LAVITOLA È BELLA (DA LATITANTE) - MA PERCHÉ NESSUNO CERCA VALTERINO? - IL MINISTRO DELL’INTERNO PANAMENSE AMMETTE CANDIDAMENTE DI AVER INCONTRATO L’IMPRENDITORE PESCIVENDOLO PERCHÉ TANTO “NON ESISTE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE” (FRATTINI HA SOLO CHIESTO ALL’AMBASCIATORE DI VERIFICARE LA PRESENZA DI LAVITOLA) - CHICCO MENTANA SI CHIEDE: “COME MAI NESSUNA PROCURA CI HA CHIESTO NOTIZIE O L’ACQUISIZIONE DEL VIDEO DELL’INTERVISTA?”…

Vittorio Malagutti e Antonio Massari per il "Fatto quotidiano"

Per Lavitola non esiste alcun mandato di cattura dell'Interpol. L'ho visto e ci siamo salutati". Parola di José Mulino, ministro dell'Interno panamense, il Maroni dei caraibi che - se il mandato di cattura esistesse, al contrario di quanto sostiene - Lavitola avrebbe dovuto farlo arrestare.

Accade anche questo, nel "caso" Lavitola, e che "Valterino" fosse a Panama nei giorni scorsi - almeno intorno a metà settembre - lo dice chiaramente il ministro dell'Interno panamense. Mulino lo dice persino nell'assemblea del suo Parlamento, sancendo così la massima ufficialità alle proprie parole. Lo scrive il quotidiano La Prensa, il 15 settembre, sottolineando che Mulino, in precedenza, aveva negato che Lavitola fosse un consulente di Finmeccanica - ma il contratto del colosso industriale italiano non lascia dubbi - e che "Valterino", in realtà, fosse il "segretario personale di Silvio Berlusconi".

Non si tratta di sfumature se si aggiunge un ulteriore dettaglio: Mulino ha accusato l'ex ministro degli esteri panamensi, Juan Carlos Varela, di aver pagato troppo Finmeccanica (333,3 milioni di dollari) per la commessa di elicotteri, radar e cartografia destinata al paese sudamericano. Mulino quindi accusa Varela di non aver trattato con un consulente di Finmeccanica, ma con il "segretario privato" di Berlusconi, e lancia sospetti su una presunta corruzione nella trattativa.

E così, nel consumare il suo scontro con Varela, il 15 settembre Mulino consegna al Parlamento e ai cronisti panamensi due notizie importanti. E non soltanto a loro: queste notizie dovrebbero interessare a chiunque stia cercando di riconsegnare allo Stato italiano il latitante che chiudeva affari per Finmeccanica ed è intimo amico del premier.

La prima notizia: Mulino ha incontrato Lavitola a Panama, esattamente come Valera, e l'ha salutato dicendogli: "Ciao, come va?". La seconda: "Per Lavitola non esiste alcun ordine di cattura da parte dell'Interpol". E il nostro governo, nel frattempo, che fa? Davvero il mandato di cattura internazionale non esiste?

Al Fatto quotidiano risulta che, in caso di latitanza all'estero, il passaggio alle forze di polizia internazionali è una prassi. E quindi: se il mandato di cattura internazionale esiste, come si comporterà il nostro Paese con Panama e il ministro Mulino, che ha salutato Lavitola con una pacca sulla spalla, lasciandolo andar via, come se nulla fosse?

Di certo c'è solo che il ministro degli esteri Franco Frattini - il Fatto Quotidiano ha pubblicato le immagini dei suoi pregressi incontri con Lavitola - aveva annunciato l'avvio di procedure formali per raggiungere il "latitante amico di Berlusconi. Ieri la Farnesina ha spiegato qual è l'ufficiale controffensiva italiana: il 27 settembre Frattini ha scritto al nostro ambasciatore a Panama , chiedendogli di verificare se Lavitola è lì.

Insomma: lo Stato italiano si rivolge a se stesso, cioè a un proprio ambasciatore, e non al governo panamense dove, peraltro, siede un ministro - Mulino, appunto - che Lavitola l'ha incontrato e salutato affettuosamente. Non solo: l'ha anche dichiarato ufficialmente, in Parlamento, ben due settimane fa.

Oltre Mulino, l'unico ad aver "incontrato" Lavitola è Enrico Mentana, direttore di Bersaglio Mobile, che l'ha intervistato in tv con un collegamento via satellite la scorsa settimana: nessuna procura però, almeno fino a ieri, gli ha chiesto notizie o acquisizione di video.

Eppure i magistrati che indagano su Lavitola sono parecchi: in particolare le procure di Roma e Bari, dove sono approdati, con diverse ipotesi di reato, i fascicoli che hanno spinto il gip di Napoli a chiederne l'arresto. Né Roma, né Bari, hanno avanzato richieste ufficiali a Mentana.

L'unica novità, per il momento, è l'iscrizione di Lavitola nel registro degli indagati, a Bari, per il reato di "induzione a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria barese". Parliamo dell'ipotesi - fondata sull'esborso di centinaia di migliaia di euro a Gianpi Tarantini, da parte di Berlusconi e per il tramite di Lavitola, affinché mentisse ai pm baresi per tutelare Berlusconi nell'inchiesta sulle donne portate da Gianpi al presidente del Consiglio.

Molto presto - forse già oggi - anche il nome di Berlusconi potrebbe essere segnato sul registro degli indagati mentre, nei prossimi giorni, è prevista una riunione di coordinamento tra le procure di Bari, Roma, Napoli e Lecce (dove è indagato il capo della procura Bari, Antonio Laudati, per favoreggiamento proprio nell'inchiesta sulle escort) per fare il punto sulle indagini che ciascun ufficio sta svolgendo sui rapporti tra Berlusconi, Tarantini e Lavitola.

 

Valter LavitolaSilvio Berlusconi FRANCO FRATTINI Enrico Mentanavalter lavitola e mentanajose mulino ministro dell'interno di Panama

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…