IN CAMBIO DELLA PACE? CHI IN GIACCA E CRAVATTA TRANQUILLO NEL SUO UFFICIO CI CONSIGLIA DI FARE CONCESSIONI DEVE PRIMA METTERSI NEI NOSTRI PANNI. COSA FARESTE VOI?"

Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

DMYTRO KULEBA

«Dato che mi parla dal Donbass, anche lei è in grado di toccare con mano gli effetti devastanti dei bombardamenti russi e le ragioni del mio argomento di base: solamente la nostra vittoria militare convincerà la Russia ad avviare seri negoziati di pace, le armi garantiranno la via diplomatica», esordisce Dmytro Kuleba nei cinquanta minuti d'intervista dal suo ufficio di ministro degli Esteri a Kiev.

 

Ministro, la questione delle armi all'Ucraina resta controversa in Europa. Non teme che, col protrarsi del conflitto, alcuni alleati si defilino anche per difficoltà politiche al loro interno?

«Non mi faccio illusioni. Nessuna guerra può mai cancellare la realtà della politica interna e nei Paesi democratici è inevitabile che le opposizioni cerchino momenti favorevoli per criticare il governo. Ma non credo che ciò avvenga perché si ignora il pericolo rappresentato dalla Russia di Putin, semplicemente assistiamo a normali lotte di potere. Draghi per esempio ha dimostrato una grande capacità di leadership, non solo riguardo all'Ucraina ma anche nelle questioni europee. E la politica funziona in questo modo: più hai successo più i tuoi avversari sono agguerriti.

 

Donbass

Però quello che conta è la capacità dei leader di spiegare ai cittadini che l'aggressione russa non riguarda solo le case ucraine, bensì ogni famiglia europea. Putin attacca gli equilibri interni, destabilizza, mira a indebolire libertà e democrazia. Se ci pensiamo bene, Mosca intendeva aumentare i prezzi dell'energia ben prima del 24 febbraio. Per fortuna Draghi e anche Macron tengono la barra diritta».

 

Un giudizio generale sull'Europa?

«Positivo. Dopo la visita di Draghi, Macron e Scholz a Kiev vediamo unità, chiarezza d'intenti, ovviamente ci sono differenze tra loro e noi abbiamo bisogno di più armi e di sanzioni più dure contro Mosca. Ma in linea di principio si va assieme nella stessa direzione, unica nostra richiesta è che tutto ciò sia più veloce».

 

dmytro kuleba 7

E il summit in corso che ha approvato il vostro status di Paese candidato a entrare nella Ue?

«Quattro mesi fa l'Ucraina e l'Europa erano molto distanti. Da allora è cambiato tutto. Sappiamo bene che il processo per diventare Paesi membri a pieno titolo sarà lungo.

In ogni caso, il messaggio è già chiaro: l'Ucraina fa parte del progetto di integrazione europea, finisce l'era dell'incertezza, si apre un'epoca nuova tra Paesi che condividono gli stessi valori».

 

Sarà una guerra lunga, ogni giorno centinaia di vittime, l'economia è in crisi: siete pronti a combatterla?

Vladimir Putin con Sergei Shoigu

«Una domanda difficile, ma legittima. Sì, la vita in Ucraina è sempre più difficoltosa e gli europei protestano per i prezzi dell'energia. Ma per noi si tratta di una guerra esistenziale in difesa della democrazia. Nessuno vorrebbe pagarne il prezzo. Spero che la popolazione italiana capisca che Putin vuole la crisi energetica, economica e alimentare in tutta Europa. La Russia invidia il benessere europeo. Nel suo modello la gente deve vivere in modo disumano, pronta ad obbedire ciecamente ai capi. Questa è una guerra tra dittatura e democrazia non scelta da noi o dagli italiani, l'ha imposta Putin. Però si spara sulla nostra terra. La domanda per tutti deve essere: siamo pronti a sottometterci al diktat di Putin? Certo che no, ma allora dobbiamo combattere, se non lo faremo dovremo ammettere che le democrazie sono incapaci di difendere i loro valori. Se Putin dovesse prevalere, le ripercussioni sarebbero planetarie e si rafforzerebbero gli autoritarismi».

putin zelensky

 

Arrivano le armi?

