NON CE L’HA FATTA MAURIZIO LUPI A SBRANARE MAURO MORETTI (RICONFERMA ALLE FS) – INVITO PD A INVITALIA: INNOCENTI E ARCURI NON HANNO I REQUISITI

1. MORETTI VERSO LA RICONFERMA - LE MOSSE SU ANAS E INVITALIA
Antonella Baccaro per "Il Corriere della Sera"

Ferrovie, Anas, Invitalia. Si va verso la conferma dei vertici attuali. Il clima politico in costante fibrillazione di questi giorni, con il Pdl e il Pd sulle barricate, sembra aver suggerito all'azionista, il ministero del Tesoro, di non sollevare ulteriori polemiche nella maggioranza con eventuali ricambi sulle poltrone più appetibili delle aziende pubbliche.

Così stamane il dicastero guidato da Fabrizio Saccomanni dovrebbe comunicare la conferma per la terza volta di Mauro Moretti nel ruolo di amministratore delegato di Ferrovie, e di Lamberto Cardia quale presidente, per la seconda volta. Tira aria di permanenza anche per l'amministratore unico dell'Anas, Pietro Ciucci.

Ha sollevato polemiche in questi giorni l'ipotesi di non modificare gli attuali vertici di Invitalia: Domenico Arcuri, amministratore delegato, e Giancarlo Innocenzi, presidente. I deputati del Partito democratico, Ernesto Magorno e David Ermini, hanno chiesto al Tesoro che «le nuove nomine rispondano rigorosamente ai criteri individuati dalla direttiva del ministero dell'Economia, senza alcuna eccezione». I due deputati rilevano in particolare che «se si procedesse alla conferma degli attuali vertici, la presidenza verrebbe affidata a un ex parlamentare mentre la direttiva del ministero vieta la nomina di parlamentari».

Per tutti i manager ci sarà da tenere conto delle nuove regole sugli emolumenti, appena approvate in Parlamento nel decreto Fare, che dettano un taglio del 25% per i manager delle aziende quotate, equiparate e per le controllate da queste e un tetto di 300 mila euro per le altre. Un taglio che non va a gravare soltanto sulla retribuzione di base ma anche su quella accessoria. La normativa vale per tutti gli organi in rinnovo dopo la sua entrata in vigore.


2. INVITALIA, LARGHE INTESE AL VERTICE - INTERROGAZIONE DEL PD: INNOCENTI E ARCURI NON HANNO I REQUISITI PER QUEI POSTI
Ferruccio Sansa e Davide Vecchi per "il Fatto Quotidiano"

Giancarlo Innocenzi e Domenico Arcuri, presidente e amministratore delegato di Invitalia, oggi dovrebbero essere confermati alla guida della partecipata del ministero del-l'Economia con la benedizione del premier, Enrico Letta, e del titolare del Mef, Fabrizio Saccomanni. Eppure né Innocenzi né Arcuri avrebbero i requisiti necessari in base a una recente direttiva di via XX Settembre che vieta la nomina di ex parlamentari alla guida di partecipate statali. La conferma di Arcuri non rispetterebbe il tetto di 300mila euro per i manager statali reintrodotto dal Senato: gli emolumenti dell'ad ammonterebbero a oltre 800mila euro e dovrebbe dunque essere decurtati di mezzo milione. Oggi, dopo tre rinvii, si riunisce l'assemblea per il rinnovo del Cda. I nomi sul tavolo sono quelli di Innocenzi e di Arcuri.

Già mercoledì i deputati del Pd Ernesto Magorno e David Ermini hanno annunciato una interrogazione a Saccomanni per sapere "se per il rinnovo dei vertici di Invitalia si stia procedendo senza tenere conto delle regole imposte a tutte le partecipate statali. Se si procedesse alla conferma degli attuali vertici , tra l'altro, la presidenza verrebbe affidata ad un ex parlamentare mentre la direttiva del Ministero vieta la nomina di parlamentari".

Invitalia è una società semisconosciuta ma ambitissima . Perché sono in ballo poltrone. E soprattutto perché da qui passano centinaia di milioni di euro. Una delle galline dalle uova d'oro è la controllata Italia Navigando che si occupa della realizzazione di decine di porticcioli turistici in Italia. Diciannove per l'esattezza. Un affare che sfiora il miliardo.

Italia Navigando era tra le società indicate per realizzare il mega approdo di Fiumicino, proprio con Francesco Bellavista Caltagirone (arrestato nel-l'inchiesta ligure sul porto di Imperia). Un megaprogetto che aveva goduto di un appoggio bipartisan: alla posa della prima pietra si fanno notare con dichiarazioni entusiastiche Gianni Letta, gli allora ministro Altero Matteoli, vice presidente del Lazio Esterino Montino e il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

Italia Navigando di sicuro è una società che pare saper navigare bene nel mare tempestoso della politica. Durante la parentesi berlusconiana che va dal 2001 al 2006, sul ponte di comando sale Claudio Gorelli, segretario di Gianni Letta. Arrivato il centrosinistra Gorelli è sostituito da Ernesto Abaterusso, ex deputato Ds pugliese. Intanto la gestione di molti approdi va alla Marine Italia di proprietà al 50% di Marina Manage, società di famiglia di Alfredo Sandri, onorevole Ds-Ulivo fino al 2006.

A Invitalia Arcuri arriva su nomina di Prodi. E va detto che ha ridotto le controllate dalle oltre 300 con un esercito di 492 amministratori alle attuali 5. Indicato come "fedele a Scajola" nelle intercettazioni allegate al-l'inchiesta sul porto di Imperia, Arcuri è in realtà vicino a Massimo D'Alema. Un legame che gli è stato "rinfacciato" da chi ricorda altri nomi di politici che si sono affacciati nell'universo Invitalia.

Se arcuri arriva dal centrosinistra, Innocenzi, a conferma della spartizione imposta dalla politica, è "figlio" del berlusconismo della prima ora. Dirigente Mediaset, direttore dei servizi giornalistici delle tre reti di Segrate e poi amministratore delegato della Titanus e di Odeon Tv, Innocenzi arriva a Montecitorio nel 1994 sotto la bandiera di Forza Italia.

Non rieletto nel 1996, nel 2001 è nominato sottosegretario alle Comunicazioni nel secondo governo Berlusconi, dove è rimasto fino al 2005 ideando e lanciando il digitale terrestre. Componente della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si dimise nel 2010 perché coinvolto nell'inchiesta Rai Agcom della procura di Trani insieme a Mauro Masi e Silvio Berlusconi. Ammise di aver subìto pressioni da parte dell'allora premier per cacciare Michele Santoro dalla Rai. L'uomo adatto per guidare una controllata dello Stato.

 

MAURIZIO LUPI MAURIZIO LUPI MAURO MORETTI CON UN CANE MAURO MORETTI PRESENTA IL TRENO AL MEETING DI CL MASSIMO DALEMA E MAURO MORETTI GIANCARLO INNOCENZIPietro CiucciFABRIZIO SACCOMANNI LAMBERTO CARDIA RomaJuventussssssssssssGMT domenico arcuri foto mezzelani gmt

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)