1. CACCIA AI TECNICI! DOVUNQUE METTONO PIEDE, DEFLAGRANO PROTESTE E TAFFERUGLI 2. GOLDMAN MONTI VA ALL’UNIVERSITà BOCCONI PER CIANCIARE DI EUROPA E DEMOCRAZIA E VIENE ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI AL GRIDO “MONTI MACELLAIO”, “BASTA AUSTERITY, SOLDI SUBITO, MONTI A CASA, MILANO NON TI VUOLE”, MOSTRANDO CARTELLI CON LA SCRITTA “UN ANNO DI MONTI, AUSTERITY, PRECARIETÀ E MANGANELLATE. AUGURI” 3. INTANTO, DOPO I PIERFURBY SENZA VOTI, ARRIVA ANCHE LO SMONTEZEMOLATO SI NASCONDE SOTTO LA FOGLIA DI FICO DI MONTI, PER ACCHIAPPARE UN POSTO DA MINISTRO VISTO CHE MARPIONNE/ELKANN NON VEDONO L’ORA DI CACCIARLO DALLA FERRARI 4. COLUI CHE HA IL FONDO CHARME LOCATO NEL GRANDUCATO FISCALE DEL LUSSEMBURGO SI PERMETTE DI PONTIFICARE "CHI OCCULTA IL PROPRIO REDDITO ED EVADE È UN LADRO”

VIDEO - http://video.repubblica.it/dossier/protesta-studenti-autunno-2012/monti-alla-bocconi-scontri-davanti-all-universita/111149/109539
1. MONTI IN BOCCONI: TAFFERUGLI E CONTESTAZIONI - UN CENTINAIO DI GIOVANI: «BASTA AUSTERITY»
Corriere.it

Tafferugli di fronte all'università Bocconi, dove il premier Monti parla di Europa e democrazia in occasione della pubblicazione di due volumi: «La democrazia in Europa» e «Le parole e i fatti». Circa un centinaio di giovani dei centri sociali si sono scontarti con le forze dell'ordine di fronte all'ateneo milanese dove il presidente del Consiglio sta presentando un suo libro sull'Europa e la democrazia.

Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa hanno caricato, anche a colpi di manganello, i manifestanti che hanno risposto con il lancio di petardi e fumogeni. Feriti due agenti del reparto mobile della polizia e un agente della Digos, subito medicati. Alcuni manifestanti hanno anche insultato e aggredito un cameramen di La7 che stava filmando il corteo di protesta.

SICUREZZA- Dopo circa un'ora di contestazioni verbali, «Monti macellaio», un centinaio di manifestanti ha iniziato un lancio di petardi e uova con vernice contro le forze dell'ordine, che hanno reagito alla pressione con una carica di alleggerimento. «Basta austerity, soldi subito, Monti a casa, Milano non ti vuole», mostrando cartelli con la scritta «Un anno di Monti, austerity, precarietà e manganellate. Auguri».

I giovani sono arrivati in Bocconi a bordo di un normale autobus dell'Atm, scendendo ad una fermata a pochi passi dalla Bocconi. L'ateneo era stato blindato dalle forze dell'ordine proprio per le contestazioni. L'intera zona attorno all'ateneo è blindata e sopra al quartiere c'è in volteggio un elicottero della polizia.

I TEMI DELL'INCONTRO - Nell'aula magna della Bocconi Mario Monti, in occasione di Bookcity, affronta gli argomenti Europa e democrazia per la pubblicazione dei volumi Rizzoli «La democrazia in Europa» (di Sylvie Goulard e Mario Monti) e «Le parole e i fatti» (di Mario Monti, a cura di Federico Fubini). Interventi del il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli e Federico Fubini

2. MONTEZEMOLO, 'DOPO VOTO GOVERNO DI RICOSTRUZIONE'
Ansa.it

Convention dei sottoscrittori del manifesto verso la Terza Repubblica negli studios romani di via Tiburtina, gremitissimi. Dalle 1.600 presenze previste, sono stati fatti oltre 6.500 accrediti, costringendo gli organizzatori ad aggiungere un'altra sala. Assalto di fotografi a Luca Cordero di Montezemolo, che prima di dare il via alla manifestazione si è riunito con Raffaele Bonanni e il ministro Andrea Riccardi.

Per rispettare la natura della convention, non c'é nessun politico seduto in prima fila, fatta eccezione per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Peluffo, unico rappresentante dell'esecutivo alla manifestazione, oltre al promotore Andrea Riccardi. La prima fila è riservata invece agli oratori, tra i quali Edoardo Nesi e Irene Tinagli, che siedono accanto a Riccardi, Montezemolo, Andrea Olivero, Lorenzo Dellai e Raffaele Bonanni. Accanto a loro, ancora Paolo Peluffo e Alberto Bombassei.

"Siamo qui perché vogliamo che inizi finalmente un capitolo nuovo della nostra vita civile e democratica, che metta al centro questa Italia, l'Italia che rema". Così Luca Cordero di Montezemolo ha aperto la convention. "Dobbiamo aprire la strada verso la terza Repubblica".

"L'unica patrimoniale che dobbiamo introdurre è quella sullo Stato", ha spiegato Montezemolo aprendo la convention ed aggiungendo "non è solo una misura giusta nei confronti degli italiani ai quali si chiedono rinunce senza fine ma serve a aumentare concorrenza e liberare energie per la crescita".

