letizia enrico berlinguer

E' MORTA A ROMA LETIZIA BERLINGUER, VEDOVA DI ENRICO E MADRE DI BIANCA. TRA I DUE UN LEGAME FORTISSIMO, ANCHE SE LEI NON FU MAI COMUNISTA, MAI MISE PIEDE A UN COMIZIO O UNA MANIFESTAZIONE. ANZI SI DIVERTIVA A POLEMIZZARE. SEMPRE RISERVATA, DOPO L’IMPROVVISA MORTE DEL MARITO NEL 1984 NON APPARVE MAI IN PUBBLICO - IL CAPITOLO DEL LIBRO DI BRUNO VESPA DEDICATO ALLA COPPIA, DAL PRIMO INCONTRO AGLI STORICI FUNERALI

1. MORTA A ROMA LETIZIA LAURENTI, VEDOVA DI ENRICO BERLINGUER

 (ANSA) - E' morta questa notte a Roma Letizia Laurenti, vedova di Enrico Berlinguer. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. I funerali sabato mattina nella parrocchia di San Bellarmino ai Parioli.

enrico e letizia berlinguerenrico e letizia berlinguer

 

 

2. LUTTO PER I BERLINGUER: È MORTA LETIZIA, LA VEDOVA DI ENRICO

Gianni Carotenuto per www.ilgiornale.it

 

Letizia Laurenti, vedova di Enrico Berlinguer e madre di Bianca, Maria, Marco e Laura, è morta questa notte nella sua casa di Roma.

 

 La notizia è stata diffusa online dai ragazzi di enricoberlinguer.it sul sito internet e sulla loro pagina Facebook. La notizia della scomparsa della vedova Berlinguer ha registrato subito migliaia di condivisioni e reazioni.

 

 

Romana, figlia di un funzionario del Senato, aveva sposato Berlinguer nel 1957. Dal loro matrimonio erano nati quattro figli tra cui Bianca, ex direttrice del Tg3 e attuale conduttrice di "Carta Bianca", il giornalista ed esponente di Rifondazione comunista Marco e Laura giornalista di Tgcom24.

enrico berlinguer con la moglie letiziaenrico berlinguer con la moglie letizia

 

L'unione tra Enrico Berlnguer e Letizia Laurenti è sempre stata molto forte. Nonostante il regista Carlo Lizzani dicesse che "Enrico piaceva a molte ragazze, forse per una specie di mistero che si portava addosso", il fu segretario del Partito comunista italiano capì ben presto che Letizia era la persona giusta.

 

Donna composta, misurata e sempre al fianco del marito nel privato, non si fece mai conoscere dalla gente per la sua ritrosia ad apparire in pubblico, perfettamente in linea con l'austero modo di fare del marito. Negli anni Settanta la coppia fu contestata "da sinistra" dai figli e specialmente da Marco, che una volta partecipò a un corteo contro il Pci terminato a Botteghe Oscure.

 

ciampi letizia marco bianca berlinguerciampi letizia marco bianca berlinguer

I Berlinguer fecero della modestia e del contegno i loro tratti distintivi. Enrico e Letizia hanno sempre vissuto in una casa del migliore quartiere residenziale di Roma Nord.

 

Poche le persone ammesse a condividere l'intimità della loro famiglia, che ha sempre condotto una vita all'insegna della massima riservatezza. Un atteggiamento ulteriormente irrigiditosi dopo l'improvvisa scomparsa del leader comunista, avvenuta l'11 giugno 1984.

 

Da quel giorno Letizia Berlinguer ha preso ancora di più le distanze dal resto del mondo, non dando mai il pretesto per apparire su giornali e riviste.

