trojan malware

UN MONDO PIENO DI TROJAN - OK AL DECRETO INTERCETTAZIONI, PIÙ SPAZIO ALL'USO DEI SOFTWARE SPIA CHE REGISTRANO TUTTO QUELLO CHE SI DICE INTORNO AL PROPRIO SMARTPHONE, COSÌ I PM NON DOVRANNO AFFATICARSI A FARE LE INDAGINI, QUALCOSA DI COMPROMETTENTE NELL'ARCO DI SEI MESI CON 24 ORE AL GIORNO DI ASCOLTO, UNO LO DICE - SISTO (FORZA ITALIA): COSÌ AVETE CONSEGNATO L'ITALIA AI PM''

1 - INTERCETTAZIONI, OK ALLA FIDUCIA PIÙ SPAZIO ALL'USO DEL TROJAN

Barbara Acquaviti per “il Messaggero”

 

Il compromesso, alla fine, accontenta tutti: le opposizioni possono vantarsi di aver portato a casa il risultato, la maggioranza non deve rinunciare al suo provvedimento e il Parlamento si sottrae allo spettacolo di mostrarsi occupato in tutt'altro mentre in Italia non si parla che di coronavirus.

 

trojan

La maggioranza ieri ha incassato con 304 sì e 226 no - il voto di fiducia della Camera sul decreto intercettazioni, ma per il via libera definitivo bisognerà aspettare giovedì. Perché - per accordo di tutti i gruppi oggi l'aula di Montecitorio sarà impegnata in un esame sprint del provvedimento varato da palazzo Chigi per fronteggiare l'emergenza sanitaria.

 

LE CONTESTAZIONI

Una richiesta, questa, fortemente sostenuta dal centrodestra che si preparava a fare ostruzionismo sul provvedimento attraverso la moltiplicazione degli ordini del giorno. Soprattutto la Lega. Il compromesso raggiunto in capigruppo, dunque, consente di evitare la decadenza del decreto, in scadenza il 29 febbraio, senza dover ricorrere a ghigliottine' dei tempi parlamentari.

 

maria teresa baldini con la mascherina a montecitorio

La contrarietà delle opposizioni rispetto ai contenuti, però, resta intatta. Tra le norme più contestate, c'è quella sull'uso dei cosiddetti trojan: i captatori informatici sono equiparati alle intercettazioni ambientali e sarà possibile utilizzarli non solo per i reati contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali, ma anche per quelli commessi dagli incaricati di pubblico servizio', purché si tratti di reati punibili con la reclusione oltre i 5 anni.

 

Vengono incrementate le funzioni dei pubblici ministeri: spetterà infatti a loro (poi ai gip), e non più alla polizia giudiziaria, stabilire quali ascolti siano rilevanti per le indagini. Il pm avrà anche un altro compito, ossia verificare che nella trascrizione delle intercettazioni non siano riportate espressioni sensibili'. Una sorta di norma salva privacy. Arriva anche una stretta alla pubblicazione sui giornali delle registrazioni telefoniche: quelle irrilevanti saranno coperte dal segreto istruttorio sempre, mentre quelle giudicate rilevanti potranno essere rese pubbliche ma solo dopo che l'indagato ne sarà venuto sa conoscenza.

 

 

2 - INTERCETTAZIONI, SÌ ALLA FIDUCIA L'OPPOSIZIONE: COSÌ IL PAESE AI PM

Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

SPIARE SMARTPHONE INTERCETTAZIONI

 

Incassata la fiducia, la maggioranza ha deciso di posporre il voto finale per il decreto sulle intercettazioni a domani, anticipando quindi l' esame del decreto sul coronavirus, come chiesto dall' opposizione.

 

Nessun problema per la fiducia, che è passata con 304 sì, 226 no e un astenuto. Il nuovo calendario dei lavori messo a punto dalla conferenza dei capigruppo - per consentire l' approvazione del decreto legge coronavirus nella giornata di oggi - prevede il via libera definitivo al provvedimento, nel testo già votato dal Senato, per domani sera. Rivendicano la «vittoria» sia la Lega sia Forza Italia.

 

Per il capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari, «è una vittoria della Lega: una decisione logica e di buon senso che poteva essere assunta prima, invece di perdere tempo prezioso». Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia, scrive su Twitter: «Prima la salute. Finalmente accolta la richiesta che ho avanzato fin da domenica e che è stata condivisa da tutta l' opposizione. Ogni tanto prevale il buon senso».

 

Diversi esponenti della maggioranza avevano sostenuto, fino a ieri, che l' inversione del calendario non era necessaria, visto che il decreto sul coronavirus è già stato emanato ed è operante. E che invece bisognava fare in fretta con la conversione del decreto sulle intercettazione, che scade il 29 febbraio. Ma il nuovo calendario, evidentemente, consente di contemperare le due esigenze.

 

INTERCETTAZIONI

Restano tutte le distanze sul contenuto del decreto, fortemente osteggiato dall' opposizione. Per il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, intervenuto durante le dichiarazioni di voto, «la gravità della contingenza che sta vivendo il Paese non attenua la portata di un provvedimento barbaro: baloccandosi con le norme costituzionali per puro spirito di sopravvivenza, il governo sta consegnando l' Italia ai pm. Il 1 maggio, giorno in cui entrerà in vigore la riforma, non sarà più solo la festa del lavoro ma anche quella delle Procure: mi aspetto cortei di pm che osannano questo scellerato esecutivo. Finora erano un optional straordinario, ora i processi avranno le intercettazioni di serie».

 

In disaccordo, naturalmente Alessandro Zan, del Pd, che rivendica «una sintesi migliorativa» trovata in questi mesi: «Viene vietata la pubblicazione di quelle intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l' oggetto delle indagini». Per raggiungere questo obiettivo, spiega, «abbiamo spostato dalla polizia giudiziaria al pm la rilevanza delle conversazioni intercettate.

 

Consentendo ai difensori di accedervi». Il leghista Flavio Di Muro spiega invece: «Nei 200 emendamenti presentati dalle minoranze, cancellati col colpo di spugna della fiducia, c' erano molte proposte di buonsenso che avrebbero messo a riparo il decreto dai profili di incostituzionalità».

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