LEGISLATURA CHE NON DURA - ALTRO CHE 2018: NON SONO POCHI I RENZIANI CHE STUDIANO COME ANDARE SUBITO A VOTARE CON L’ITALICUM, INSERENDO IL TESTO QUASI APPROVATO IN UN DECRETO CHE ESTENDA IL MAGGIORITARIO CON BALLOTTAGIO ANCHE PER IL SENATO

mattarella renzimattarella renzi

Franco Bechis per “Libero Quotidiano”

 

Era da poco passato il mezzogiorno, e mentre Matteo Renzi e Sergio Mattarella terminavano il giro nel centro di Roma a bordo della Flaminia presidenziale senza capote con grande soddisfazione del nuovo capo dello Stato (lui è molto freddoloso), nel cortile di Montecitorio è iniziata una lunga discussione fra due senatori. Uno dei due è ben noto a chi frequenta il palazzo: Donato Bruno, avvocato di Forza Italia ed esperto di riforme istituzionali.

 

mattarella renzi 6mattarella renzi 6

Negli ultimi mesi insieme ad Anna Finocchiaro a palazzo Madama ha officiato il patto del Nazareno guidando l’approvazione sia della riforma costituzionale che della legge elettorale, l’Italicum. L’altro senatore è meno noto alle cronache: si chiama Mauro Del Barba, è un bancario della provincia di Sondrio, oggi è segretario della commissione Bilancio di palazzo Madama ed è anche tesoriere del gruppo parlamentare del Pd guidato da Luigi Zanda.

 

Del Barba è un renziano della prima ora, che nonostante la giovane età ha condiviso lo stesso cursus politico dell’attuale premier: animatore dei gruppi per l’Ulivo, dirigente locale del partito popolare e della Margherità, poi il Pd. Ha appoggiato Renzi alle primarie del 2012, che ha stravinto nel suo territorio, e per questo si è conquistato un posto in Senato.

vignetta FINOCCHIARO RENZI BARALDI vignetta FINOCCHIARO RENZI BARALDI

 

Proprio Del Barba ha acceso la miccia di quella discussione: «Se si dovesse andare a votare», ha spiegato a Bruno, «possiamo subito utilizzare l’Italicum, che ormai è quasi approvata. Basta inserire quel testo in un decreto legge che estenda il meccanismo maggioritario con ballotaggio anche all’elezione per il Senato».

 

SENZA PRECEDENTI

Tralasciamo qui le lunghe, animate e dotte risposte di Bruno, che invano ha tentato di spiegare al suo interlocutore come quella idea fosse tecnicamente irrealizzabile: non ci sono precedenti di una legge elettorale introdotta per decreto legge.

 

HAPPY PD DALEMA RENZI BERSANI FRANCESCHINI FINOCCHIARO HAPPY PD DALEMA RENZI BERSANI FRANCESCHINI FINOCCHIARO

E in ogni caso l’Italicum non potrebbe essere la soluzione per il Senato, dove servirebbe un premio di maggioranza su base regionale, come più volte hanno sottolineato i presidenti della Repubblica (perfino il Porcellum fu modificato così, causando tutti i pasticci ben conosciuti, dall’intervento dell’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi).

 

Non sbagliava il senatore Bruno a profetizzare che mai il nuovo Capo dello Stato avrebbe messo la sua firma sotto un decreto legge di questa natura. Quel che conta è proprio l’idea stessa lanciata da Del Barba, e il suo cocciuto insistere sulla fattibilità. Perché è un segnale politico, non proprio secondario.

 

RENZI MATTARELLA ALFANORENZI MATTARELLA ALFANO

Viene da un renziano doc, e segnala quel che si sussurra a palazzo da qualche giorno: chiusa con successo l'elezione del nuovo presidente della Repubblica, Renzi sta nuovamente pensando ad elezioni che gli consentano di risolvere una volta per tutte la sua personale partita con la minoranza del Pd (solo addormentata dalla battaglia per il Quirinale in cui si sono serrate le fila) e allo stesso modo pure il potere di interdizione degli alleati minori della maggioranza, Ncd in testa.

 

MAGGIORANZA FRAGILE

renzi letta alfano renzi letta alfano

Per altro proprio le ferite che nel partito di Angelino Alfano si sono aperte in questi giorni riportano fra i temi di attualità la possibilità di una fine anticipata del governo e di conseguenza anche della legislatura. Il tema politico indubbiamente c’è, e il fatto che nelle fila dei fedelissimi del capo del governo ci si ponga con urgenza il tema di una legge elettorale in grado di offrire una maggioranza certa alle urne, indica come il quadro istituzionale sia davvero a rischio frana. Anche se non tutti ne sono convinti.

 

«A me sembra che il tema politico di una rottura della maggioranza di governo in questo momento non sia attuale. Anche i malumori passeranno», sostiene Emanuele Fiano, altro renziano del Pd che alla Camera ha seguito come relatore i percorsi delle riforme istituzionali. Della stessa opinione è anche la figura più rappresentativa della minoranza Pd, Pierluigi Bersani, che sminuisce i rischi che possano venire da Ncd sulla stabilità di governo: «Sono arrabbiati? Sì, ma alla fine anche la rabbia sbollirà», dice lui. Qualche segnale in questo senso è sembrato arrivare ieri da sguardi e sorrisi a favore di telecamere di Renzi e Alfano durante il discorso di insediamento di Mattarella.

pierluigi bersani silvia velo roberto speranzapierluigi bersani silvia velo roberto speranza

 

L’INCOGNITA NCD

Non è molto, anche perché nel partito i maldipancia non sono pochi, e il clima sembra aggressivo nei confronti del premier. Non è sfuggita l’assenza di Maurizio Lupi nei banchi dell’esecutivo. Sono state ribadite le dimissioni della portavoce del partito, Barbara Saltamartini che in una intervista a Libero tv (questa mattina su www.liberoquotidiano.it) ha spiegato: «mi è ormai impossibile portare una voce che non condivido».

 

Si è dimesso da capogruppo in Senato Maurizio Sacconi. E traballa la sua collega alla Camera, Nunzia De Girolamo. Il cronista di Libero ieri le ha rivolto una domanda iniziando con un «voi del Ncd...», e lei con ampio sorriso ha replicato : «Noi? Vorrai dire loro...».

 

MAURIZIO SACCONI OCCHIO BENDATOMAURIZIO SACCONI OCCHIO BENDATO

Anche Fabrizio Cicchitto fa presagire aria di tempesta: «da quel che mi risulta il premier non ha ancora sciolto e annullato il Parlamento. Che quindi ha ancora la sua libertà di decidere. E anche di votare contro a provvedimenti che non condivide...». Il clima dunque è questo. E la forzatura sulla legge elettorale è davvero gran tentazione di Renzi e del suo gruppo. Più che appellarsi a San arbitro Sergio Mattarella non si può...

 

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...