MONTE DEGLI INCIUCI DI SIENA! - IL PAPELLO CECCUZZI-VERDINI? VERO O MENO, ERA APPLICATO ALLA LETTERA DA ANNI: DAL SEGRETARIO SENESE DI FORZA ITALIA AL VICE COORDINATORE DEL PDL FIRENZE: ECCO TUTTE LE POLTRONE MPS TARGATE CENTRODESTRA - I CANDIDATI “ADDOMESTICATI” DI VERDINI ALLE AMMINISTRATIVE SENESI: “NANNINI CONTRO CECCUZZI? A SIENA RISERO TUTTI”. FINÌ 54 A 18%…

1 - MPS: LA LUNGA LISTA DELLA SPARTIZIONE DELLE POLTRONE TRA PD E PDL
Gianluca Paolucci per "La Stampa"

Un accordo scritto tra Pd e Pdl per spartirsi le nomine di Monte dei Paschi e le rispettive «sfere d'influenza» nella politica senese. Il documento pubblicato il Corriere della Sera nel suo sito internet riporta i nomi, ma non le firme, di Denis Verdini e Franco Ceccuzzi, ex segretario provinciale di Siena del Pd ed ex sindaco della città toscana. I pm di Firenze e Siena, che insieme stanno ascoltando come persone informate sui fatti esponenti politici toscani ex Pdl e Pd, starebbero ponendo loro domande anche sull'autenticità di questo documento, che riporta la data del ma finora i pm non avrebbero trovato conferme alla sua autenticità.

In realtà, l'accordo politico tra maggioranza e opposizione per «aprire» a quest'ultima la rappresentanza in Mps risale al 1999/2000. A concordarlo furono l'allora sindaco di Siena, Piccini, e l'allora segretario provinciale di Forza Italia, Fabrizio Felici. Secondo quanto ricostruito, fu proprio grazie a quell'accordo che lo stesso Felici divenne membro della deputazione amministratrice della Fondazione Mps, nel 2001. Mentre nel 2003, al successivo rinnovo del consiglio di Mps, entrò in cda l'avvocato senese Andrea Pisaneschi in «quota» Forza Italia. Pisaneschi che poi nel 2008 diventerà presidente di Antonveneta, appena acquisita da Mps.

L'accordo di spartizione, sempre secondo quanto ricostruito, riguardava anche le nomine delle partecipate. Secondo il racconto di un testimone all'epoca impegnato in Forza Italia, «quando arrivava la stagione delle nomine scoppiava il putiferio». Grazie a questo accordo entreranno nei cda delle partecipate, ad esempio, Pier Ettore Olivetti Rason, anche lui indagato nelle inchieste fiorentine sul caso Verdini, che diventa consigliere di Paschi Gestione Immobiliare.

O ancora Pietro Pecorini, avvocato anche lui, che nel 2008 entra nel consiglio della piemontese Biverbanca da poco entrata nel perimetro di Mps. Ancora, Girolamo Strozzi, consigliere di Banca Toscana e di Consum.it. Alberto Tirelli, vicecoordinatore del Pdl di Firenze e consigliere di Mps Belgio. Secondo Verdini, il documento «è un falso clamoroso, non esiste nessun patto segreto, è una fandonia.

Ci siamo sempre attaccati pubblicamente». Smentisce «categoricamente» anche l'altro presunto firmatorio, Ceccuzzi.
Proprio sul filone dei legami tra politica e banca e sugli intrecci tra la vicenda Mps e quella del Credito Fiorentino, ieri in procura a Firenze sono stati ascoltati il segretario regionale del Pd, Andrea Manciulli, e Angelo Pollina, coordinatore regionale di Fli uscito qualche anno fa dal Pdl. Entrambi sono candidati alle politiche. Già l'8 febbraio erano stati ascoltati, sempre a Firenze, il presidente del consiglio regionale Alberto Monaci (Pd) e il senatore ex Pdl Paolo Amato.

