IL MISSILE CHE GLI USA NON VOGLIONO DOVRANNO PAGARLO ITALIA E GERMANIA: 800 MLN € O IL PROGETTO VA BUTTATO (FINORA CI E’ COSTATO 600 MLN) - QUEST’ANNO NIENTE REGALI PER I POLITICI DA DISTRIBUIRE IN CAMBIO DI VOTI - UNA PIAZZA A TORINO INTITOLATA A RITA LEVI MONTALCINI? SÌ, MA LA NIPOTE NE VUOLE UNA ANCHE PER SUO PADRE E PER LA GEMELLA DELLA SCIENZIATA - IL PAPA PREFERISCE NON INCONTRARE FIORITO – FARINETTI INVITA LA POLVERINI...

A cura di Gianluca Di Feo e Primo Di Nicola per "l'Espresso"

1 - E IL MISSILE RICADE SULL'ITALIA
G. D. F. - No, gli americani quell'arma non la vogliono proprio. E così tocca
al governo italiano e a quello tedesco trovare i soldi per completare il progetto oppure mandare tutto al macero. La saga del Meads, il sistema missilistico ad alta tecnologia nato per intercettare i razzi degli Stati canaglia, si arricchisce di una nuova puntata.

La commissione Camera-Senato di Washington ha infatti bocciato la richiesta di stanziare altri fondi per il programma multinazionale. Obama aveva chiesto di investire altri 400 milioni di dollari ma i parlamentari si sono opposti. Così Roma e Berlino rischiano di dovere tirare fuori da sole almeno 800 milioni di euro o rottamare il prototipo, costato finora ai contribuenti italiani oltre 600 milioni di euro.

2 - TUTTO IL RESTO È MANCIA
P.D.N. - Fine legislatura a bocca asciutta. Per deputati e senatori sembra proprio che non ci saranno regalie da distribuire alle clientele dei collegi e alla miriade di enti, associazioni e comuni sempre a caccia di finanziamenti magari in cambio di voti. La "legge mancia" con
la quale per anni si sono distribuiti contributi a pioggia per opere e iniziative locali spesso inutili, quest'anno è rimasta al palo.

Eppure tutto era pronto, sul tavolo del presidente della commissione Bilancio del Senato Antonio Azzolini erano già piovute le centinaia di segnalazioni da di Montecitorio e palazzo Madama. Invece, dopo il varo della legge di Stabilità, la "legge mancia" si è bloccata, soprattutto per la le resistenze dei rappresentanti del Pd.

3 - SOLO RITA NON BASTA
F.L. - La giunta di Piero Fassino ha bruciato le tappe. Sollecitato dal sindaco di Torino, l'assessore alla toponomastica Stefano Gallo ha infatti trovato in pochi giorni una piazza da intitolare a Rita Levi Montalcini, scomparsa il 30 dicembre: uno slargo vicino al parco del Valentino, a due passi dalla casa in cui la scienziata nacque 103 anni fa.

Manca solo l'ok da parte della Prefettura, ma la pratica potrebbe concludersi prima dei dieci anni di solito necessari affinché un luogo di una città possa essere dedicato a un personaggio di alto valore. Tutti d'accordo. O quasi. Perché una nota di disappunto arriva a sorpresa dalla nipote del premio Nobel, consigliere comunale nel capoluogo piemontese tra le file dei Moderati.

«Sono grata di questa attenzione che mia zia Rita, per i suoi risultati e per la sua fama internazionale, senz'altro ha meritato», ha detto Piera Levi Montalcini, «ma la giunta ha dimenticato mio padre Luigi, architetto morto nel 1974, e l'altra mia zia, la gemella di Rita, Paola, pittrice che è mancata nel 2000. Sono stati anche loro grandi personaggi nel loro campo. E anche a loro, da tempo, chiedo che venga dato un riconoscimento. Ma, dopo ben più di dieci anni, non ho ancora avuto risposta». Orgoglio di famiglia.

4 - ALLA LARGA DA FIORITO
P. Fa. - Fiorito imbarazza anche il papa: Non expedit, proprio come la disposizione
di Pio IX che bollava quale inopportuna la partecipazione dei cattolici alla vita politica nell'Italia postunitaria. È questo il concetto invalso in Vaticano al momento di organizzare il tradizionale scambio di auguri di inizio anno fra il pontefice, in qualità di vescovo di Roma, e gli eletti di Comune, Provincia e Regione Lazio. Gli scandali che hanno travolto la Pisana hanno creato imbarazzo anche al Vaticano.

Di qui la decisione della Santa Sede di rompere una tradizione trentennale, introdotta da Giovanni Paolo II: niente più udienza "generale", ma solo un incontro privato col sindaco Alemanno e la governatrice uscente Renata Polverini. Un modo per evitare che il consueto appuntamento con gli amministratori locali potesse trasformarsi in una passerella di "riabilitazione", specie in periodo elettorale. Tanto più che all'appuntamento avrebbero inevitabilmente preso parte anche quei consiglieri regionali, come Franco Fiorito e i suoi colleghi del Pdl, passati alle cronache per le feste scollacciate e le cene a base di ostriche e champagne pagate con fondi pubblici.

5 - SANTANCHÉ FLOP
Ore contate per il partito di Daniela Santanché. I coordinatori regionali del Movimento per l'Italia passano armi e bagagli con il neonato Fratelli d'Italia-Centrodestra nazionale di Ignazio La Russa. Ad aprire le danze l'Emilia Romagna con Riccardo Palmerini e la Lombardia con Massimo Parise che hanno già ufficializzato le dimissioni e a seguire Puglia, Sicilia e Veneto. Un ritorno a casa per molti di loro e per i militanti, 2.500
in tutta Italia, provenienti in maggioranza dalle fila prima del Msi e poi di Alleanza Nazionale.