 

 

3. MORTA VEDOVA BERLINGUER: NAPOLITANO, DOLORE MIO E CLIO

 (ANSA) - "Io e mia moglie Clio abbiamo appreso con profondo dolore la triste notizia della scomparsa di Letizia Berlinguer. Ci ha legato una lunghissima amicizia che ci ha permesso di conoscere i tratti umani, l'intelligenza e l'ironia della sua personalità indipendente e discreta e del suo rapporto di affetto e collaborazione con Enrico, di dedizione senza limiti alla loro famiglia. Abbracciamo Bianca, Maria, Marco e Laura con intensa partecipazione per la loro dura perdita". Lo afferma Giorgio Napolitano.

 

 

4. LA VITA CON LETIZIA, MAI COMUNISTA

la famiglia di enrico berlinguerla famiglia di enrico berlinguer

Estratto dal libro di Bruno Vespa - L’amore e il potere - Mondadori, Milano 2007 (pp. 311-316), pubblicato da www.cinquantamila.it, sito a cura di Giorgio Dell’Arti

 

La donna della sua vita arrivò nel 1948. Letizia Laurenti, romana, figlia di un funzionario del Senato, era allegra e piacente: occhi neri, capelli castani bellissime gambe messe in mostra proprio in quei balli che Enrico avrebbe sempre rifiutato. E anche ribelle e talvolta testarda: arrivata alla terza liceo del Mamiani, interruppe gli studi (un po’ svogliati) prima della maturità e mai più li riprese. Si conobbero da alcuni cugini di Berlinguer, la potente famiglia Siglienti, in un’abitazione di fortuna al quartiere Prati. Si frequentarono per anni senza un grande interesse reciproco.

 

letizia berlinguer ai funerali di enricoletizia berlinguer ai funerali di enrico

La Valentini annota che allora Enrico preferiva appartarsi a chiacchierare con la cugina Lina Siglienti, studiosa e appassionata di Wagner, con la quale trascorreva spesso le vacanze. E proprio durante una vacanza in Valle d’Aosta, Enrico e Letizia si innamorarono. Testimonia Lina: «Anche se così diversi avevano trovato quasi subito un’intimità tutta loro, un mondo comune in cui non c’era posto per gli altri. C’era qualcosa di profondo che li univa».

 

Sì sposarono nove anni dopo il primo incontro, il 26 settembre 1957, in Campidoglio. Enrico aveva ormai 35 anni, Letizia 29. Lo sposo era in blu, la sposa in grigio chiaro, con un nastro di seta tra i capelli. Presenti solo i parenti stretti, che festeggiarono con sobrietà nei locali annessi al teatro Eliseo. Viaggio di nozze, assai poco romantico per un sassarese e una romana, a Cagliari. Due anni dopo, nel 1959, nacque Bianca, oggi conduttrice del Tg3, e nel 1961 Maria. Alle due bambine furono imposti i nomi delle nonne materna e paterna. Dopo altri due anni arrivò Marco.

 

renato guttuso accoglie, alla sua mostra al coni, enrico berlinguer accompagnato dalla moglie letiziarenato guttuso accoglie, alla sua mostra al coni, enrico berlinguer accompagnato dalla moglie letizia

La quarta figlia, Laura, nacque solo nel 1970. Com’era in casa Enrico Berlinguer? In un altro suo libro Chiara Valentini (Berlinguer il segretario) riferisce la testimonianza di Livio Labor, già presidente delle Adi e fondatore di un movimento di cattolici vicini al Pci: «A casa sua Berlinguer era un’altra persona. Mentre aspettavamo che sua moglie Letizia finisse di preparare la cena si era alzato più volte per vedere i compiti dei figli. A tavola parlammo di musica, di libri, di pittura. Non si accennò neanche per un attimo alla politica».

