MONTI IN VESPA? FRECCERO: “SURREALE. PERDE D’AUTOREVOLEZZA. A QUESTO PUNTO, MEGLIO FARLO LUNEDÌ, COL TRAINO DI FIORELLO E LA BENEDIZIONE PAPALE DI BENIGNI! E POI È TROPPO TARDI, ALLE 23 LA GENTE DORME” - ANNUNZIATA: “ERA MEGLIO UNA CONFERENZA STAMPA” - CECCARELLI: SARÀ UNO SPETTACOLO INDIMENTICABILE, NEL SALOTTO BERLUSCONIANO POPOLATO DI MAGGIORDOMI E GNOCCHE. PRIMA DI LUI TUTTI CI SONO CASCATI: IL RISOTTO UMANIZZANTE DI D´ALEMA; IL PROTO-FILMINO DEL GIOVANE VELTRONI, LA CANZONE POMICIONA DI DINI, AMATO CHE GIOCA CON PANATTA, PRODI SULLA BICI DA CORSA, BOSSI CON LA TROMBA…

1- MONTI DA VESPA? "PERDE AUTOREVOLEZZA"
Fabrizio d'Esposito per "il Fatto Quotidiano"

Monti da Vespa. "Surreale", dice Carlo Freccero, oggi direttore di Rai4. Che aggiunge "Quanti errori in questa storia".

Il primo?
Quello di avere sbagliato giorno. Se avesse scelto il lunedì, almeno avrebbe avuto una giustificazione.

Perché?
Sarebbe stato il "dopo Fiorello" ideale.

Domani sera c'è anche Benigni a Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend.
Appunto, farà un record di ascolti oltre il 45 per cento e Benigni darà la benedizione papale.

Monti come "dopo Fiorello" , geniale.
Sarebbe stata una solenne celebrazione completa. Fiorello è il varietà classico, prima della tv commerciale. Il vero disinfettante della crisi. Anzi no, il deodorante.

C'è differenza?
Ho solo notato che il primo sponsor del programma è un deodorante. Monti sarebbe andato da Vespa su questa scia di santità.

Invece, martedì.
Terrificante.

Uno spezzatino. Incastrato tra il tg e la prima serata. E poi da Porta a Porta dopo le ventitré.
Una decisione che mostra disprezzo, per due motivi.

Disprezzo per cosa?
Per chi soprattutto. Dopo le ventitré la tv è vista dai professionisti , dagli intellettuali. Sono loro gli spettatori della tarda serata. Il pensionato o l'impiegato vanno a letto alle ventidue.

Monti randella la classe media anche sull'orario tv. E poi?
C'è disprezzo per Ballarò, il talk di Raitre. La scelta di fermarsi prima dell'inizio di Floris, quindi ricominciare dopo è proprio sprezzante. Come se dicesse: "Io da te non mi degno di venire". Surreale, davvero surreale. Ma dov'è finito il professore Monti con la sua aura da grande tecnocrate?

È finito da Vespa, in tv.
Il grande tecnocrate che si armonizza con il palinsesto invece di mantenersi dentro questo aplomb della tragicità.

Si armonizza sulle poltrone bianche di Porta a Porta.
Che perdita di autorevolezza. I professori devono parlare ex cathedra, non adagiarsi su quelle poltrone bianche dove si è seduta la politica dell'informazione spettacolo.

Per ammorbidire l'annuncio dei sacrifici, forse.
In uno stato d'emergenza, in cui si annunciano sacrifici terribili, il potere deve essere frontale rispetto alle telecamere. Non trasversale, nel solito salotto di Vespa: Monti e due ministri, di cui uno mondano e di bella presenza, il meno grigio di tutti, cioè Passera e tre direttori di giornali. Una banalizzazione tremenda, scegliendo la terza serata.

Si è invocata, invano, la discontinuità anche in tv.
Sarebbe stato molto facile spezzare il cortocircuito berlusconiano in questo campo. Vespa è stato il cantore del berlusconismo, adesso ritorna cerimoniere come quando era democristiano. Si sta aggiornando.