2 - UN PAPELLO, LE VOX POPULI E QUEGLI INTRECCI CHE PORTANO A ROMA
David Allegranti e Marzio Fatucchi per "Il Corriere Fiorentino"


La «vox populi», quella che in Toscana, e soprattutto a Siena, c'era un accordo implicito tra Pd e Pdl per una «spartizione» non violenta del potere. Quella che pure la Lega confermava, il Pdl «non attacca il Pd sennò non potrebbe fare inciuci» (ma che poi nel 2011 appoggiò il candidato di Berlusconi a Siena). Quella voce parrebbe confermata, se il documento pubblicato dal Corriere.it fosse vero.

L'altra «vox populi» (ed i diretti interessati) la smentiscono: non c'è neanche una firma sopra, è un file di word che avrebbe potuto essere scritto da chiunque. Insomma, la dimostrazione, per loro, che Siena è diventata la città dei veleni. Autentico o no, sarà la magistratura a deciderlo. Ma dietro quel documento ci sono delle «spartizioni» che vanno perlomeno verificate nella loro concretezza.
Partiamo dalla fine, che il veleno è nella coda. Il documento sarebbe stato prodotto il 12 novembre 2008, in vista del rinnovo dei Cda di Mps, della partecipate della banca e della Fondazione.

Ad agosto sarebbero cambiate le due deputazioni, quella «normale» e quella amministratrice. Il presunto «papello» parla di due nominati in quota Pdl nella prima, uno nella seconda. Nella deputazione generale arriva Gian Carlo Brini, considerato vicino al Pdl, che avrebbe preso il posto «lasciato» da Anita Bruna Francesconi, anche lei vicina al Pdl, indicata da Angelo Pollina: ora non è proprio un sostenitore di Verdïni, all'epoca era consigliere regionale e vicepresidente di Palazzo Bastogi, ovviamente per Forza Italia prima, Pdl poi. Ma Brini, ex carabiniere ed ex dirigente Mps, sarebbe l'unico di centrodestra nella deputazione generale.

In quella amministratrice c'è Enrico Bosi: ex An, ex Forza Italia. Ma la loro presenza potrebbe essere considerata scontata, chiunque avrebbe potuto prevederla: è considerata «prassi» avere un esponente dell'opposizione i quei consigli. L'altro punto dell'accordo avrebbe previsto (sempre sia vero) un consigliere di amministrazione alla banca e un consigliere ed un revisore dei conti in ogni partecipata di Mps.

Fino al 2010 è certo che nel Cda sedeva Carlo Querci, padre del manager Mediaset Niccolò. Così come fino al 2oog, era ad dì Paschi Gestioni immobiliari Lamberto Biondini, ex manager della Edilnord di Paolo Berlusconi, fratello di Silvio. In altre partecipate, come Mps Belgio, c'erano (dopo il 2009) Alberto Tirelli (ex Ppi, poi Pdl). Con lui l'amico Marco Paglialunga, vicino a Comunione e liberazione.

Ed Antonio Degortes, ex Forza Italia e figlio del fantino Aceto. Una ricognizione attenta di tutti i Cda passati è difficile, figuriamoci dei revisori dei conti. Ma da alcune inchieste, come
quella di Ampugnano, sono emersi contatti tra il senatore Pdl Franco Mugnai, «vicino al ministro Altero Matteoli», si legge nelle informative, e l'allora presidente Mps Giuseppe Mussari: furono intercettati mentre l'avvocato (che è anche legale di Mps) si stava occupando, dietro una parcella regolarmente retribuita di 200 mila euro, dell'iter autorizzativo per il nuovo aeroporto di Ampugnano.

Chi ha scritto il «papello» ha fatto anche una ricognizione attenta delle crisi economiche dell'area senese, garantendo che il governo (allora a guida Pdl) le seguisse con attenzione: quella dei camper e del cristallo in Valdelsa, il settore termale di Chianciano. Chiede impegni per la stazione ferroviaria di Chiusi, per il comparto della pelletteria e della geotermia dell'Amiata. C'è persino un riferimento al completamento (ancora da completare) della Due mari. Cose note.
In cambio di tutto questo, Verdini (si legge nel documento) avrebbe impegnato il Pdl a presentare un candidato, alla presidenza della Provincia «che non tenti di sconvolgere gli attuali equilibri».

