NON SOLO TURING. L’INGHILTERRA DELLO SPETTACOLO E DELL’ARTE SI MUOVE PER CHIEDERE CHE IL GOVERNO RIABILITI I QUASI 50 MILA UOMINI CONDANNATI PER OMOSESSUALITÀ

Enrico Franceschini per La Repubblica

 

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Non solo Turing. L’Inghilterra dello spettacolo e dell’arte si muove per chiedere che il governo riabiliti i quasi 50 mila uomini condannati per “atti indecenti”, come fino a metà degli anni ‘60 qui veniva ancora classificata l’omosessualità.

 

Quindicimila di loro sono probabilmente ancora vivi. Tra quelli ormai deceduti c’è il grande matematico Alan Turing, decifratore del Codice Enigma dei nazisti durante la Seconda guerra mondiale e considerato il padre del computer, che al carcere preferì la pena della castrazione chimica e, dopo averla subita, nel 1954 finì per suicidarsi.

 

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Solo recentemente Turing aveva ottenuto le scuse formali da parte dello Stato britannico, espresse sei anni or sono dall’allora primo ministro Gordon Brown, e quindi la piena “riabilitazione”, ovvero la cancellazione postuma del “crimine” che gli era stato imputato. Una riabilitazione completata quest’anno da un film, The Imitation Game , che lo celebra come un eroe nazionale e che ora è candidato agli Oscar (ha ricevuto nomination a ben otto statuette), nel quale è interpretato dall’attore inglese Benedict Cumberbatch.

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E proprio quest’ultimo è tra i firmatari, insieme al regista della pellicola, Morten Tyldum, all’attore Stephen Fry, a Rachel Barnes, nipote di Turing, all’attivista per i diritti civili Peter Thatchell e ad altre 40 mila persone, di una lettera aperta pubblicata ieri dal Guardian in cui esortano le autorità del Regno Unito e la famiglia reale a estendere il perdono tributato al matematico a tutte le vittime di una condanna che ai giorni nostri appare disumana e vergognosa.

 

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«Le leggi britanniche sull’omofobia hanno reso intollerabili le esistenze di generazioni di uomini gay e bisessuali», afferma la lettera. «Tocca ai giovani leader odierni, inclusi il duca e la duchessa di Cambridge ( il titolo ufficiale del principe William e di sua moglie Kate, ndr) , riconoscere questo marchio infame della nostra storia e agire affinché venga cancellato.

 

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Chiediamo al governo di Sua Maestà di iniziare una discussione sulla possibilità di perdonare tutti coloro, vivi o scomparsi, che come Alan Turing furono condannati per omosessualità». Un portavoce della casa reale ha dichiarato che William e Kate non prenderanno posizione pubblicamente in merito perché si tratta di una questione governativa — un loro intervento equivarrebbe a un’interferenza da parte della famiglia reale che per prassi rimane neutrale o silenziosa sulla vita pubblica nazionale. Ma non è escluso che i principi facciano comunque qualche gesto per segnalare solidarietà con la campagna lanciata da artisti e attivisti.

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GAME
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Winston Churchill di schiena Winston Churchill di schiena

Turing, che si tolse la vita nel 1954, due anni dopo la condanna alla castrazione chimica, fu definito da Winston Churchill come colui che diede «il singolo maggiore contributo alla vittoria degli Alleati nella Seconda guerra mondiale».

 

Nel 2013 la regina Elisabetta gli ha concesso un “perdono” formale, in accordo con il governo di David Cameron, lo stesso governo che ha approvato la legge sul matrimonio omosessuale. «Lo scienziato fu uno dei grandi eroi del ventesimo secolo», prosegue la lettera aperta uscita sul Guardian , «un uomo il cui lavoro sulle macchine che decifrarono Enigma», il codice usato dai nazisti per i loro messaggi segreti, «ci aiutò a vincere il secondo conflitto mondiale e che svolse un ruolo cruciale nello sviluppo dei moderni computer».

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CHURCHILL E STALIN CHURCHILL E STALIN

Circa 49 mila uomini sono stati condannati per “indecenza” dalle leggi che fino al 1964 in Gran Bretagna vietavano il sesso tra gay. Al processo, Turing ammise di avere una relazione con un amico e gli fu offerta la scelta tra la prigione e un trattamento di farmaci diretti a «controllare la sua libidine». Oltre alle 40 mila firme raccolte dalla lettera, una petizione online lanciata dall’organizzazione per i diritti civili Change.org ne ha richiamate rapidamente altre 60 mila.

 

«Le scuse e il perdono ad Alan Turing vanno benvenuti », conclude la lettera, «ma ignorano gli altri 49 mila uomini condannati in base alla stessa legge, molti dei quali si sono suicidati come conseguenza delle accuse ricevute. È possibile che 15 mila di loro siano ancora in vita ». Commenta Rachel Barnes, la nipote dello scienziato: «È ingiusto che soltanto Alan abbia ricevuto un perdono. Vorremmo che venisse finalmente resa giustizia a tutti».

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