letizia enrico berlinguer

E' MORTA A ROMA LETIZIA BERLINGUER, VEDOVA DI ENRICO E MADRE DI BIANCA. TRA I DUE UN LEGAME FORTISSIMO, ANCHE SE LEI NON FU MAI COMUNISTA, MAI MISE PIEDE A UN COMIZIO O UNA MANIFESTAZIONE. ANZI SI DIVERTIVA A POLEMIZZARE. SEMPRE RISERVATA, DOPO L’IMPROVVISA MORTE DEL MARITO NEL 1984 NON APPARVE MAI IN PUBBLICO - IL CAPITOLO DEL LIBRO DI BRUNO VESPA DEDICATO ALLA COPPIA, DAL PRIMO INCONTRO AGLI STORICI FUNERALI

1. MORTA A ROMA LETIZIA LAURENTI, VEDOVA DI ENRICO BERLINGUER

 (ANSA) - E' morta questa notte a Roma Letizia Laurenti, vedova di Enrico Berlinguer. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. I funerali sabato mattina nella parrocchia di San Bellarmino ai Parioli.

enrico e letizia berlinguerenrico e letizia berlinguer

 

 

2. LUTTO PER I BERLINGUER: È MORTA LETIZIA, LA VEDOVA DI ENRICO

Gianni Carotenuto per www.ilgiornale.it

 

Letizia Laurenti, vedova di Enrico Berlinguer e madre di Bianca, Maria, Marco e Laura, è morta questa notte nella sua casa di Roma.

 

 La notizia è stata diffusa online dai ragazzi di enricoberlinguer.it sul sito internet e sulla loro pagina Facebook. La notizia della scomparsa della vedova Berlinguer ha registrato subito migliaia di condivisioni e reazioni.

 

 

Romana, figlia di un funzionario del Senato, aveva sposato Berlinguer nel 1957. Dal loro matrimonio erano nati quattro figli tra cui Bianca, ex direttrice del Tg3 e attuale conduttrice di "Carta Bianca", il giornalista ed esponente di Rifondazione comunista Marco e Laura giornalista di Tgcom24.

enrico berlinguer con la moglie letiziaenrico berlinguer con la moglie letizia

 

L'unione tra Enrico Berlnguer e Letizia Laurenti è sempre stata molto forte. Nonostante il regista Carlo Lizzani dicesse che "Enrico piaceva a molte ragazze, forse per una specie di mistero che si portava addosso", il fu segretario del Partito comunista italiano capì ben presto che Letizia era la persona giusta.

 

Donna composta, misurata e sempre al fianco del marito nel privato, non si fece mai conoscere dalla gente per la sua ritrosia ad apparire in pubblico, perfettamente in linea con l'austero modo di fare del marito. Negli anni Settanta la coppia fu contestata "da sinistra" dai figli e specialmente da Marco, che una volta partecipò a un corteo contro il Pci terminato a Botteghe Oscure.

 

ciampi letizia marco bianca berlinguerciampi letizia marco bianca berlinguer

I Berlinguer fecero della modestia e del contegno i loro tratti distintivi. Enrico e Letizia hanno sempre vissuto in una casa del migliore quartiere residenziale di Roma Nord.

 

Poche le persone ammesse a condividere l'intimità della loro famiglia, che ha sempre condotto una vita all'insegna della massima riservatezza. Un atteggiamento ulteriormente irrigiditosi dopo l'improvvisa scomparsa del leader comunista, avvenuta l'11 giugno 1984.

 

Da quel giorno Letizia Berlinguer ha preso ancora di più le distanze dal resto del mondo, non dando mai il pretesto per apparire su giornali e riviste.

 

 

3. MORTA VEDOVA BERLINGUER: NAPOLITANO, DOLORE MIO E CLIO

 (ANSA) - "Io e mia moglie Clio abbiamo appreso con profondo dolore la triste notizia della scomparsa di Letizia Berlinguer. Ci ha legato una lunghissima amicizia che ci ha permesso di conoscere i tratti umani, l'intelligenza e l'ironia della sua personalità indipendente e discreta e del suo rapporto di affetto e collaborazione con Enrico, di dedizione senza limiti alla loro famiglia. Abbracciamo Bianca, Maria, Marco e Laura con intensa partecipazione per la loro dura perdita". Lo afferma Giorgio Napolitano.