Come spezzare il cortocirciuto?
Tornando a prima dell'infotainment. La soluzione più semplice sarebbe stata convocare una conferenza stampa e rispondere alle domande dei giornalisti. Una discontinuità lineare. Un ritorno al passato.

Anche una tribuna politica vecchio stampo, allora.
Senza dubbio. Con una formula rivista e corretta avrebbe funzionato.

Al contrario, la sobrietà del loden verde preferisce vespizzarsi.
Monti si sta perdendo, sta perdendo la sua rigidità. Ma meglio il suo aspetto trombonesco che clownesco da Vespa. Spero solo non ci sia un'altra scrivania come quella del contratto di Berlusconi. Oddio no, la seconda scrivania no.


2- LUCIA ANNUNZIATA: SAREBBE STATO MEGLIO FARE UNA CONFERENZA STAMPA...
Da "il Fatto Quotidiano" - Monti fa bene ad andare da Vespa, ma sappia che nell'immaginario collettivo è il luogo in cui fu firmato il contratto con gli italiani. Un contratto che non fu rispettato. Allo stesso modo loro vanno ad annunciare un patto con il Paese, che spero che non vada male come per Berlusconi".

Così Lucia Annunziata commenta la scelta del premier Mario Monti, con i ministri Corrado Passera ed Elsa Fornero, di andare martedì sera ad illustrare la manovra a Porta a Porta. "La scelta dimostra che il premier e i ministri, in quanto tecnici, hanno scarsa sensibilità sulle questioni di comunicazione - ha detto l'Annunziata all'Ansa - Per comunicare una manovra lacrime e sangue potevano scegliere una conferenza stampa con il giusto contraddittorio".


3- LA PRIMA VOLTA DEL PROFESSORE NEL TELE-SALOTTO ADDOMESTICATO DELLE PROMESSE BERLUSCONIANE - QUEI PRECEDENTI DI TRANS, PANETTONI E RISSE...
Filippo Ceccarelli per "la Repubblica"


Sarà comunque un bello spettacolo, tutt´è intendersi sulla parola. Forse il professor Monti non lo sa, forse stava all´estero; ma per dire fino a che punto può arrivare ciò che lui stesso un anno fa ha definito "tragico entertainment", beh, ecco, è bene sapere che nell´autunno del 1997 a Porta a porta fu mostrato ai telespettatori uno sconcio e doloroso video in cui con la voce di Berlusconi incisa su un nastro si cercò di risvegliare un povero ragazzo in coma.

Spettacolo appunto indimenticabile, nel suo allettante e sciagurato entertainment. Il Cavaliere, perfino accigliato, era lì seduto su quella poltroncina bianca che nelle evolute cerimonie mediatiche di consacrazione del potere corrisponde al trono. Non è chiaro cosa abbia spinto Monti, la Bocconi e l´eventuale tecnocrazia a entrare in quel circo che solo il cinismo di Andreotti potè qualificare come "terzo ramo del Parlamento".

Vespa se n´è giustamente compiaciuto. Non molto tempo fa Berlusconi, che scherza sempre, gli ha fatto annusare la mano che sapeva di santità. Una volta ( ah, l´energia dei lapsus! ) l´ha chiamato Fede, ma era prima dei noti scandaletti. Su questo versante, ai tempi di Noemi, gli ha allestito un enorme cartellone con su scritto: «Ora parlo io» (della vergine di Casoria e del papà autista di Bettino). Un´altra volta ha accolto con gioia, cioè fregandosi le mani, il riconoscimento con cui una schermitrice olimpionica si è sportivamente offerta al Cavaliere, «io da lei mi farei toccare».

E già. Il caso macroscopico è quello della scrivania di ciliegio su cui fu firmato il contratto degli italiani: davvero un pessimo antecedente per il trio Monti-Passera-Fornero.

