CHE STRANA COINCIDENZA: LE MORTI DEI SOLDATI RUSSI AL FRONTE IN UCRAINA (350MILA IN TOTALE) SONO AUMENTATE DEL 40% NEL 2025, ANNO IN CUI TRUMP È TORNATO ALLA CASA BIANCA E C’È STATA UNA FORTE ACCELERAZIONE NEI COLLOQUI DI PACE – IL PICCO A OTTOBRE E NOVEMBRE: 322 SOLDATI MORTI AL GIORNO, IL DOPPIO RISPETTO AL 2024. UN INCREMENTO CHE HA DUE SPIEGAZIONI: LA PRIMA È L’ACCELERAZIONE DELL’OFFENSIVA RUSSA. E LA SECONDA È IL DOMINIO DEI DRONI NEL CONFLITTO…
1 - LA GUERRA DELLO ZAR, ECATOMBE RUSSA "SONO 350 MILA I MORTI AL FRONTE"
Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”
VLADIMIR PUTIN CON LA MIMETICA
[…] Il numero di vittime inghiottite dal conflitto ucraino è impressionante e indefinito, occultato con cura da entrambi i belligeranti. Pochissimi sono gli indicatori che permettono di comprendere le dimensioni dell'ecatombe e sono concordi nel segnalare come la strage continui a diventare più cruenta.
Uno dei rari riferimenti oggettivi viene dal monitoraggio condotto dalla Bbc assieme a Mediazona, un collettivo di dissidenti moscoviti: censiscono i necrologi russi pubblicati sui giornali o sui siti web, dove i soldati uccisi al fronte vengono ricordati con nome e cognome.
TOMBE DI SOLDATI RUSSI A LUGANSK
Nel corso del 2025 sono aumentati del 40 per cento, portando il bilancio documentato dall'inizio dell'invasione a 160 mila. Questo dato, di per sé sconvolgente, è parziale: la Bbc reputa rappresenti il 45-65 per cento del totale. Significa che i morti russi sono compresi tra 243 mila e 352 mila. Per avere un termine di paragone, è come se tutti gli abitanti di Firenze fossero stati assassinati.
[…] Donald Trump ha dichiarato che dall'estate Mosca avrebbe perso 25 mila soldati ogni mese, rendendo il conto finale addirittura superiore a quello della Bbc. Invece la redazione di Meduza, formata da oppositori in esilio in Lettonia, ha preso in esame i bollettini di mortalità del Rosstat, l'equivalente dell'Istat.
soldati russi nella nebbia a Pokrovsk
Su questa base reputa che a metà del 2025 abbiano perso la vita tra 200 e 220 mila militari, a cui vanno sommati 30-40 mila dispersi in combattimento. Da allora il Cremlino ha sospeso la pubblicazione delle statistiche di Rosstat, allargando la barriera del segreto.
L'aspetto più raccapricciante è l'escalation registrata dall'inizio dei colloqui di pace. I necrologi hanno iniziato a essere più frequenti da febbraio 2025, quando la prima telefonata diretta tra Trump e Putin ha aperto il percorso negoziale. A ottobre e novembre c'è stato il picco: 322 al giorno, il doppio rispetto all'anno precedente.
VLADIMIR PUTIN CON I SOLDATI RUSSI
Questo incremento ha due spiegazioni. La prima è ovvia: il Cremlino ha accelerato l'offensiva, spingendo sempre più reparti all'assalto nello sprint per occupare terreno prima di un'intesa. E chi va all'attacco esce allo scoperto, con un livello di perdite più alto. C'è però una caratteristica angosciante, imposta dalla nuova natura della guerra: il dominio dei droni. Il loro ruolo sui campi di battaglia è cresciuto esponenzialmente nel corso del 2024 e ora sono i protagonisti assoluti del conflitto, tanto da provocare l'80 per cento delle vittime.
I quadricotteri-killer restano in agguato notte e giorno e impediscono i movimenti in una fascia di dieci chilometri dalla prima linea. Con una conseguenza drammatica: è impossibile portare via i feriti. Negli eserciti della Nato esiste la regola della "golden hour", l'ora d'oro entro cui i militari colpiti devono raggiungere un ospedale, altrimenti le lesioni diventano letali. Per questo esistono elicotteri e mezzi blindati per l'evacuazione rapida, con le prime cure somministrate durante il trasferimento: un soccorso garantito persino tra i monti dell'Afghanistan. In Ucraina non è più possibile.
Barellieri e ambulanze finiscono inesorabilmente sotto il tiro dei droni, tanto che nessuno rischia di perdere due-tre uomini per salvarne uno.
I feriti restano senza terapie per giorni e pochi sopravvivono.
soldati russi si picchiano sul retro di un camion 5
[…]
Lo scorso febbraio Zelensky ha detto che 46 mila soldati erano stati ammazzati e 380 mila feriti nella resistenza contro gli invasori. Un bilancio giudicato cauto, se non reticente. Esistono infatti pure 80 mila dispersi e la Bbc stima che a oggi l'Ucraina abbia sepolto 140 mila uomini. Rispetto ai caduti di Mosca, sono la metà o anche meno.