"Mai più accetteremo di vedere l'Italia derisa e disonorata. Mai più proveremo l'umiliazione di essere commissariati o di essere l'anello debole in Europa e nel mondo e mai più quindi firmeremo deleghe in bianco alla classe politica".

"Chi occulta il proprio reddito ed evade è un ladro, esattamente come chi sperpera i soldi pubblici". "Il fisco - ha detto ancora Montezemolo - è dove più chiaramente emerge la patologia del rapporto tra Stato e cittadini". Per questo chiede l'istituzione di un"agenzia delle uscité, per pretendere trasparenza sulle spese della pubblica amministrazione.
"Dopo le elezioni politiche dovremo contribuire in maniera determinante alla nascita di un governo costituente di ricostruzione nazionale. Un esecutivo di ampio respiro, credibile e competente che inizi il percorso fondativo della terza Repubblica'.

"Non chiediamo al premier di prendere oggi la leadership di questo movimento politico. Ciò pregiudicherebbe il suo lavoro e davvero non ce lo possiamo permettere. Ci proponiamo di dare fondamento democratico ed elettorale al discorso iniziato dal suo governo perché possa proseguire".

Il 16 novembre di un anno fa Mario Monti giurava nelle mani del presidente della Repubblica a cui va un ringraziamento per l'equilibrio con cui ha guidato un passaggio difficilissimo della nostra storia repubblicana. Così Luca Cordero di Montezemolo, tra gli applausi della sala, ha sottolineato le novità introdotte durante l'ultimo anno. Positive soprattutto perché "in discontinuità rispetto ad una vecchia politica, di cui gli italiani erano disgustati".

CASINI - Come un anno fa "oggi deve essere ancora la politica dopo le elezioni, col suffragio degli elettori, a richiamare Monti" per continuare a governare: lo ha detto Pierferdinando Casini, secondo il quale rispetto all'attuale premier non c'é "alternativa alla sua affidiabilità e credibilità.

"Noi lavoriamo - ha spiegato il leader dell'Udc a un convegno a Milano - perché alle prossime elezioni politiche Monti sia richiamato in servizio permanente ed effettivo dalla politica stessa e sia investito dalla gente della possibilità di continuare a lavorare". Casini ha detto che Monti "non è un uomo della provvidenza guidato dallo spirito santo, farà gli errori che fanno tutti" e tuttavia "ha un grado di riconoscibilità, credibilità e affidabilità esterna" che non hanno altri aspiranti premier. Pur dicendo lo stesso leader Udc di "apprezzare tutti" questi ultimi.

"Il rigore va sempre coniugato con l'umanità e la solidarietà", ha detto il leader dell'Udc, che, elogiando le politiche del governo Monti, ha anche spiegato di non ritenere possibili certi interventi che indeboliscono fasce a rischio come i disabili e i malati di Sla.
Nella riforma della legge elettorale "vogliamo che ci siano le preferenze e che ci sia anche una preferenza di genere": ha spiegato Casini. "Noi - ha aggiunto - vogliamo ridare la parola ai cittadini sulla scelta dei parlamentari", il fatto di avergliela tolta è "una ragione che alimenta il distacco fra la società civile e la politica".

FINI - Gianfranco Fini auspica "un governo politico che si chiama Monti proprio per fare in modo che la sua azione iniziata non venga archiviata, ma anzi arricchita da ulteriori iniziative soprattutto per far ripartire l'economia. Più chiaro di così?". Il presidente della Camera lo ha detto a Bologna, a margine dell'inaugurazione del nuovo reparto di Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Sant'Orsola. "Dalle elezioni deve nascere un governo politico, perché i tecnici sono sempre una pagina straordinaria, eccezionale, non possono essere l'ordinaria gestione di una democrazia", ha aggiunto Fini.

"Francamente mi sembra difficile commentare un'espressione come se fosse capace di chissà quali effetti". E' la risposta di Gianfranco Fini ai cronisti che gli chiedevano delle pesanti critiche espresse da Silvio Berlusconi ieri a proposito del governo Monti. "Temo che possa smarcarsi? Non lo so e nemmeno mi interessa", ha tagliato corto Fini, ricordando che "Berlusconi ha detto che il bilancio del Governo Monti è stato disastroso e un atto irresponsabile del Pdl avergli consentito di governare, ma meno recentemente ha detto anche che il Pdl non intende farlo cadere prima della fine della legislatura".

"Non si butti via l'agenda Monti non appena si aprano le urne. Altrimenti ci ritroveremo in una situazione analoga a quella dalla quale stiamo uscendo". E' il monito di Gianfranco Fini che ha esposto il suo progetto di governo politico guidato da Monti anche alla platea dei 'Mille per l'Italià di Bologna, spiegando che "é necessario esplorare questo scenario".

 

 

MONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANMONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANMONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANMONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANMONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANMONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANMONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANMONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANPIERFERDINANDO CASINI E LUCA DI MONTEZEMOLO PIERFERDINANDO CASINI LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO Montezemolo visto da BennyMONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANOMONTI ACCOLTO DAI CENTRI SOCIALI A MILANFini MontezemoloFini e Montezemolo Chi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…