Ma senza contare i monologhi torrenziali, le telefonate in differita, le lavagnette e i pennarelli, le mappe delle Grandi Opere, le magnifiche foto del Ponte di Messina, i giornalisti garbati e addomesticati, su di un piano meno impegnativo per quanto riguarda i contenuti, ma assai più proficuo su quello delle premesse simboliche e cognitive, si ricorda quando Berlusconi, dopo avergli personalmente aggiustato il microfono, fece cantare due-brani-due al prode Apicella. E solo un miracolo di arrabbiatura causato da Della Valle impedì una sera al Cavaliere, che sotto le feste si era presentato nel backstage con un enorme panettone, di affettarlo davanti alle telecamere per la gioia degli italiani.

Ora, si capisce che il governo tecnico abbia un disperatissimo bisogno di farsi conoscere. Ma proprio qui deve cominciare - dìn-dòn - in questo felliniano universo popolato di maggiordomi e "gnocche" (vedi alla voce casting), trasognato proscenio di zuffe, vaniloqui e promesse non mantenute? Vespa, che pure è prodigo di auto-celebrazioni, fa egregiamente il suo mestiere. Bisognerà che qualcuno lo spieghi a questi benedetti tecnici. Da un bel pezzo Vespa ha smesso di essere un giornalista. È molto di più. È il demiurgo della "democrazia del telecomando", come la chiama lui, il Pontefice massimo dello spettacolo politico.

E non per fare i pierini, ma sul concetto - altro che "spiegare-la-manovra-agli-italiani"! - esiste ormai un´ampia bibliografia. La quale esclude che i talk-show siano neutrali e innocenti, facendo leva su dispositivi invisibili che agiscono a livello subliminale: inquadrature, tempi, luci, scritte in sovrimpressione, cartelloni, applausi, scelta degli ospiti e dei testimonial, personale atteggiamento del conduttore.

E dire che il momento sarebbe drammatico, ma si vede non così tanto da evitare come la peste un baraccone che via via, a seconda dei momenti e dei personaggi, si è trasformato in salotto pettegolo, caravanserraglio con animali, allegro laboratorio d´analisi, furbo studio notarile, ipocrita commissariato di polizia, fasulla arena per gladiatori, sanguinolenta scena del delitto, soporifera assemblea di condominio, santuario di articoli religiosi a rischio di simonia, incontenibile festival dell´assurdo demoscopico a cura del simpatico Mannheimer, sul suo trespolo.

Con l´aggravante che tutto - le verità di Previti o di Scajola le trans di Marrazzo, i diari tarocchi di Dell´Utri, il crash-show a pedate tra la Bellillo e la Mussolini, l´islamico cattivissimo che se la prende col crocifisso - quando le difese dei telespettatori sono le più evanescenti e perforabili.

Lì dentro insomma, con l´alibi dello spettacolo e con le tecniche della conquista dell´attenzione, è passato come normale e in qualche misura accettabile ciò che in qualche modo ha contribuito a portare l´Italia al presente stato. La prevalenza delle forme sui contenuti, il primato delle emozioni sui ragionamenti, la privatizzazione del pubblico, l´esposizione del privato, l´idolatria del potere.

Delle tele-berlusconate s´è detto. Ma nel corso del tempo Porta a porta si è rivelata la più irresistibile tentazione per tutti. Vedi il risotto umanizzante di D´Alema; il proto-filmino del giovane Veltroni, che nel corso della serata recuperò addirittura una lontanissima parentela con Vespa; vedi la canzone pomiciona di Dini cui scappò una programmatica lacrimuccia. E se Amato giocò a tennis con Panatta, Prodi salì sulla bici da corsa, Bossi ebbe la tromba, Fini una trasmissione "tagliata su misura" e Cossiga la maschera sarda e pure i Mamuthones, viene da chiedersi quale ruffiana diavoleria aspetta il professor Monti in seconda serata. Ma ancora di più viene da chiedersi cosa diavolo si aspetti lui dallo spettacolo di se stesso.

 

MONTIBRUNO VESPA benigniFIORELLO - IL PIU' GRANDE SPETTACOLO DOPO IL WEEKENDLUCIA ANNUNZIATA BERLUSCONI DA VESPA vespa prodiAPICELLA CANTA CON BERLUSCONIWALTER VELTRONI BRUNO VESPA

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