 

 

4. LA VITA CON LETIZIA, MAI COMUNISTA

la famiglia di enrico berlinguerla famiglia di enrico berlinguer

Estratto dal libro di Bruno Vespa - L’amore e il potere - Mondadori, Milano 2007 (pp. 311-316), pubblicato da www.cinquantamila.it, sito a cura di Giorgio Dell’Arti

 

La donna della sua vita arrivò nel 1948. Letizia Laurenti, romana, figlia di un funzionario del Senato, era allegra e piacente: occhi neri, capelli castani bellissime gambe messe in mostra proprio in quei balli che Enrico avrebbe sempre rifiutato. E anche ribelle e talvolta testarda: arrivata alla terza liceo del Mamiani, interruppe gli studi (un po’ svogliati) prima della maturità e mai più li riprese. Si conobbero da alcuni cugini di Berlinguer, la potente famiglia Siglienti, in un’abitazione di fortuna al quartiere Prati. Si frequentarono per anni senza un grande interesse reciproco.

 

letizia berlinguer ai funerali di enricoletizia berlinguer ai funerali di enrico

La Valentini annota che allora Enrico preferiva appartarsi a chiacchierare con la cugina Lina Siglienti, studiosa e appassionata di Wagner, con la quale trascorreva spesso le vacanze. E proprio durante una vacanza in Valle d’Aosta, Enrico e Letizia si innamorarono. Testimonia Lina: «Anche se così diversi avevano trovato quasi subito un’intimità tutta loro, un mondo comune in cui non c’era posto per gli altri. C’era qualcosa di profondo che li univa».

 

Sì sposarono nove anni dopo il primo incontro, il 26 settembre 1957, in Campidoglio. Enrico aveva ormai 35 anni, Letizia 29. Lo sposo era in blu, la sposa in grigio chiaro, con un nastro di seta tra i capelli. Presenti solo i parenti stretti, che festeggiarono con sobrietà nei locali annessi al teatro Eliseo. Viaggio di nozze, assai poco romantico per un sassarese e una romana, a Cagliari. Due anni dopo, nel 1959, nacque Bianca, oggi conduttrice del Tg3, e nel 1961 Maria. Alle due bambine furono imposti i nomi delle nonne materna e paterna. Dopo altri due anni arrivò Marco.

 

renato guttuso accoglie, alla sua mostra al coni, enrico berlinguer accompagnato dalla moglie letiziarenato guttuso accoglie, alla sua mostra al coni, enrico berlinguer accompagnato dalla moglie letizia

La quarta figlia, Laura, nacque solo nel 1970. Com’era in casa Enrico Berlinguer? In un altro suo libro Chiara Valentini (Berlinguer il segretario) riferisce la testimonianza di Livio Labor, già presidente delle Adi e fondatore di un movimento di cattolici vicini al Pci: «A casa sua Berlinguer era un’altra persona. Mentre aspettavamo che sua moglie Letizia finisse di preparare la cena si era alzato più volte per vedere i compiti dei figli. A tavola parlammo di musica, di libri, di pittura. Non si accennò neanche per un attimo alla politica».

 

 I compagni di partito erano esclusi dall’intimità domestica, con la sola eccezione di Tonino Tato, che fu il suo segretario, il suo consigliere, il suo potentissimo portavoce. La famiglia trascorreva tutta insieme le vacanze a Stintino, in Sardegna. Nel 1977 – l’anno dell’«eurocomunismo», in pieno «compromesso storico» – Berlinguer era il politico di gran lunga più assediato dai giornali e dalle televisioni.

ciampi casini letizia berlinguerciampi casini letizia berlinguer

 

Per le sue vacanze fu scelta perciò una baia bella e tranquilla dell’Elba, Procchio. Fuori del proprio ambiente il segretario si annoiava. Un giorno, per rinverdire il suo passato giovanile di velista, uscì in barca con il fratello Giovanni e la figlia Bianca. Il mare s’ingrossò e i tre si legarono con una cima a uno scoglio, in attesa che la buriana passasse. Ma il mare non si placava e si sparse la voce che il segretario del Pci avesse fatto naufragio e fosse disperso in mare.

