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A COSA SERVE ISIS SE GLI AMERICANI S’AMMAZZANO TRA LORO? NEL 2015 NEGLI USA CI SONO STATI 8 MILA MORTI PER SCONTRI A FUOCO: 247 STRAGI IN 238 GIORNI - GLI INCIDENTI CON LE ARMI DA FUOCO SONO STATI 33.293 - MANDIAMO L’ONU PER FERMARE QUESTO BAGNO DI SANGUE?

Francesco Semprini per “la Stampa”

 

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Duecentoquarantasette stragi in 238 giorni. È questo il drammatico bilancio delle sparatorie che negli Stati Uniti hanno causato almeno quattro tra morti e feriti (incluso l' attentatore), nel solo 2015. Un bilancio parziale aggiornato al 26 agosto, con la sparatoria in diretta televisiva in Virginia, e un altro episodio a mano armata avvenuto a Minneapolis. A pubblicare il calendario degli orrori è il Wonkblog del «Washington Post», sulla base dei dati raccolti da «Mass Shooting Tracker».

 

In sette mesi su otto c' è almeno un giorno in cui si registrano quattro sparatorie di massa, mentre ad aprile e agosto ci sono stati picchi di cinque episodi in un solo giorno. Il dato fondamentale è quindi che nella prima economia del Pianeta, un modello di democrazia, i casi di «mass shooting» (sparatorie di massa) sono più di uno al giorno.

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I NUMERI

La definizione è diversa da quella utilizzata dall' Fbi, che definisce «mass shooting» gli episodi a mano armata con almeno tre persone uccise (escluso l' attentatore). L' accezione a cui si riferisce il Post è più ampia e comprende pertanto episodi come la sparatoria di Lafayette del 23 luglio, in cui sono morte due persone, i feriti sono stati nove e l' autore della strage si è tolto la vita.

 

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L' interpretazione più ampia solleva le proteste di chi sostiene il diritto alla libera circolazione e detenzione di pistole e fucili, come John Lott di Crime Prevention Research, perché nella fattispecie rientrerebbero a forza anche episodi «come regolamenti di conti tra gang rivali che in realtà non sono stragi». Al di là delle distinzioni lessicali e di metodo statistico, i dati sono drammatici, come rivelano altri calendari degli orrori.

 

COLUMBINECOLUMBINE

Secondo l' osservatorio Gun Violence Archive, nel 2015 gli incidenti con le armi da fuoco in Usa sono stati 33.293, sono 8.514 le persone che hanno perso la vita, 17.361 i feriti, 486 i bambini da zero a 11 anni morti o feriti, e 1.687 quelli tra 12 e 17 anni. Sono 2.889 i rappresentanti delle forze dell' ordine coinvolti in tali episodi, ammontano a 1.225 gli episodi accidentali, mentre sono appena 782 i casi di ricorso alle armi per difesa personale.

 

Il punto è che anche nelle città con leggi più restrittive sulla vendita e il possesso di pistole e fucili, come la capitale Washington DC e Chicago, i crimini a mano armata sono elevati.

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«Una cosa è certa - prosegue Ingraham - i dati Usa non hanno pari in nessun Paese avanzato dell' Occidente». Ed è proprio su questo che si è basata la campagna per il controllo delle armi da fuoco di cui si è fatto promotore Barack Obama, e che ha incontrato l' ostruzionismo della lobby di settore, una delle più influenti degli Stati Uniti. Oltre all' opposizione di una certa parte del Congresso che, invocando il secondo emendamento della Costituzione e il diritto a difendersi da soli, ha reso vani gli sforzi dell' amministrazione di porre fine all' ultimo «Far West» della storia americana.

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