 

 I compagni di partito erano esclusi dall’intimità domestica, con la sola eccezione di Tonino Tato, che fu il suo segretario, il suo consigliere, il suo potentissimo portavoce. La famiglia trascorreva tutta insieme le vacanze a Stintino, in Sardegna. Nel 1977 – l’anno dell’«eurocomunismo», in pieno «compromesso storico» – Berlinguer era il politico di gran lunga più assediato dai giornali e dalle televisioni.

ciampi casini letizia berlinguerciampi casini letizia berlinguer

 

Per le sue vacanze fu scelta perciò una baia bella e tranquilla dell’Elba, Procchio. Fuori del proprio ambiente il segretario si annoiava. Un giorno, per rinverdire il suo passato giovanile di velista, uscì in barca con il fratello Giovanni e la figlia Bianca. Il mare s’ingrossò e i tre si legarono con una cima a uno scoglio, in attesa che la buriana passasse. Ma il mare non si placava e si sparse la voce che il segretario del Pci avesse fatto naufragio e fosse disperso in mare.

 

Il questore di Livorno si agitò moltissimo (ebbe un malore sulla nave che guidava i soccorsi): avvertì il ministro dell’Interno Francesco Cossiga, che peraltro era cugino dei Berlinguer, e scattarono imponenti ricerche che si conclusero quando i presunti naufraghi, ignari del trambusto, approdarono a Portoferraio dove si erano fatti trainare da un peschereccio.

 

Come accadeva negli anni Settanta a molti dirigenti della sinistra, i figli di Berlinguer contestavano (da sinistra) le scelte paterne. Nel 1977 – angoscioso preludio del tremendo 1978 – Bianca, Maria e Marco frequentavano lo stesso liceo classico romano e partecipavano, ovviamente, ai «collettivi» studenteschi dove era facile infuocarsi.

 

bianca letizia enrico berlinguerbianca letizia enrico berlinguer

Il padre li aveva indirizzati nelle letture (anche quelle più impegnative, come le Lettere dal carcere di Gramsci) e anche alla politica: in disaccordo, in questo, con la moglie, che giudicò prematura, per esempio, la scelta di Maria di iscriversi alla Fgci a soli 14 anni (Maria lo fece senza dirglielo). Quando la ragazza contestò per la prima volta il padre, Enrico ci restò assai male. E rimase basito quando seppe che Marco, appena uscito dalle medie, aveva partecipato a un corteo di protesta sfilato sotto il palazzone delle Botteghe Oscure.

 

 Letizia Berlinguer non diventò mai comunista. Anzi, scrive la Valentini, «fino all’ultimo polemizzerà con Enrico, anche di fronte agli amici... Non mette mai piede a un comizio o a una manifestazione. E quando parla di politica dice spesso “voi comunisti”, guardando Enrico un po’ ironica». I figli confermano che la madre non si è mai iscritta al partito e non lo ha mai frequentato, ma aggiungono che ha avuto sempre una forte intesa con il marito sui valori sociali e morali.

 

Un altro biografo di Berlinguer, Giuseppe Fiori (Vita di Enrico Berlinguer), ricorda il dolore di Letizia durante il caso Cossiga-Donat-Cattin. L’allora presidente del Consiglio fu accusato – ingiustamente – di aver rivelato a Carlo Donat-Cattin, uno dei più autorevoli ministri democristiani, che suo figlio Marco era ricercato per fatti di terrorismo. Nella polemica che ne seguì, Berlinguer fu il più duro contro Cossiga e chiese invano – contro il parere dei maggiorenti del Pci – di trascinarlo dinanzi all’Alta Corte di giustizia.

 

ENRICO BERLINGUERENRICO BERLINGUER

Quando Giulio Andreotti lo rimproverò per questo accanimento («Ma è tuo cugino!»), Berlinguer gli rispose sardonico: «Con i parenti si mangia l’agnello, non si fa politica». Il destino volle che né Letizia né i quattro figli fossero accanto a lui nel momento della morte. Nella primavera del 1984 il segretario del Pci era impegnato nella difficile campagna elettorale per le elezioni europee. Difficile perché gli anni del «compromesso storico» avevano ceduto il passo al solido accordo tra l’ala moderata della De e Bettino Craxi, e i rapporti tra Pci e Psi erano diventati pessimi.

