1. FERMI TUTTI! GIORGIO NAPOLITANO L'ESTATE SCORSA, E ANCHE L'AUTUNNO SCORSO, ERA PRONTO A CONCEDERE LA GRAZIA A SILVIO BERLUSCONI. E' QUANTO SCRIVONO QUAGLIARIELLO E CICCHITTO IN UNA LETTERA AL FIDANZATO DELLA PASCALE, RIVENDICANDO LA LORO "PAZIENTE OPERA DI TESSITURA E DI RICUCITURA" PER OTTENERE "UN GESTO CHE AVREBBE RAPPRESENTATO BEN PIÙ DI UN SEMPLICE ATTO DI CLEMENZA" 2. L'EX BANANA DISSE DI NO, PERCHÉ SIGNIFICAVA AMMETTERE LA COLPA, E SCATTO' LA SCISSIONE DEL SENZA QUID ALFANO, CON L'EVIDENTE APPOGGIO/SOLLIEVO DEL COLLE: UN ALTRO COMPLOTTO DOPO LE PROVE CHE BERLUSCONI DICE DI AVERE SULL'USCITA DI FINI? 3. L'AUTOGOL DI QUAGLIARIELLO E CICCHITTO NASCE DALLO SCONTRO FEROCE E DALLE ACCUSE DI TRADIMENTO RIACCESOSI NEGLI ULTIMI GIORNI TRA FORZA ITALIA E NCD, MA LASCIA INTERROGATIVI CHE SAREBBE OPPORTUNO PER TUTTI CHIARIRE, A PARTIRE DAL QUIRINALE

DAGOREPORT
Caro Berlusconi Silvio, ex Banana, ha letto la lettera che le hanno indirizzato Cicchitto Fabrizio e Quagliariello Gaetano dall'Huffington Post? Secondo noi no, oppure se l'ha letta l'ha fatto molto distrattamente poiché non ne abbiamo ancora visto alcun atto politico conseguente. Poiché questo disgraziato sito ritiene che la sua visita settimanale a Cesano Boscone con la sia pur modica frequentazione di persone che, per via della malattia, hanno dimenticato tutto possa avere qualche effetto emulativo su di lei che, come e' noto, si immedesima molto nei ruoli che le capita di dover recitare, provvediamo a rinfrescarle la memoria politica.

Ecco i passaggi chiave della lettera dei due esponenti del Nuovo Centrodestra: "quanto al tema della grazia, Berlusconi sa bene, per averne ampiamente e reiteratamente discusso con alcuni dei traditori di cui sopra e certamente con i sottoscritti, che vi erano tutti i presupposti per un percorso che gli evitasse la compressione della libertà personale e gli riconoscesse agli occhi del Paese e del mondo un ruolo che nessuna sentenza avrebbe potuto cancellare e che solo una linea politica sconsiderata ha irrimediabilmente compromessa''.

‘'Questi presupposti - continua la lettera - vi erano la scorsa estate e, nonostante tutto, vi erano ancora in autunno, anche grazie ad una paziente opera di tessitura e di continua ricucitura ad opera dei soliti traditori che il Berlusconi dottor Jeckill avallava e incoraggiava ogni volta che il Berlusconi mister Hyde cedeva alla tentazione distruttiva di minare la stabilità del Paese".

"Evidentemente al dunque qualche cattivo consigliere ha indotto - continuano Cicchitto e Quagliariello - Berlusconi a sottovalutare la portata del gesto che avrebbe potuto ottenere: un gesto che avrebbe rappresentato ben più di un atto di clemenza".

Dunque, caro fidanzato di Pascale Francesca, le cose stanno così: Quagliariello, allora ministro delle Riforme del governo Letta in costante contatto con il Quirinale, e Cicchitto, capogruppo alla Camera di Forza Italia, avevano, tra gli altri, trattato con Re Giorgio per farle avere la grazia, meglio "un gesto che avrebbe rappresentato ben più di un atto di clemenza".

Lei sceglie invece la linea dura, le trattative si interrompono e parte la scissione di Ncd. La quale scissione, questo e' il punto chiave sottinteso alla lettera di Quagliariello e Cicchitto, avrebbe avuto l'autorevole avallo del Colle più alto. E lo avrebbe avuto non tanto e non solo per l'ovvio motivo che essa rafforzava un governo pericolante ma soprattutto perché strettamente legata all'esito della trattativa sulla grazia: lei la rifiutava magari perché significava ammettere la colpa, il Colle si sentiva autorizzato a mettere la sua manina protettrice sulla dipartita da Forza Italia del suo ex delfino Alfano e dei suoi.

Quindi, caro ex Banana, dopo le prove che lei avrebbe raccolto sulla spinta e le promesse che il Presidente della Repubblica, al secolo Re Giorgio, fece a Fini Gianfranco affinché rompesse con lei restando presidente della Camera con la promessa di essere incaricato per formare un nuovo governo, queste sono, per esplicita e incauta dichiarazione di due degli autori della trattativa, le prove di un'altra azione politica del Colle più alto simile ad un complotto contro la sua persona.

Non discutiamo qui se politicamente fosse giusto o meno indirizzare degli esponenti del suo partito verso altri lidi politici, se cioè Napolitano Giorgio si muovesse per realizzare un progetto di stabilità del Paese oppure se si ebbe a trattare soltanto di un'azione contro di lei, quel che ci interessa e' notare come l'uscita sia avvenuta in stretto raccordo con i vertici istituzionali al più alto livello. Lei probabilmente lo chiamerebbe "complotto", l'ennesimo contro la sua persona politica.

Sarebbe allora opportuno uscire dalla sfilza di ingiurie tra Ncd e Forza Italia su chi ha tradito chi per ricostruire in modo più vicino ai fatti realmente accaduti la storia recentissima del nostro Paese, a partire proprio dalle novità che la lettera pone in primo piano:
1. Napolitano avrebbe concesso davvero la grazia a Berlusconi?
2. Avendola Berlusconi rifiutata scegliendo un'altra linea, il Colle ha influito sulla scissione di Ncd, magari indirettamente e con la coscienza di chi le aveva provate tutte per "aiutare" il condannato? Interrogativi che sarebbe bene sciogliere.

 

NAPOLITANO BERLUSCONI napolitano berlusconiNAPOLITANO E TESTA BERLUSCONI alfano napolitano Cicchitto e Quagliariello BERLU E NAPOLITANO Cicchitto Quagliariello e Polito VINCINO BERLU E NAPO

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