Non è un fattore vincente, anzi. I russi potenzialmente arruolabili sono cinque volte più numerosi degli ucraini: 33 milioni contro sei. Putin recluta 30 mila volontari ogni mese, convinti a prendere le armi da paghe altissime. Kiev invece non riesce a rimpiazzare le perdite e la leva obbligatoria è altamente impopolare: gran parte dei coscritti diserta durante l'addestramento iniziale.
2 - MOSCA, LA PROPAGANDA A MUSO DURO: «ADESSO ABBIAMO LE MANI LIBERE»
Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”
VLADIMIR PUTIN CON I SOLDATI RUSSI
Lo «scenario del Reichstag» sembra in pieno svolgimento. La differenza è che nel febbraio 1933 l’incendio del Parlamento tedesco, che innescò la reazione nazista e aprì la strada alla dittatura, lo videro tutti, chiunque fosse stato ad appiccarlo insieme a Marinus van der Lubbe. Mentre qui, i droni contro la residenza di Vladimir Putin sul Lago Valdai, nella regione di Novgorod, non li ha visti nessuno.
Né ci sono riscontri di alcun tipo che siano stati veramente lanciati. Anzi, è lo stesso portavoce del Cremlino, l’ineffabile Dmitri Peskov, ad ammettere con la solita faccia di bronzo: «Non credo che forniremo prove che ci sia stato un attacco di droni di tale portata, che è stato neutralizzato grazie al lavoro ben coordinato del sistema di difesa antiaerea». Come dire, vi basti la nostra parola.
[…]
soldati ucraini fucilati dai russi vicino a Bakhmut
Tant’è. Il Cremlino sta già sfruttando il presunto sciame di droni per far saltare la trattativa in corso sulla guerra in Ucraina e intensificare l’offensiva sul campo. L’analisi di Peskov ne è un esempio plastico: «Questa azione terroristica punta a far collassare i negoziati.
La sua conseguenza diplomatica sarà di rendere più dura la posizione della Federazione russa». Il portavoce ha spiegato che la Russia non lascerà il tavolo «con l’America» e che questo tipo di provocazioni non potrà minare il dialogo tra Putin e Trump, «basato sulla fiducia reciproca».
Ma ha aggiunto che ci sarà una reazione militare russa, senza tuttavia precisarne modalità e possibili obiettivi: «I nostri comandi sanno quando e come rispondere».
vladimir putin al cremlino parla ai soldati
[…] Era stato Sergei Lavrov ad accusare per primo l’Ucraina di aver lanciato 91 droni a lungo raggio contro Dolgiye Borody, un’area di 40 ettari difesa come una fortezza circa 360 chilometri a nord di Mosca, dove sorge una delle residenze preferite di Putin.
Secondo il ministro degli Esteri, i droni sono stati abbattuti (49 già a 450 chilometri di distanza dall’obiettivo, uno sopra la regione di Smolensk e 41 sopra l’area di Novgorod, cioè non lontano dalla residenza) e non ci sono state vittime.
[…]
strage di soldati russi a Trudivske nel Donbass
Interessante però è che il ministero della Difesa, nei rapporti sulla situazione militare pubblicati poche ore prima delle dichiarazioni di Lavrov, non aveva parlato di alcun attacco contro la residenza di Putin.
La contraddizione è stata notata dall’Institute for the Study of War, un centro di ricerca americano, secondo cui i comandi militari hanno rivendicato solo l’abbattimento di 47 droni sopra la regione di Novgorod nella notte tra il 28 e il 29 dicembre. Inoltre, un sito di opposizione, Sota , che ha indagato sul presunto attacco, scrive che i residenti di Valdai non hanno sentito alcun rumore prodotto dalle difese antiaeree. Il complesso è difeso da ben 7 sistemi Pantsir-S1, concepiti per contrastare missili da crociera e droni.
[…] Ma è il tono generale dei media di regime a rendere ancora più credibile lo «scenario del Reichstag». Qui la narrazione esplicita è che l’attacco fosse mirato a eliminare Putin e che quindi la reazione dev’essere durissima.
«Tentare di uccidere Putin è stata una brutta idea», scrive la Ria Novosti , che invita il Cremlino a lasciare la trattativa e andare avanti con l’azione militare. Ancor più duro, il noto blogger e analista di Komsomolskaya Pravda , Alexandr Kots, che definisce l’attacco «un momento di svolta nell’Operazione Speciale», aggiungendo che «ci scioglie del tutto le mani» e «mette una croce sul processo negoziale». La tesi più oltranzista è che Mosca deve ora colpire direttamente «i centri del potere ucraino: il ministero della Difesa, l’intelligence e lo stesso palazzo presidenziale».
Dove fosse Vladimir Putin al momento del presunto attacco rimane un mistero. Lo zar ci tiene però a mostrarsi nel pieno delle proprie funzioni: ieri il Cremlino ha fatto sapere che ha parlato al telefono con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ufficialmente per discutere del programma nucleare e della cooperazione bilaterale. Dato che c’era, Pezeshkian gli ha espresso solidarietà e «ha condannato il massiccio attacco di droni contro la residenza ufficiale del presidente». Almeno a Teheran, gli credono sulla parola.
TOMBE DI SOLDATI RUSSI A LUGANSK
vladimir putin al cremlino parla ai soldati 2
vladimir putin dona icone ai soldati in lugansk