 

Il questore di Livorno si agitò moltissimo (ebbe un malore sulla nave che guidava i soccorsi): avvertì il ministro dell’Interno Francesco Cossiga, che peraltro era cugino dei Berlinguer, e scattarono imponenti ricerche che si conclusero quando i presunti naufraghi, ignari del trambusto, approdarono a Portoferraio dove si erano fatti trainare da un peschereccio.

 

Come accadeva negli anni Settanta a molti dirigenti della sinistra, i figli di Berlinguer contestavano (da sinistra) le scelte paterne. Nel 1977 – angoscioso preludio del tremendo 1978 – Bianca, Maria e Marco frequentavano lo stesso liceo classico romano e partecipavano, ovviamente, ai «collettivi» studenteschi dove era facile infuocarsi.

 

bianca letizia enrico berlinguerbianca letizia enrico berlinguer

Il padre li aveva indirizzati nelle letture (anche quelle più impegnative, come le Lettere dal carcere di Gramsci) e anche alla politica: in disaccordo, in questo, con la moglie, che giudicò prematura, per esempio, la scelta di Maria di iscriversi alla Fgci a soli 14 anni (Maria lo fece senza dirglielo). Quando la ragazza contestò per la prima volta il padre, Enrico ci restò assai male. E rimase basito quando seppe che Marco, appena uscito dalle medie, aveva partecipato a un corteo di protesta sfilato sotto il palazzone delle Botteghe Oscure.

 

 Letizia Berlinguer non diventò mai comunista. Anzi, scrive la Valentini, «fino all’ultimo polemizzerà con Enrico, anche di fronte agli amici... Non mette mai piede a un comizio o a una manifestazione. E quando parla di politica dice spesso “voi comunisti”, guardando Enrico un po’ ironica». I figli confermano che la madre non si è mai iscritta al partito e non lo ha mai frequentato, ma aggiungono che ha avuto sempre una forte intesa con il marito sui valori sociali e morali.

 

Un altro biografo di Berlinguer, Giuseppe Fiori (Vita di Enrico Berlinguer), ricorda il dolore di Letizia durante il caso Cossiga-Donat-Cattin. L’allora presidente del Consiglio fu accusato – ingiustamente – di aver rivelato a Carlo Donat-Cattin, uno dei più autorevoli ministri democristiani, che suo figlio Marco era ricercato per fatti di terrorismo. Nella polemica che ne seguì, Berlinguer fu il più duro contro Cossiga e chiese invano – contro il parere dei maggiorenti del Pci – di trascinarlo dinanzi all’Alta Corte di giustizia.

 

ENRICO BERLINGUERENRICO BERLINGUER

Quando Giulio Andreotti lo rimproverò per questo accanimento («Ma è tuo cugino!»), Berlinguer gli rispose sardonico: «Con i parenti si mangia l’agnello, non si fa politica». Il destino volle che né Letizia né i quattro figli fossero accanto a lui nel momento della morte. Nella primavera del 1984 il segretario del Pci era impegnato nella difficile campagna elettorale per le elezioni europee. Difficile perché gli anni del «compromesso storico» avevano ceduto il passo al solido accordo tra l’ala moderata della De e Bettino Craxi, e i rapporti tra Pci e Psi erano diventati pessimi.

 

Proprio nei giorni che precedettero il comizio di Padova e la sua morte, Berlinguer aveva raccontato divertito a Poppino Fiori, giornalista e senatore della sinistra indipendente, che Craxi era stato fischiato durante una partita di basket, mentre invece parecchia gente si era stretta intorno a lui allo stadio Olimpico, dove era andato per assistere alla finale di Coppa dei Campioni Roma-Liverpool.