 

Proprio nei giorni che precedettero il comizio di Padova e la sua morte, Berlinguer aveva raccontato divertito a Poppino Fiori, giornalista e senatore della sinistra indipendente, che Craxi era stato fischiato durante una partita di basket, mentre invece parecchia gente si era stretta intorno a lui allo stadio Olimpico, dove era andato per assistere alla finale di Coppa dei Campioni Roma-Liverpool.

 

ENRICO BERLINGUER TRA LA FOLLA ENRICO BERLINGUER TRA LA FOLLA

La sera del 7 giugno Enrico Berlinguer parlava a una gran folla radunata in piazza della Frutta a Padova. Primi attacchi al governo, primi applausi. Poi una frase – «Siamo di fronte a un momento pieno di insidie per le istituzioni della Repubblica. Ma è certo che...» – s’interruppe a metà.

 

Chiese un bicchier d’acqua, fu colto da conati di vomito, qualcuno nella folla gridò: «Sta male, fatelo smettere». Ma lui volle continuare, e si trascinò sofferente fino alla fine del discorso. «Ho un gran sonno» disse a Tonino Tato che l’aveva portato di peso in albergo. Un medico si accorse che, invece, era entrato in coma, colpito da una gravissima emorragia cerebrale.

 

L’inutile operazione avvenne nella notte, mentre lo stato maggiore del partito si riuniva e Letizia con i figli erano partiti in treno per raggiungerlo. Nei quattro giorni di agonia, arrivarono a Padova i più importanti uomini politici. Sandro Pertini, presidente della Repubblica, che avrebbe poi riportato a Roma la salma sul suo aereo, fu accolto con calore. Bettino Craxi non fu fischiato soltanto perché Giovanni Berlinguer pregò i militanti di trattare tutti con rispetto. Ma né Letizia né i figli lo vollero incontrare.

 

bettino craxi enrico berlinguerbettino craxi enrico berlinguer

Sergio Siglienti, cugino di Enrico, ha raccontato a Chiara Valentini: «Letizia si dimostrò molto forte. La mattina del 10 giugno, domenica, raccolse attorno a sé i quattro ragazzi per dire che ormai non c’era più speranza. “Vostro padre dovrà certamente morire” furono le sue parole. Lauretta cominciò a piangere e non riuscimmo più a farla smettere».

 

Poco dopo. Letizia e Marco ritornarono a Roma. La Valentini ha scritto che il pretesto per il viaggio fu un esame che il ragazzo doveva sostenere, ma che la vera ragione era comunicare ai dirigenti di Botteghe Oscure che Enrico non doveva essere sepolto al Verano accanto a Togliatti, Longo e Amendola, ma accanto al padre, nel periferico cimitero di Prima Porta.

 

bianca berlinguerbianca berlinguer

In realtà. Marco doveva dare veramente un esame (anche se poi non lo fece perché gli eventi precipitarono) e la madre lo accompagnò perché i medici avevano detto che i tempi della morte di Enrico non erano prevedibili. Non ci sarebbe stato invece bisogno della trasferta romana per comunicare la volontà sulla sepoltura al vertice del partito, perché era tutto presente a Padova. L’annuncio della morte di Enrico Berlinguer fu dato alle 9.30 di lunedì 11 giugno 1984.

 

LAURA BERLINGUERLAURA BERLINGUER

I funerali, che si svolsero due giorni più tardi in piazza San Giovanni, furono memorabili. Incaricato di raccontarli in cronaca diretta per il Tg1 (per la prima volta in una circostanza del genere una telecamera fu montata su un elicottero), registrai una gigantesca emozione fra la gente e momenti di storia (la presenza dei segretari comunisti francese e spagnolo, Georges Marchais e Santiago Carrillo, protagonisti con Berlinguer dell’«eurocomunismo») alternati a episodi di cronaca (Pertini acclamato, Craxi fischiato). Lauretta non smise un solo istante di singhiozzare. Quattro giorni dopo, alle elezioni europee, il Pci superò di qualche decimo di punto la Dc. Sarebbe stata la prima e l’ultima volta.

Marco Berlinguer Marco Berlinguer

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