«Difficile protestare con chi ci aiuta. Le armi arrivano e sarebbe stato quasi impossibile senza. Ma non bastano, non sono neppure sufficienti per stabilizzare il fronte del Donbass. La Russia è più forte. In Europa dovreste sempre considerare che noi siamo la vostra prima linea: necessitiamo di cannoni calibro 155 millimetri e lanciarazzi semoventi, oltre a tante munizioni, questa è una sfida dominata dai duelli di artiglieria».

 

In Italia i critici sostengono che se non riceverete armi sarete più aperti al compromesso con Putin

«Equivale a dire: non importa se muoiono tanti ucraini, che vengano massacrati, torturati; non ci interessa che i russi annettano una nazione europea sovrana. Chiunque rifiuta di mandarci armi sostiene le atrocità russe».

 

BOMBE DONBASS 2

A che punto siete con i tentativi per riaprire l'export del grano?

«Stiamo organizzando con successo le strade sino ai porti rumeni e polacchi. Ma non basta. Occorre sbloccare Odessa, cosa che proviamo a fare con la mediazione Onu, la via resta lunga, credo che troveremo una soluzione».

 

E la via negoziale?

«Resta ferma alla scelta aggressiva di Mosca, intendono annettersi tutto ciò che conquistano, i loro cannoni continuano a sparare: questo è lo status quo».

dmytro kuleba 4

 

Crede che Putin si fermerebbe se riuscisse a conquistare tutto il Donbass?

«No, perché lui non vuole solo il Donbass e neppure soltanto l'intera Ucraina, mira ad allargarsi all'Europa, minaccia tutti noi, ci dice che non potremo vivere bene sino a quando i russi vivranno male. Si fermerà solo quando sarà stato sconfitto militarmente».

 

Siete in ritirata dal Donbass e Kharkiv torna sotto attacco. State perdendo?

«Putin voleva occupare il Donbass entro il 9 maggio. Siamo al 24 giugno e ancora combattiamo. Ritirarci in qualche battaglia non significa affatto perdere la guerra».

 

In marzo-aprile, pur di terminare subito la guerra, voi sembravate propensi a riconoscere l'annessione russa della Crimea e le due aree separatiste filorusse nel Donbass create dopo la crisi del 2014. Vale ancora?

BOMBE DONBASS

«Quale politico italiano sarebbe pronto a rinunciare a una parte del suo territorio nazionale in cambio della pace? E di una finta pace, perché i russi vogliono tutta l'Ucraina? Noi continuiamo a difendere l'integrità del nostro territorio sovrano. Chi in giacca e cravatta tranquillo nel suo ufficio ci consiglia di fare concessioni deve prima mettersi nei nostri panni. Cosa fareste voi? Non abbiamo cercato questa guerra, aspiriamo a una pace solida e duratura, certo non a una tregua che dia tempo ai russi di organizzarsi e attaccare di nuovo».

 

PUTIN ZELENSKY

Vale ancora l'offerta del summit Putin-Zelensky?

«Certamente. Sarebbero loro a discutere nello specifico il modo per arrivare alla pace. Tutto è aperto».

 

Anche il fermarsi ai confini del 24 febbraio scorso, abbandonando quelli del 1991? «Sarebbe poco saggio da parte mia enunciare adesso le nostre condizioni. Ma ogni punto sarebbe oggetto di dialogo».

 

Il pericolo dell'asse Cina-Russia?

«Pechino mantiene una politica equilibrata».

 

Vede ancora un ruolo per la mediazione del Papa?

MAPPA UCRAINA - DONBASS - CRIMEA

«Non c'è nulla di nuovo. Saremmo felici di avere il Papa a Kiev. Con la diplomazia vaticana abbiamo molto lavorato ultimamente per spiegare che questa guerra è tutta responsabilità russa e nessuno ha mai provocato Putin».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...