 

ENRICO BERLINGUER TRA LA FOLLA ENRICO BERLINGUER TRA LA FOLLA

La sera del 7 giugno Enrico Berlinguer parlava a una gran folla radunata in piazza della Frutta a Padova. Primi attacchi al governo, primi applausi. Poi una frase – «Siamo di fronte a un momento pieno di insidie per le istituzioni della Repubblica. Ma è certo che...» – s’interruppe a metà.

 

Chiese un bicchier d’acqua, fu colto da conati di vomito, qualcuno nella folla gridò: «Sta male, fatelo smettere». Ma lui volle continuare, e si trascinò sofferente fino alla fine del discorso. «Ho un gran sonno» disse a Tonino Tato che l’aveva portato di peso in albergo. Un medico si accorse che, invece, era entrato in coma, colpito da una gravissima emorragia cerebrale.

 

L’inutile operazione avvenne nella notte, mentre lo stato maggiore del partito si riuniva e Letizia con i figli erano partiti in treno per raggiungerlo. Nei quattro giorni di agonia, arrivarono a Padova i più importanti uomini politici. Sandro Pertini, presidente della Repubblica, che avrebbe poi riportato a Roma la salma sul suo aereo, fu accolto con calore. Bettino Craxi non fu fischiato soltanto perché Giovanni Berlinguer pregò i militanti di trattare tutti con rispetto. Ma né Letizia né i figli lo vollero incontrare.

 

bettino craxi enrico berlinguerbettino craxi enrico berlinguer

Sergio Siglienti, cugino di Enrico, ha raccontato a Chiara Valentini: «Letizia si dimostrò molto forte. La mattina del 10 giugno, domenica, raccolse attorno a sé i quattro ragazzi per dire che ormai non c’era più speranza. “Vostro padre dovrà certamente morire” furono le sue parole. Lauretta cominciò a piangere e non riuscimmo più a farla smettere».

 

Poco dopo. Letizia e Marco ritornarono a Roma. La Valentini ha scritto che il pretesto per il viaggio fu un esame che il ragazzo doveva sostenere, ma che la vera ragione era comunicare ai dirigenti di Botteghe Oscure che Enrico non doveva essere sepolto al Verano accanto a Togliatti, Longo e Amendola, ma accanto al padre, nel periferico cimitero di Prima Porta.

 

bianca berlinguerbianca berlinguer

In realtà. Marco doveva dare veramente un esame (anche se poi non lo fece perché gli eventi precipitarono) e la madre lo accompagnò perché i medici avevano detto che i tempi della morte di Enrico non erano prevedibili. Non ci sarebbe stato invece bisogno della trasferta romana per comunicare la volontà sulla sepoltura al vertice del partito, perché era tutto presente a Padova. L’annuncio della morte di Enrico Berlinguer fu dato alle 9.30 di lunedì 11 giugno 1984.

 

LAURA BERLINGUERLAURA BERLINGUER

I funerali, che si svolsero due giorni più tardi in piazza San Giovanni, furono memorabili. Incaricato di raccontarli in cronaca diretta per il Tg1 (per la prima volta in una circostanza del genere una telecamera fu montata su un elicottero), registrai una gigantesca emozione fra la gente e momenti di storia (la presenza dei segretari comunisti francese e spagnolo, Georges Marchais e Santiago Carrillo, protagonisti con Berlinguer dell’«eurocomunismo») alternati a episodi di cronaca (Pertini acclamato, Craxi fischiato). Lauretta non smise un solo istante di singhiozzare. Quattro giorni dopo, alle elezioni europee, il Pci superò di qualche decimo di punto la Dc. Sarebbe stata la prima e l’ultima volta.

Marco Berlinguer Marco Berlinguer

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: LA MINORANZA INTERNA E LA STESSA MARINA BERLUSCONI VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO LETIZIA MORATTI O MASSIMILIANO SALINI - E TAJANI? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI. L'EX MONARCHICO CIOCIARO SI SBATTE PER UN POSTO PER LA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…