matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

UN FILM GIÀ VISTO: NEL GOVERNO È SCAZZO SULLE BANCHE – DI FRONTE AL RISCHIO DI PERDERE CONSENSI, MELONI E SALVINI SONO  D’ACCORDO NEL CHIEDERE UN “CONTRIBUTO” DI 3/4 MILIARDI ALLE BANCHE IN VISTA DELLA COMPLICATA MANOVRA FINANZIARIA: MANCANO 10 MILIARDI PER IL TAGLIO IRPEF PER IL CETO MEDIO, LA NUOVA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE, GLI INCENTIVI SUI SALARI E IL RINNOVO DEI CONTRATTI – I MELONIANI: “SE SERVE UN INTERVENTO LO FAREMO D'INTESA CON IL MONDO DEL CREDITO" - MA FORZA ITALIA SI OPPONE NON TANTO LA BERLUSCONIANA  MEDIOLANUM (CHE CONTA POCO: NON E' INTESA O UNICREDIT): “COSÌ SI DANNEGGIA IL SISTEMA ECONOMICO, NO A MISURE MISURE ILLIBERALI” – A PIAZZA AFFARI CEDONO TUTTI I TITOLI BANCARI...

Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “La Stampa”

 

giorgia meloni e matteo salvini alla camera

L'idea di un nuovo intervento sulle banche per fare cassa l'ha lanciata Matteo Salvini, e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha colto l'assist del suo leader parlando di «pizzicotto» per pungolare gli istituti a concedere benefici concreti alle famiglie.

 

La paternità della proposta non è però soltanto leghista, perché è da fine giugno che nei corridoi di Palazzo Chigi si parla di un provvedimento sul rinvio delle Dta delle banche (imposte differite attive), sulla falsariga di quanto fatto lo scorso anno in manovra.

 

Nella legge di bilancio approvata a dicembre, infatti, il lungo tormentone sui "sacrifici" portò a una sorta di contributo da applicare alle banche con il rinvio delle deduzioni su svalutazioni e perdite, una misura che garantì all'erario 3,4 miliardi di euro nel biennio 2025-26.

 

IL CALO DEI TITOLI DELLE BANCHE A PIAZZA AFFARI IL 26 AGOSTO 2025

Oggi, con il cantiere della finanziaria alle porte, per portare a casa il taglio dell'Irpef sul ceto medio, la quinta rottamazione, gli incentivi sui salari e il rinnovo dei contratti bisogna essere creativi dal lato delle entrate.

 

Le banche, i cui utili nel 2024 hanno sfondato il muro dei 46 miliardi di euro, sono da questo punto di vista il terreno di caccia ideale per l'esecutivo. L'obiettivo è ridiscutere la norma sulle Dta, allungarla e incrementare gli incassi, i numeri si decideranno al tavolo con l'Abi.

 

Da Fratelli d'Italia, il partito della premier, ribadiscono che «se ci sarà bisogno di fare un intervento di questo tipo lo si farà d'intesa con le banche, nelle prossime settimane avremo le proiezioni sui numeri e capiremo». Forza Italia, invece, punta i piedi e si dice contraria a una politica dal sapore «dirigista».

 

antonio tajani al meeting di rimini

Domenica al meeting di Rimini il vicepremier Antonio Tajani aveva stoppato i rumors sulle banche chiudendo la porta ai blitz annunciati dai leghisti.

 

È un canovaccio che si ripete puntualmente, visto che nell'arco della legislatura Tajani si è contrapposto a Giorgetti e Salvini quando si parlava di tassa sugli extraprofitti (che poi produsse zero gettito perché si consentì agli istituti l'escamotage del rafforzamento patrimoniale) e sulla vicenda delle prescrizioni a Unicredit nell'ambito dell'offerta pubblica di scambio di Unicredit su Bpm.

 

[...] Dopo l'articolo uscito ieri su questo giornale, in cui si dava conto dell'intenzione del governo di incontrare i vertici dell'Abi a settembre per ridiscutere il rinvio della Dta, il partito di Forza Italia è sceso in campo per frenare eventuali «misure illiberali».

 

GIANCARLO GIORGETTI AL MEETING DI RIMINI

Maurizio Casasco, responsabile economico di Forza Italia, non vuol sentir parlare di «ricette stataliste sugli extraprofitti» e spiega: «È necessario dialogare con le banche per favorire il credito a famiglie e imprese. Lo scorso anno è stato fatto un accordo biennale con gli istituti sulle Dta da tre miliardi e mezzo e quindi pacta sunt servanda, i patti devono essere rispettati».

 

Casasco ricorda che ogni aumento fiscale sulle banche non concordato rischia «di essere scaricato su cittadini e imprese e questo sarebbe un danno per il tutto il sistema economico». Quindi, ribadisce, Forza Italia non avallerà «una logica punitiva nei confronti delle banche, che peraltro pagano più tasse delle altre imprese. La nostra ricetta è rafforzare la crescita agendo sul credito, incentivando gli investimenti, la ricerca e l'industria. Per farlo ci vuole una sinergia con il sistema creditizio».

 

banche italiane

Quanto al merito delle proposte in discussione in vista della manovra, Casasco è d'accordo sulla detassazione dei premi di produttività e degli straordinari, ma ricorda che la priorità per gli azzurri è il taglio di due punti dell'aliquota Irpef al 35% per i redditi tra 28 mila e 60 mila euro.

 

[...]  A Piazza Affari cedono i titoli bancari: ieri Popolare Sondrio e Unicredit hanno perso oltre il 3%; Mps, Mediobanca, Intesa e Bper si attestano intorno al –2%. A pesare sui listini, osservano gli analisti, l'allarme sui conti pubblici francesi e il voto di fiducia sulla legge di bilancio del primo ministro Francois Bayrou, ma anche le indiscrezioni sulle possibili richieste del governo al settore bancario. [...]

GIANCARLO GIORGETTI AL MEETING DI RIMINIantonio tajani al meeting di rimini

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