Il centrodestra candiderà Donatella Santinelli che si fermerà al 30,4 per cento. Un risultato che non può però certo sconvolgere, considerando i risultati elettorali storici della sinistra in questo territorio.
Risultati simili avverranno in tutta la Provincia, come succede da decenni: la forza del centrosinistra, qua, non è mai mancata.

Ma c'è chi sbeffeggia i candidati del Pdl: come «l'Eretico di Siena», Raffaele Ascheri che, sempre nel 2009, di fronte alla scelta dell'ex pilota di Formula 1 Alessandro Nannini parlò del «Ceccuzzini», per il blogger quello era un inciucio Pd-Pdl. E ieri l'ex consigliere Pollina, sentito dai Pm, ha commentato: «Nannini? A Siena hanno riso tutti».

Nannini prese il 18,23 per cento, poco più di Gabriele Corradi, padre del calciatore candidatosi con più liste civiche e dall'allora terzo polo (prese il 16,73), mentre Ceccuzzi vinse al primo turno col 54,71 per cento. Impossibile quindi verificare se quello che prefigurava il «papello», cioè che il Pdl scegliesse candidati «rifuggendo da qualsiasi effetto destabilizzante con le liste civiche», si sarebbe verificato al secondo turno.

Tra i legami «indiretti» tra Mps e il Pdl c'è anche quello che passava, perlomeno fino al luglio scorso, attraverso il Corriere dell'Umbria il cui principale azionista era Rocco Girlanda: parlamentare, appunto, del Pdl. Fin qui, tutte cose note. Come è nota la telefonata, intercettata durante l'inchiesta «Grandi appalti», tra Denis Verdini e Giuseppe Mussari: il primo sponsorizzava un finanziamento per l'imprenditore della Btp Riccardo Fusi. Alla fine, però, quel finanziamento non ci fu.

Certo, il ruolo centrale, in quel papello, lo fa Andrea Pisaneschi: si legge che il Pdl e il Pd prendono «l'impegno fin da ora a confermare la presidenza di Antonveneta». La sua, dato che Pisaneschi era allora presidente di Antonveneta. Considerato uomo di Verdini, l'avvocato senese fu descritto come «l'interfaccia occulta di Antonveneta» (secondo i carabinieri) nella vicenda relativa alle false fatturazioni sulla quale la procura di Firenze indagò alcuni anni fa. Il suo nome emerge anche in un lungo rapporto che cita anche i nomi di alcuni vertici, ormai passati, dì Rocca Salimbeni.

Di Pisaneschi ne parla ad esempio Antonio Vigni, l'uomo accusato di aver ostacolato Bankitalia e di aver firmato il contratto con Nomura. Ne parla soprattutto Riccardo Fusi durante le intercettazioni legando lo svincolo dei soldi di un finanziamento all'acquisto di alcune quote di Antonveneta.
Certo, contatti, presenza, vicinanze tra Pd e Pdl legate a Mps sono note. Se il documento è vero o meno, lo dovranno decidere i magistrati.

Una ultima annotazione: quelle due paginette recano una data, il 12 novembre 2008. E un luogo, Roma. Sicuramente, Ceccuzzi in quel novembre è stato a Roma, era deputato. Sicuramente, sarà a Roma il 13 novembre, il giorno successivo per partecipare alla manifestazione dei pendolari di tutta Italia e della Toscana contro i tagli al trasporto pubblico locale. Lo scrive lo stesso Ceccuzzi nel suo blog www.francoceccuzzi.it: con il collega Carlo Emanuele Trappolino. Sempre del Pd.

 

franco ceccuzzi DENIS VERDINI SEDE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS LINGRESSO DI ROCCA SALIMBENI SEDE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA GIUSEPPE MUSSARI ANTONIO VIGNIANTONIO VIGNI GIUSEPPE MUSSARI MUSSARI PROFUMO jpegAlessandro Profumo

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