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IL SUGGERIMENTO DEL PREMIO NOBEL JOSEPH STIGLITZ ALL’ITALIA: “LASCIATE L'EURO” - L’ECONOMISTA DELLA COLUMBIA UNIVERSITY CONSIGLIA “DI INTRODURRE UNA MONETA PARALLELA E USARE UNA MONETA ELETTRONICA SEMPRE PIU’ SEMPLICE ED EFFICACE” PER NON MORIRE STRAZIATI DALL’ECONOMIA EUROPEA: “SE LA GERMANIA NON È DISPOSTA A MIGLIORARE L'UNIONE MONETARIA, DOVREBBE FARE LA COSA MIGLIORE: LASCIARE L'EUROZONA”

Francesco Specchia per “Libero quotidiano”

JOSEPH STIGLITZ

 

L'euro è la nostra peste, la Germania il suo cocciuto untore. Consiglia ferocemente all' appena insediatosi «governo italiano euroscettico» Joseph E.Stiglitz - Nobel con l' elmetto, Torquemada della moneta unica - di «introdurre una moneta parallela» e «usare una moneta elettronica sempre più semplice ed efficace» per evitare di morire straziati dall' economia Ue dominata dalla Germania e dall' euro cattivo. Non è un' idea nuova, quella che l' economista della Columbia University propone in un articolo per la testata Politico Global Policy Lab e che accenna tra le pagine nella nuova edizione del suo La globalizzazione e i suoi oppositori (Einaudi, dove il tema sono gli Usa).

 

STIGLITZ LAGARDE

Non è un'idea nuova, la sua evocata uscita dall'euro da parte dell'Italia. Ma stavolta la prende più alla larga. Sostiene, Stieglitz, che l'euro così com'è abbia «aumentato le divisioni all'interno dell' Ue, in particolare tra paesi creditori e debitori»; e che sia alla base della «crisi migratoria, in cui le norme europee impongono un onere ingiusto ai paesi in prima linea che ricevono migranti, come la Grecia e l'Italia»; che, in realtà, la vera causa del disallineamento dei tassi di cambio potenziali sia nella politica fiscale e salariale molto stitica della Merkel ("stitico" non è il proprio il suo termine, ma rende l' arroganza dello squilibrio commerciale che viola le norme comunitarie).

DONALD TUSK ANGELA MERKEL GIUSEPPE CONTE MOAVERO

 

Sicchè, per Stiglitz, «se la Germania non è disposta a prendere i passi fondamentali necessari per migliorare l' unione monetaria, dovrebbe fare la cosa migliore: lasciare l'eurozona» perché «il valore dell' euro si ridurrebbe e le esportazioni dell' Italia e di altri paesi dell' Europa meridionale aumenterebbero». Però -sembra spiegare il templare dell' antiglobalizzazione a Salvini e Di Maio- siccome la Germania che molla è un sogno shakespariano, be', a questo punto mollate voi.

 

«I benefici per l' Italia di lasciare l' euro sono chiari e considerevoli. Un cambio più basso consentirà all' Italia di esportare di più»; e «i consumatori sostituiranno le merci italiane per le importazioni. I turisti troveranno nel paese una destinazione ancora più attraente. Tutto ciò stimolerà la domanda e aumenterà le entrate del governo. La crescita aumenterà e l' alto tasso di disoccupazione in Italia (11,2%, con il 33,1% di disoccupazione giovanile) diminuirà...».

VAROUFAKIS STIGLITZ

 

Stiglitz cita le gestioni personalistiche negli approcci economici di Trump e Berlusconi dominati da «corrotti cercatori di rendite»; e afferma che fuori dall' euro il Belpaese «avrebbe maggiori probabilità di cooperare in altri settori chiave con l' Europa: migrazione, una forza di difesa europea, sanzioni contro la Russia, politica commerciale». Un crescendo epico. Ed ecco, poi, il cambio di passo: l' Italia chieda, in pratica, di ristrutturare il suo debito, pagando in titoli di Stato.

 

giuseppe conte angela merkel

A quel punto gli altri membri Ue avrebbero due strade: o espellerci (ma, data la possanza del nostro debito, 3° al mondo, crollerebbe l' intera Ue); o, addottando con successo una moneta più flessibile -un "euro morbido"- e creando una sorta di «zona euro meridionale vicino a un' area valutaria ottimale», accadrebbe che altri paesi ci seguirebbero. E Stiglitz ricorda le vicissitudini finanziarie della Grecia.

 

La quale, messa malissimo, era lì lì per introdurre il meccanismo di una nuova dracma; me venne fermata dalla Banca Centrale europea, che la «strangolò». Certo, ora pare uscita definitivamente dalla crisi, ma la cura da cavallo a cui si sottopose fu per anni un dramma euripideo. Stiglitz è comunque onesto. Non nega che l' addio all' euro possa essere dolorosetto: «alcune aziende falliranno, altri vedranno il declino dei loro redditi reali». Ma se la Germania non avesse agito con egoismo, «se l' economia italiana avesse trascorso i 20 anni dalla crescita della creazione dell' euro al tasso della zona euro nel suo insieme, il suo Pil sarebbe stato del 18% più alto». Cari Salvini e Di Maio, volete uscire dalla gabbia Bruxelles? Parliamone. La replica dei nostri -e del ministro dell' economia Tria- non è tutt' ora pervenuta..

TSIPRAS 1

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