Questione diversa per il Lazio dove Gianni Alemanno, rimasto nel Pdl, si è portato a casa il loro sostegno in vista della sua ricandidatura al Campidoglio. Si sfalda così, a distanza di quattro anni dalla sua nascita, il partito o per meglio dire la corrente del Pdl facente capo a Daniela Santanché. Nessun aggiornamento per il sito web del Mpli che riporta ancora i nomi dei coordinatori regionali e tacito accordo con La Russa per non dare troppa enfasi alle dimissioni dei vertici del gruppo Santanché. M.Br.

6 - VAL D'AOSTA, IL VITALIZIO NON SI TOCCA
P. Fa. - Nonostante il clima non sia dei migliori, i politici valdostani non riescono proprio a fare a meno dei loro privilegi. A ridosso di Natale la provincia autonoma, equiparata per status a una Regione, ha approvato un legge che riduce il trattamento economico degli eletti, i contributi ai gruppi ed elimina i rimborsi per gli spostamenti (bastavano appena 5 chilometri per averne diritto).

Gli stipendi non saranno più agganciati a quelli dei parlamentari, ma in compenso i consiglieri potranno tenersi stretto il vitalizio, ormai abolito in quasi tutte le regioni: unica concessione, il calcolo col sistema contributivo, meno "generoso" del retributivo. I vitalizi da soli costano alle casse valdostane 1 milione e mezzo l'anno, oltre 12 euro pro capite, la cifra più alta d'Italia. Altro record, il numero dei seggi: ben 35, uno ogni 3.700 abitanti. E quando qualcuno ha provato a chiederne la riduzione a 27, lo scorso aprile, la proposta è stata respinta con la motivazione che il numero previsto dallo Statuto è "congruo".

7 - LABORATORIO FARINETTI
Oscar Farinetti è un imprenditore innovativo dell'agroalimentare. Mr. Eataly ha un cuore che batte a sinistra, sinistra moderna e non bacchettona, ma con l'inizio d'anno prova un salto carpiato con doppio avvitamento: ha invitato Renata Polverini a tenere una lectio magistralis di politica presso la Fondazione di Mirafiore, da lui promossa, che ha sede a Serralunga d'Alba, nelle Langhe. L'incontro con la presidente del Lazio, dimissionaria per il dissesto della Regione e le ruberie dei consiglieri, apre il ciclo intitolato, per colmo d'ironia, "Laboratorio di resistenza permanente".

Farinetti sembra avvertire qualche imbarazzo. Nell'invito agli amici si legge che la lectio polveriniana va letta come «gesto di imparzialità». Per «meglio capire» lo scandalo Fiorito e «discutere i valori a cui si ispira una potente protagonista della destra». Dopo Polverini, presente il 12 gennaio, seguiranno figure più digeribili come Flavio Tosi, Paolo Mieli, Gino Strada. E. A.

8 - MESSNER LANCIA L'ULTIMATUM
A dieci anni dall'apertura del suo Mountain Museum sulle Dolomiti, Reinhold Messner lancia un ultimatum alla Regione Veneto: «L'impianto di risalita o me ne vado». Il "re degli
8 mila", lassù ha trasformato un forte nel museo più alto d'Europa che attira migliaia di turisti.

E da tempo chiede una microfunivia per portare in cima al monte Rite gli appassionati, che invece ora sono costretti a due ore di cammino. Il nuovo impianto di risalita non piace però agli ambientalisti. «Preserviamo dall'assalto invernale almeno
il monte Rite», interviene Mountain Wilderness, «l'impatto sarebbe troppo a rischio, un giorno potremmo ritrovarci qualche investimento alberghiero». M.S.

9 - ZEDDA IN PROCURA
È una vera e propria battaglia quella in corso dallo scorso ottobre dietro il sipario del Teatro Lirico di Cagliari. Oggetto della discordia, tra sindacati, membri del Cda della fondazione e il presidente della Regione Cappellacci da un lato, e il sindaco di Cagliari, nonché presidente della fondazione, Massimo Zedda dall'altro, è la designazione della nuova sovrintendente, fortemente voluta dallo stesso primo cittadino. Marcella Crivellenti infatti, oltre a non aver presentato il suo curriculum nelle procedure della prima manifestazione di interesse, secondo le sigle sindacali - che hanno presentato un esposto in Procura - non ha le competenze adeguate.

Il "sindigo" Zedda dunque, imponendo la "sua" donna di fiducia (anche contro il parere dei principali partiti della coalizione che lo sostiene, Pd e Idv), avrebbe disatteso lo statuto della fondazione. L'ufficialità della nomina è arrivata lo scorso 20 dicembre. Ma il governatore Cappellacci, in attesa di una risposta dal ministero dei Beni culturali, minaccia adesso di bloccare il finanziamento. G. P.

 

monti merkel ANGELA MERKEL E MARIO MONTIIL SORRISO TRA ANGELA MERKEL E MARIO MONTImontecitoriopiero fassino 1980 Rita Levi Montalcini RATZINGER PAPA BENEDETTO XVI FRANCO FIORITO VERSIONE BATMAN ACCANTO AL PALAZZO DELLA REGIONE LAZIO jpegOscar Farinetti RENATA POLVERINI daniela santanchèmessnerCERAVAMO TANTO AMATI DE MAGISTRIS CON ZEDDA EMILIANO E VENDOLA

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